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Economia
Legge Stabilità, Katainen avverte: "Non sono escluse altre procedure"

Il primo via libera di Bruxelles alla Legge di Stabilita' non deve far tirare un sospiro di sollievo all'Italia. La Commissione Europea valutera' infatti nelle prossime settimane, anche alla luce delle previsioni economiche di autunno, il dettaglio delle misure contenute nel provvedimento per poi esprimere un'opinione entro la fine di novembre. E, come ha spiegato il vicepresidente Jyrki Katainen, non e' escluso che possano essere indicate ulteriori modifiche e correzioni, un monito che vale per tutti gli Stati membri dell'Ue.

Nel frattempo, nel campo delle riforme, il governo Renzi dovra' presto far seguire alle parole i fatti. Roma, ha spiegato il commissario finlandese, responsabile del portafoglio Affari Economici e Monetari, "ha adottato riforme radicali" ma "bisogna vedere se saranno tutte attuate".

Piu' in generale, Katainen, al termine di quella che e' stata l'ultima riunione della Commissione Barroso, ha definito "soddisfacenti" i risultati delle consultazioni fra Palazzo Berlaymont e gli Stati a cui aveva indirizzato richieste di informazioni aggiuntive sui progetti di bilancio per il 2015. Per questo, ha spiegato il commissario, non ci sono state "bocciature" per "gravi scostamenti dagli obiettivi". "La scadenza era oggi, nelle ultime settimane abbiamo avuto consultazioni con alcuni Stati", ha proseguito Katainen, "a qualcuno abbiamo espresso preoccupazioni iniziali, ad altri semplici richieste di informazioni, ma in tutti i casi hanno reagito in maniera costruttiva, molto gradita, e alcuni hanno rimodulato i progetti di bilancio".

Questo pero', ha aggiunto, non conclude il lavoro di Bruxelles: i servizi del prossimo commissario Pierre Moscovici esamineranno il dettaglio delle misure proposte dagli Stati ed entro la fine di novembre il collegio guidato da Jean-Claude Juncker esprimera' il suo giudizio. Insomma, ha concluso Katainen, il fatto che nessun progetto di legge finanziaria sia stata respinto "non significa che tutti i piani di bilancio saranno necessariamente valutati pienamente in regola" con il patto di Stabilita' e Crescita.

Sul fronte comunitario, va inoltre segnalata la chiusura dell'accordo di partenariato tra Roma e Bruxelles sull'utilizzo dei fondi strutturali nel prossimo settennio 2014/2020, pari a un importo complessivo di 43 miliardi di euro. Di questi, 32,2 miliardi proverranno dai fondi della politica di coesione, 10,4 di quelli per lo sviluppo rurale e 537,3 milioni per il settore marittimo e della pesca. I fondi europei serviranno a cofinanziare i progetti regionali approvati, con la condizione che siano accompagnati da un piano di rafforzamento amministrativo.

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