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Non c'è pace per l'economia vaticana. Dopo i rumors su un possibile cambiamento della struttura dello IOR (dato per accorpato, poi commissariato), adesso arriva la decisione del Papa. Francesco ha infatti proceduto alla nomina del nuovo Prelato dello IOR, che sarà un uomo proveniente dalla carriera diplomatica vaticana, monsignor Battista Mario Salvatore Ricca da Offlaga, paese di 4.309 anime a sud di Brescia e non lontano da Manerbio.

DA BRESCIA A SANTA MARTA (E NON SOLO)- Classe 1956, monsignor Ricca appartiene al Servizio Diplomatico presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato e a Jorge Mario Bergoglio è abbastanza familiare, non foss'altro che è direttore della Domus Sanctae Marthae (dove alloggia il Pontefice); della Domus Internationalis Paulus VI (Fondazione nata nel '99 per volontà di Giovanni Paolo II e destinata ad offrire “ospitalità agli ecclesiastici che appartengono al personale diplomatico della Santa Sede o che prestano servizio presso la Curia Romana nonché ai Cardinali, ai Vescovi ed ai Presbiteri che giungono a Roma per rendere visita al Papa o per partecipare ad atti predisposti dalla Santa Sede”), dove peraltro ha risieduto Francesco poco prima del Conclave che lo ha eletto Papa, con sede in Via della Scrofa a Roma; della Domus Romana Sacerdotalis (altra fondazione in Via della Traspontina, 100 camere per sacerdoti) e della Casa San Benedetto (questa alloggia i Nunzi in visita in Vaticano).

SOLUZIONE RADICALE? NO, GRAZIE- Monsignor Ricca – dicono ad Affaritaliani – è un uomo di fiducia di Jorge Mario Bergoglio, non appartiene ai bertoniani e fondamentalmente la sua nomina – al posto del bertoniano Piero Pioppo, nominato nel 2010 Nunzio in Nuova Guinea – viene vista come un tratto distintivo del nuovo Papa: quello di non essere uomo da tagli radicali. Almeno per ora. “Hanno usato il vecchio metodo: è stato rafforzato l'organo interno mettendo uno di fiducia e bypassando la commissione cardinalizia”, dice un monsignore ad Affaritaliani, ma precisa che: “Si è scelto di mettere una pezza al problema e aspettare, poi gradualmente si sostituisce quello che c'è da sostituire. Il Papa non è uomo di tagli netti”.

APSA, INDAGATO MONSIGNOR SCARANO- Se la banca del Papa trova un uomo di fiducia di Bergoglio, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) vede qualche nube all'orizzonte. Stiamo parlando di monsignor Nunzio Vincenzo Scarano, classe 1952 da Salerno, addetto presso l'APSA, che adesso è indagato dai magistrati della Procura della città campana per l'ipotesi di riciclaggio. Scarano è sacerdote dal 1987 e – dicono ad Affari – ha avuto una brillante carriera in Curia fino al posto di addetto APSA. Buoni legami con il vescovo emerito di Salerno Gerardo Pierro, Scarano è dato come vicino al cardinale Renato Raffaele Martino, anche lui salernitano e presidente merito del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace. Secondo il Fatto Quotidiano per i magistrati salernitani Scarano – titolare di un conto allo IOR - avrebbe riciclato fino a 580.000 euro di provenienza poco chiara. Il monsignore avrebbe scambiato quantità di contanti (generalmente banconote da 500 euro, da cui il soprannome di “Monsignor 500”) con assegni circolari da 5/10mila euro per alcune attività nella città campana (e che non riguarderebbero l'APSA e il ruolo ricopertovi da Scarano).

Antonino D'Anna

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