Nel periodo gennaio-settembre, la retribuzione oraria media è cresciuta del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo rileva l’Istat nella nota sulle ‘Retribuzioni contrattuali’, spiegando che “per il secondo trimestre consecutivo la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali è inferiore a quella dell’inflazione”.
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L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a settembre 2026, rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta del 2,5% rispetto a settembre 2025, spiega l’Istat. L’aumento tendenziale è stato del 2,3% nel settore privato (3,3% nell’agricoltura, 2,6% nell’industria e 2,1% nei servizi privati) e del 3,2% per la pubblica amministrazione. I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono scuola (+5,5%), telecomunicazioni (5,1%) e igiene ambientale (+5,0%). L’incremento e’ nullo per farmacie private, comparto delle funzioni centrali, forze dell’ordine, forze armate e vigili del fuoco.
Inflazione, Adusbef: la spesa alimentare per famiglie cresce di 5,1 miliardi su base annua
Allo stesso tempo, però, il caro-carburanti e gli aumenti dei prezzi dell’energia stanno spingendo al rialzo i listini degli alimentari, al punto che per cibi e bevande le famiglie italiane si ritrovano a spendere complessivamente 5,1 miliardi di euro in più su base annua. Lo afferma Adusbef, dopo i dati sull’Inflazione diffusi oggi dall’Istat. La voce alimentari e bevande analcoliche registra a ottobre una Inflazione tendenziale del +2,9%, e in tale comparto in un solo mese i prezzi sono cresciuti del +1,1% – analizza Adusbef – Considerata la spesa alimentare degli italiani questo significa che, a parità di consumi, una famiglia con due figli solo per bere e mangiare deve mettere in conto una maggiore spesa da +265 euro annui.
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Ai livelli attuali dei prezzi, inoltre, la stangata alimentare complessiva a carico delle famiglie si attesta a ben 5,1 miliardi di euro su base annua – calcola Adusbef. “Ortaggi e legumi rincarano del 12,7%, le uova del 7,3%, la carne del 4,2%, una marcata accelerazione causata soprattutto dall’escalation dei carburanti e dai rialzi dei prezzi dell’energia che pesano sul comparto produttivo – spiega il presidente Antonio Tanza – Si tratta di rincari preoccupanti perché riguardano una voce di spesa primaria per le famiglie, sempre piu’ costrette a tagliare i consumi anche in tavola per far quadrare i conti a fine mese”.
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