Il patrimonio netto della holding lussemburghese è fermo a 277,7 mila euro e il 2025 si è chiuso con una perdita di 169,8 mila euro. Entro settembre Luca Del Vecchio dovrebbe trasferirle il 12,5% di Delfin, una partecipazione stimata in circa 5 miliardi.
La società ha 202 mila euro di liquidità e attende il trasferimento della quota entro settembre
Lufin ha chiuso il 2025 con 169,8 mila euro di perdite, 277,7 mila euro di patrimonio netto e 288,9 mila euro di attivo. Secondo quanto ricostruito da Milano Finanza, entro settembre la holding lussemburghese riconducibile a Luca Del Vecchio dovrebbe ricevere il 12,5% di Delfin oggi detenuto personalmente dal venticinquenne, quinto figlio del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio. La partecipazione è valutata circa 5 miliardi di euro. La società è stata costituita in Lussemburgo il 4 luglio 2024. Luca Del Vecchio ha trasferito nel Granducato anche la propria residenza, in precedenza fissata a Londra. Lufin ha come oggetto la gestione di partecipazioni e nel 2025 ha ricevuto un aumento di capitale da 500 mila euro, che ha portato il capitale sociale a 700 mila euro.
Il primo esercizio completo fotografa una società ancora limitata nelle dimensioni, con liquidità e capitale proprio in attesa delle operazioni previste sul patrimonio familiare. La cassa è salita dai 21 mila euro del 2024 a 202 mila euro alla fine dello scorso esercizio. Gli investimenti finanziari ammontano a 50 mila euro e sono iscritti tra le immobilizzazioni finanziarie. Il bilancio non specifica quali strumenti siano stati acquistati e non registra partecipazioni in società controllate o collegate. Tra le attività compare anche un finanziamento da 8.400 euro, classificato tra gli altri prestiti.
Lufin ha ridotto i debiti dai 166 mila euro del 2024 a 11,1 mila euro. La perdita annuale è scesa da 252,5 mila euro a 169,8 mila euro, mentre i principali costi riguardano la costruzione e la gestione della società. Gli amministratori hanno ricevuto compensi per 30 mila euro. I salari sono costati 52,7 mila euro, ai quali si aggiungono 6,8 mila euro di contributi sociali.
La gestione è affidata a Roy Smaila, 26 anni, figlio del cantautore e presentatore Umberto Smaila, e ad Andrea Carniello. Quest’ultimo è figlio di Paola Del Vecchio, terzogenita di Leonardo Del Vecchio nata dal primo matrimonio con Luciana Nervo, ed è coinvolto anche nell’amministrazione di altre holding della famiglia. Il passaggio destinato a cambiare le dimensioni di Lufin riguarda il 12,5% di Delfin. Luca Del Vecchio detiene ancora la quota a titolo personale e dovrebbe trasferirla alla propria holding entro settembre, salvo l’esercizio dei diritti di prelazione.
L’obiettivo è rendere la partecipazione utilizzabile come garanzia per ottenere credito bancario e finanziare nuovi investimenti. Anche gli altri eredi titolari di quote Delfin hanno scelto strutture analoghe, con l’eccezione di Marisa Del Vecchio. Lufin potrebbe ricevere nel corso dell’anno anche 250 milioni di euro da Leonardo Maria Del Vecchio, fratello di Luca da parte di padre. La somma deriva dalla penale prevista dopo il mancato acquisto del 12,5% di Delfin e potrebbe essere versata attraverso più pagamenti.
Il trasferimento della partecipazione è previsto entro settembre.

