Lavoro, buone notizie dall'Istat: cala la disoccupazione. Ma il vero problema rimane tra i giovani - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 12:53

Lavoro, buone notizie dall'Istat: cala la disoccupazione. Ma il vero problema rimane tra i giovani

Accanto a questi dati, si segnala un aumento delle persone inattive tra i 15 e i 64 anni, ovvero di chi non lavora e non cerca un’occupazione

di Chiara Feleppa

Istat, a novembre -30 mila persone in cerca di lavoro. Disoccupazione al 5,7%, ma crescono i 25-34enni

Nel mese di novembre 2025 il mercato del lavoro mostra segnali complessivamente positivi, con una riduzione del numero di persone in cerca di occupazione, diminuito del 2% rispetto al mese precedente, pari a 30 mila unità in meno. Il calo interessa sia uomini sia donne e quasi tutte le fasce d’età. L’unica eccezione è rappresentata dai 25-34enni, tra i quali si registra invece un lieve aumento dei disoccupati.

La diminuzione dei senza lavoro si riflette anche sul tasso di disoccupazione, che scende al 5,7%, in calo di 0,1 punti percentuali. Migliora anche la condizione dei più giovani: il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si attesta al 18,8%, segnando una riduzione più marcata, pari a 0,8 punti.

Accanto a questi dati, l’Istat segnala però un aumento delle persone inattive tra i 15 e i 64 anni, ovvero di chi non lavora e non cerca un’occupazione. Gli inattivi crescono dello 0,6%, corrispondente a 72 mila persone in più, un incremento che riguarda entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione ancora una volta dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi diminuisce. Nel complesso, il tasso di inattività sale al 33,5%, con un aumento di 0,2 punti percentuali.

Guardando al confronto su base annua, la situazione appare più favorevole. Rispetto a novembre 2024, il numero di persone in cerca di lavoro risulta infatti in netta diminuzione (-6,7%), pari a 106 mila unità in meno. Cala, seppur in misura più contenuta, anche il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che registra una flessione dello 0,3%, equivalente a 35 mila persone in meno.

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