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Economia
"La Tav si fa risparmiando 2 mld. Ma è la Francia che ha dei dubbi"

"L'Alta Velocità nel versante italiano va fatta, su quello francese decideranno i francesi. Sul tunnel di valico, ad esempio, devono essere d'accordo gli italiani e i francesi". Lo afferma ad Affaritaliani.it Edoardo Rixi, viceministro leghista ai Trasporti e alle Infrastrutture parlando della Tav.

Beh, i francesi sono d'accordo nel completare l'opera...
"Mah, io non sono così convinto. Non vedo tutte queste prese di posizione della Francia in questo dibattito".

Forse il M5S dopo il sì al Tap vorrà bloccare la Tav...
"No, non credo. Però c'è la possibilità e l'opportunità di ristrutturare il percorso, ad esempio in Piemonte, risparmiando quasi due miliardi di euro. Questa è un'opportunità che non vuol dire non fare l'Alta Velocità. Si fa eliminando una serie di opere particolarmente dispendiose che si potranno fare in futuro ma che in questo momento ritarderebbero anche i tempi dell'opera".

Quando sarà pronta la Tav?

"Non decide l'Italia da sola e la Francia ha detto che la vorrebbe nel 2035. Stiamo parlando di una cosa assolutamente futuribile. Per questo motivo distaccherei dal progetto generale la parte italiana. Stiamo parlando di qualcosa di surreale perché nel 2035 io potrei essere già morto. Una cosa a 15 anni, quasi 20, poi qualche ritardo ci sarà... Avrò 65 anni e se aboliamo del tutto la Fornero riesco anche ad andare in pensione".

I dubbi della Francia?
"E' da marzo che hanno scritto al governo italiano per ritardare di cinque anni il tunnel. Incontrerò anche l'ambasciatore francese per capire che cosa vogliono fare. Su questo poi si gioca tutta la partita sulla Tav".

La decisione del governo quando arriverà?
"Se la facciamo nel 2035 si deciderà nel 2028".

Ok, ma la valutazione sui costi/benefici?
"Nei prossimi mesi. Però mentre l'Alta Velocità Genova-Milano e il Terzo Valico sono qualcosa da sbloccare nel giro di settimane, massimo mesi, per quanto riguarda la Tav dipende dall'anno in cui la si deve completare".

Che cosa pensa del pronunciamento del consiglio comunale di Torino contro la Tav?
"Mi ha stupito solo che l'Appendino è nata anche con l'appoggio della Confindustria torinese e quindi bisogna chiarire le posizioni un po' ambigue che ogni tanto ha la Confindustria Torino. Io accetto i pareri di tutti i consigli comunali democraticamente eletti che mi piacciano o meno, le istituzioni funzionano così. Io non avrei votato no se fossi stato in consiglio comunale, ma è legittimo che votino no. Sono stati eletti, hanno preso i voti... non possiamo pensare che si eliminino i processi democratici se qualcosa non piace".

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