Le principali aziende italiane lavorano insieme alla candidatura per una Gigafactory europea dell’intelligenza artificiale. Secondo il Corriere della Sera, il progetto parte da 1,2 miliardi di euro e potrebbe superare i 5 miliardi nelle fasi successive. Il documento dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 3 dicembre.
Palazzo Chigi prepara la Newco: il progetto italiano dovrà arrivare a Bruxelles entro il 3 dicembre
L’Italia prepara una candidatura per ospitare una delle sette Gigafactory europee dedicate all’intelligenza artificiale e mette allo stesso tavolo alcune delle maggiori aziende del Paese. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, a Palazzo Chigi si sono già tenute due riunioni, la prima a luglio e la seconda nei giorni scorsi.
Hanno partecipato i vertici di Eni, Enel, Leonardo, Saipem, Snam, Terna, Fibercop e Cdp. Le società coinvolte, considerate complessivamente, valgono oltre 300 miliardi di euro in Borsa, secondo la stima riportata dal quotidiano. Il prossimo incontro dovrebbe servire a definire le prime linee della Newco, il consorzio di aziende che dovrà essere costituito dal Mef. Il gruppo lavorerà al documento necessario per la candidatura italiana, da trasmettere a Bruxelles entro il 3 dicembre.
L’obiettivo è ottenere il via libera per una delle infrastrutture di supercalcolo che l’Unione europea vuole realizzare per ridurre il divario con Stati Uniti e Cina nel settore dell’intelligenza artificiale. Il programma europeo prevede sette Gigafactory operative entro il primo semestre del 2028, con un investimento complessivo stimato in 30 miliardi di euro. Circa due terzi delle risorse dovrebbero arrivare da capitali privati.
Prima fase da 1,2 miliardi, poi altri 2,2 miliardi
Per la candidatura italiana, secondo le cifre riportate dal Corriere della Sera, la prima fase prevede 200 milioni di euro dal Mef, 200 milioni dall’Unione europea e 800 milioni dai privati. Il totale iniziale arriva quindi a 1,2 miliardi di euro.
La seconda fase aggiungerebbe altri 400 milioni dal Mef, 400 milioni dall’Ue e 1,4 miliardi di fondi privati, per ulteriori 2,2 miliardi.
Il primo calcolo non comprende inoltre la partecipazione della Grecia, che dovrebbe affiancare Roma nel progetto. Considerando anche questo contributo, l’investimento complessivo potrebbe superare i 5 miliardi di euro. Il progetto coinvolge almeno sette ministri. Per il governo segue direttamente il dossier anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mentre la regia di Palazzo Chigi è affidata al sottosegretario Alfredo Mantovano.
La prossima riunione dovrà trasformare il confronto tra aziende e governo in una struttura societaria e in una candidatura formale. Il primo appuntamento fissato dal calendario resta il 3 dicembre, termine entro il quale l’Italia dovrà presentare a Bruxelles il proprio progetto.


