Lottomatica crolla in Borsa (-10%) dopo l’annuncio a sorpresa della fusione con la spagnola Cirsa, che guadagna il 15% a Madrid. L’operazione, interamente basata su scambio azionario, darà vita al secondo operatore globale nel settore dei giochi, che sarà quotato a Milano e Madrid. Un trader sottolinea che il mercato è rimasto sorpreso da questo cambio di strategia da parte di Lottomatica, “in un momento congiunturale, forse non favorevole a queste operazioni”.
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Il titolo era partito forte perché “qualcuno è entrato sulla scia dell’euforia ha aggiunto- ma dopo la fiammata sono scattate le prese di profitto”. Equita considera “l’operazione interessante, in quanto consente l’accesso a un mercato meno maturo come quello spagnolo, consolida definitivamente la posizione della società in Italia e genera chiare opportunità di sinergia senza compromettere un interessante rendimento per gli azionisti”. Ma la valutazione per Cirsa è stata generosa: ai prezzi correnti dell’azienda italiana e includendo il dividendo la società iberica viene valutata 18,1 euro, con un premio del 30% rispetto ai prezzi di chiusura di ieri.
Intermonte ha rilevato alcuni elementi che hanno influito sull’andamento del titolo: la limitata conoscenza di Cirsa e del mercato spagnolo, un possibile rischio sulle azioni legato al 24% (della nuova società Lottomatica+Cirsa) detenuto da Blackstone che ha un lock-up sulla vendita di soli tre mesi, l’esposizione di Cirsa verso i casinò (pari al 53% del proprio margine lordo) e i mercati nell’America Latina. A pesare anche le problematiche Antitrust con il closing atteso nel secondo trimestre 2027.
Per Guglielmo Angelozzi, presidente e ad di Lottomatica “l’operazione permette di confermare le prospettive di crescita nel medio periodo, senza minare l’intera struttura e il modello di Lottomatica, ma consentendo di accedere agli aspetti positivi legati a queste operazioni. Il mercato spagnolo – ha proseguito Angelozzi – è frammentato e fornisce diverse opportunità e la crescita di Cirsa è stata prevedibile lungo gli anni. Per questo l’operazione non porta rischi rispetto al nostro modello di crescita”.


