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Economia
Jobs Act, arriva l'emendamento del governo: "Reintegro per specifici casi disciplinari"

Mentre per i licenziamenti economici viene esclusa la  possibilità del reintegro nel posto di lavoro prevedendo "un indennizzo  economico certo e crescente con l'anzianità di servizio", arriva l'emendamento del governo Commissione Lavoro alla Camera al Jobs Act che prevede che il diritto al reintegro nel posto di lavoro oltre ai licenziamenti nulli e discriminatori sarà previsto anche per "specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato". E per l'impugnazione del licenziamento verranno previsti "tempi certi". Una posizione che arriva dopo le ultime ore di alta tensione tra l'esecutivo guidato da Matteo Renzi e il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.

"Ho sentito Sacconi questa notte e credo che siamo vicinissimi all'accordo". Con queste parole il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso della trasmissione Agora sui Rai3 ha confermato che all'interno della maggioranza l'intesa sul Job act è stata quasi raggiunta. "Ci siamo", ha detto Alfano. Sembrerebbe quindi rientrare il nervosismo di Ncd, dopo che ieri il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, aveva minacciato un "contenzioso" nella maggioranza. E lo stesso Sacconi, intervistato da Rai News, conferma che le tensioni si sono sciolte: "L'accordo nella maggioranza c'era e c'è", dice, sancendo la chiusura dello scontro che si era aperto ieri tra Ncd e Pd. Nell'emendamento che oggi il governo riformulerà "ci sarà esattamente quanto concordato sabato tra me e il ministro Poletti", ha aggiunto.

Proprio ieri si era acceso lo scontro fra Ncd e Pd su un emendamento che riguarda il reintegro per i licenziamenti disciplinari con la definizione del perimetro delle tipologie per le quali la reintegra nel posto di lavoro non verrà cancellata per essere sostituita da un indennizzo. Il governo intende specificare che il reintegro sarà possibile, nel caso dei licenziamenti disciplinari, quando la motivazione addotta dall'azienda sarà dichiarata falsa o inesistente dal giudice. Per gli altri casi ci sarà l'indennizzo crescente con l'anzianità, come per i licenziamenti economici.

Sul Jobs act questa mattina è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. "L'eventuale tema della fiducia, come abbiamo sempre ribadito, è legato ai tempi di approvazione, il calendario dei lavori della Camera prevede che il 26 si concluda la discussione". Obiettivo del governo, ribadisce Poletti, "è far partire, all'inizio dell'anno, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. In modo che possano essere utilizzate le risorse messe nella legge di stabilità, destinate a fare in modo che in Italia cresca il numero dei contratti a tempo indeterminato"."Sono poco esperto del procedimento parlamentare: vedo che la determinazione del governo e del presidente Renzi e' ferrea ad andare avanti", conferma il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Oggi la commissione Lavoro ha approvato i commi 5 e 6 della delega sul lavoro, quelli che riguardano tra le altre cose la semplificazione delle procedure per l'assunzione, come ha confermato il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, uscendo dalla commissione e annunciando per le ore 14 la riformulazione dell'emendamento del governo sull'art.18.  Il lavoro si sta svolgendo "positivamente secondo i tempi previsti", ha detto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, commentando l'approvazione dei commi 5 e 6.

"Questa mattina la maggioranza in commissione Lavoro di Montecitorio ha bocciato tutte le proposte emendative tese a inserire nella delega la norma contro le dimissioni in bianco, un ricatto fatto al momento dell'assunzione quando, insieme al contratto, viene fatta firmare anche la lettera di dimissioni senza data da usare come strumento di ricatto soprattutto nei confronti delle lavoratrici madri", commentano il responsabile lavoro di Sel Giorgio Airaudo e la deputata di Sel Marisa Nicchi, prima firmataria della legge 188/2007 sulle dimissioni in bianco.

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