Stefania Bardelli, la “bersagliera” ex amica di Vannacci: “In me lo spirito di Bossi, siamo la nuova Lega degli anni ’80”
C’è uno spirito in carne e ossa che aleggia a Varese. È quello di Umberto Bossi, “incarnato” metaforicamente – come sostiene lei stessa – in Stefania Bardelli, per anni figura di riferimento del movimento civico legato al generale Roberto Vannacci. Le strade dei due si sono divise da tempo, ma l’attività della “bersagliera” – così è soprannominata – prosegue a suon di rivolta. L’obiettivo? Sedersi al palazzo comunale, non per opportunismo, ma “per realizzare i sogni delle persone”: “Delle poltrone, a noi, non frega niente”, dice Bardelli ad Affaritaliani.
Vestita in mimetica, un giorno sì e l’altro pure – segno identitario all’epoca apprezzato dal Generale – l’ex vicina a Vannacci rivendica di essere l’unica a portare avanti l’eredità del fondatore dell’allora Lega Nord, voce che a partire dagli anni Ottanta animò l’intero territorio del settentrione. Oggi, 15 settembre, ricorre proprio il trentesimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza della Padania, letta da Bossi a Venezia nel 1996 al termine di una marcia lungo il Po partita dalle sorgenti del Monviso. Un anniversario simbolico, certo: ma da allora l’anima del territorio, sostiene Bardelli, non sarebbe cambiata: voglia di indipendenza, cambiamento, desiderio di rappresentanza sono intatte e sono le stesse domande che i varesini rivolgevano allora a Bossi.
A raccoglierle oggi sarebbe proprio lei, con il Mav – Movimento Angelo Vidoletti – nato il 3 dicembre dello scorso anno e che conta, secondo quanto dichiarato dalla stessa fondatrice, 20 referenti tematici e 40 sul territorio. “Le persone mi riconoscono come leader, mi seguono per strada ovunque vado. Nel movimento ho diversi militanti che si sono avvicinati alla politica proprio attraverso di noi. Non certo persone riciclate da altri partiti”, racconta Bardelli, che va fiera dei risultati raggiunti suoi social: 55mila follower e un milione e mezzo di visualizzazioni.
Il Mav sarebbe nella sua lettura una bomba esplosa a Varese, come accadde con Bossi. “La sinistra non ci attacca nemmeno, il centrodestra ci osserva. Siamo la nuova Lega degli anni Ottanta”, ribadisce convinta. Gli obiettivi sono chiari, forse fin troppo: rivoluzionare la politica varesina, far partecipare alle decisioni chi oggi non è invitato al tavolo, portare avanti una vera idea di futuro. E poi, chiaramente, arrivare alle comunali del prossimo anno per sostituire l’attuale amministrazione. Vedremo se la mimetica basterà a conquistare Palazzo Estense, nel nome di Bossi.


