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Economia
Ipo Ferrari non oltre il 10%. Marchionne: "Ora Italia più credibile per gli investitori"

Marchionne alza il sipario su una delle Ipo più attese dal mercato e cioè quella del Cavallino. Durante l'assemblea in Olanda della controllata Cnh Industrial, l'amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne ha fatto sapere che il gruppo automobilistico non quoterà "oltre il 10% della Ferrari. Stiamo ancora valutando". Sui numeri di Cnh, Marchionne ha spiegato che "il 2014 è stato una pietra miliare per il gruppo non solo perché è stato il primo anno pieno di operatività, ma anche perché sono stati raggiunti gran parte degli obiettivi. E' stato un anno carico di sfide ma anche di nuove conquiste in cui abbiamo ampliato la nostra presenza in altre aree geografiche". Il manager, ricordando il "piano ambizioso", ha aggiunto: "Affrontiamo il 2015 con grande fiducia".

"Confidiamo - ha aggiunto Marchionne - di avere le persone e i prodotti per vincere nei mercati che abbiamo scelto e creare valore per tutti gli stakeholders del gruppo". "Guardiamo ad opportunità nel settore delle macchine per l'agricoltura. E' il momento giusto per espandere la nostra attività a fronte del rallentamento del mercato, che sta toccando il fondo. Comunque non c'è niente di concreto, il processo di scouting sta andando avanti". "Le opportunità ci sono, continuiamo a guardarle, ma non nella misura che avete visto ieri", ha affermato con una battuta riferendosi alla proposta di acquisto annunciata dalla holding Exor su PartnerRe (per un valore totale di 6,4 miliardi di dollari).

Al presidente ha fatto eco l'amministratore delegato, Richard Tobin: "il "2015 sarà un anno impegnativo in quanto la domanda nei mercati nel nostro settore principale, quello delle macchine agricole, sarà negativa a causa della riduzione dei prezzi nell'agricoltura. Per far fronte a queste sfide abbiamo avviato iniziative per intervenire sui costi, puntiamo a mantenere la nostra leadership in questo mercato". Tobin stima un miglioramento della redditività per le divisioni Veicoli Commerciali e Macchine per le costruzioni, un miglioramento dei costi strutturali e meno costi per ricerca e sviluppo. "Queste iniziative tuttavia - ha detto - non bilanceranno completamente gli impatti negativi delle difficoltà nel settore agricolo e l'impatto negativo sui conti del gruppo del deprezzamento del dollaro".

Per quanto riguarda Ferrari il manager ha spiegato che la quotazione avverà nel terzo trimestre dell'anno, mentre i documenti verrano depositati entro giugno. Marchionne ha poi ricordato che "l'assemblea Fca di domani sarà in Olanda, ma l'impegno del gruppo in Italia non è cambiato. Anzi, non è cambiato nulla: è la prima assemblea fuori dall'Italia, ma anche la prima di Chrysler fuori dagli Usa".

Il numero uno di Fiat si schiera nuovamente a favore del premier Renzi: "Il livello di credibilità dell'italia ha raggiunto livelli che non esistevano prima del Jobs act. Il paese sta cambiando, è diventato più attraente per gli investitori, anche se ci sono cose ancora tante cose da mettere in ordine. Il paese sta andando nella direzione giusta, si fanno passi avanti. Questo aiuta anche noi perché non possiamo essere soli a investire nel paese". Pronto l'incontro, invece, con i sindacati di Cisl e Uil:  "Era ora che li vedessi. Non conosco ancora i nuovi segretari generali di Cisl e Uil" (rispettivamente Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo). Così l'amministratore delegato Fca, Sergio Marchionne, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano del motivo dell'incontro con i rappresentanti del lavoro in programma domani a Torino dopo l'assemblea degli azionisti di Fca, la prima che si terrà ad Amsterdam.

Una delle principali questioni per Fca è il tema delle alleanze. "Non bisogna andare alla cieca, bisogna analizzare in modo razionale, preciso, articolato. Non bisogna fare gli sbruffoni". "Bisogna dare informazioni al mercato perché capisca le valutazioni da fare. Non si può andare alla cieca e sparare numeri senza far capire i potenziali benefici", ha aggiunto. "Come leader del settore auto abbiamo il compito di lasciare dietro i nostri interessi particolari e affrontare la grande questione della sovracapacità", ha detto Marchionne. "Questa industria storicamente ha sempre distrutto valore. Nel 2009 - ha proseguito l'ad di Fca - il governo americano ha cercato di risolvere i problemi di sovracapacità e carenze strutturali, ma non ha affrontato l'obiettivo ultimo che era il costo del capitale perché questo è un problema che coinvolge l'industria. Escludendo i costruttori nei segmenti premium, l'industria ha dimostrato di non essere in grado di remunerare il costo del capitale. Questo è un problema molto importante. La seconda fase di questo percorso è riconoscere che ci sono tante duplicazioni nell'industria dell'auto che non portano ad acquisire quote di mercato e creano condizioni di competitività che sono ingiustificate e non danno guadagni. Non capisco come mai altre industrie lo abbiano già capito e noi no".

All'ordine del giorno dell'assemblea c'è stato il bilancio 2014, chiuso con un utile netto di 708 milioni di dollari a fronte degli 828 milioni di dollari dell'anno precedente (al netto delle componenti straordinarie, il risultato netto è quasi invariato a 940 milioni rispetto ai 947 del 2013) e un dividendo invariato di 0,20 euro per azione ordinaria. I ricavi sono pari a 32,6 miliardi di dollari (-3,8%). Rieletti tutti gli undici amministratori che già facevano parte del cda: Sergio Marchionne, Richard Tobin, Johnn Elkann, Mina Gerowin, Maria Patrizia Grieco, Leo Houle, Peter Kalantzis, John Lanaway, Guido Tabellini, Jacqueline Tammenoms e Jacques Theurillat. Gli azionisti hanno inoltre autorizzato il cda ad acquistare azioni ordinarie proprie per un numero massimo di azioni ordinarie pari al 10% delle azioni ordinarie della società  in circolazione a oggi. Gli acquisti potranno avvenire per un periodo di 18 mesi da oggi secondo le modalità consentite dalla normativa applicabile a un prezzo che non potrà eccedere il 10% del prezzo di riferimento rilevato presso il mercato borsistico utilizzato, il Nyse e/o il Mercato Telematico Azionario.

 

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