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Economia
giemmejuventus

di Paolo Fiore

twitter@paolofiore

 

Licenza di produrre (e fare profitti). Nella provincia italiana c'è un'impresa che, nel bel mezzo della crisi, continua a macinare vendite. La Giemme di Pianezza, a due passi da Torino, ha 50 dipendenti, una struttura snella e una strategia basata sul licensing: produce su licenza gadget e oggetti marchiati con nomi famosi nel mondo, dalla Guardia di Finanza all'Aeronautica Militare. Il primo amore, però, è stato il calcio: nel 1993 la Giemme inzia a produrre "in licenza" i prodotti marchiati Juventus. Magneti, t-shirt e gagliardetti.

Presto altre squadre seguono l'esempio della Vecchia Signora. Così si affidano all'azienda torinese anche Milan, Inter, Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta, Torino, Modena. Non solo, il made in Italy è arrivato in Giappone (con l'Fc Tokyo) ed è entrato nel mercato del merchandising calcistico tedesco, molto più remunerativo di quello italiano. E non lo ha fatto con "una squadretta": Giemme ha ottenuto la licenza dal Bayern Monaco. Così, nel giro di vent'anni, l'azienda è cresciuta, ha assunto e nel 2012 ha fatturato 9,2 milioni di euro.

Un successo ottenuto, dice ad Affaritaliani.it Pasquale D'Agostino, Ad di Giemme, "investendo e diversificando i settori di interesse: dal calcio alle altre discipline sportive, dal turismo ai grandi eventi. Un "piccolo miracolo", lo definisce l'azienda, basato su una "struttura snella, di tipo familiare che punta moltissimo sul made in Italy lungo tutta la filiera produttiva, dalla progettazione alla realizzazione finale". Italiana, medio-piccola e creativa: un ritorno alle basi delle aziende che hano fatto la fortuna del nostro Paese "potrebbe essere la soluzione per aiutare il manifatturiero a ripartire". Con una novità: il licensing. Produrre su licenza significa godere della credibilità di un marchio, senza legarsi solo alle sorti di un unico cliente e mantenendo una struttura essenziale, rapida, capace di adattarsi con prontezza alle esigenze di mercato. "Il licensing offre sviluppo nella misura in cui si investe e soprattutto nella misura in cui si conosce il settore in cui si investe", dice D'Agostino. La scelta dei propri partner diventa ancora più centrale: "Per quanto riguarda il calcio, ade esempio, è necessario saper riconoscere se una squadra è in crescita (per vari motivi, ad esempio per una buona campagna acquisti) per decidere di acquistare il licensing per il merchandising di quel club". E così, mentre il mercato sembra pretendere la coagulazione in grandi gruppi, la piccola-media impresa, leggera, agile  e tricolore, continua a mostrare segni di vita.

 

mail: paolof@affaritaliani.it

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