Manovra 2026, addio ai superbonus emergenziali. Dalle rinnovabili alla transizione green: nasce un sistema di incentivi mirati. Ecco che cosa cambia - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:02

Manovra 2026, addio ai superbonus emergenziali. Dalle rinnovabili alla transizione green: nasce un sistema di incentivi mirati. Ecco che cosa cambia

Bonus selettivi, Conto Termico 3.0, superammortamento green e nuove regole sulla proprietà immobiliare: la manovra ridisegna il perimetro degli investimenti

Manovra 2026, più incentivi mirati per efficienza, rinnovabili e transizione green

La Legge di Bilancio 2026 segna un passaggio chiave per il settore delle costruzioni e dell’energia: archiviata definitivamente la stagione dei superbonus emergenziali, il Governo punta ora su un sistema di incentivi più stabile, selettivo e sostenibile per la finanza pubblica. Al centro della manovra restano i bonus edilizi tradizionali, affiancati dal debutto del Conto Termico 3.0 e da nuove misure per l’efficienza energetica, le rinnovabili e la mobilità elettrica. Un pacchetto che ridisegna il perimetro degli interventi e che punta a garantire certezza regolatoria e continuità agli investimenti.

Come spiega l’avv. Tiziana Fiorella, partner dello studio legale Ughi e Nunziante, “bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus vengono prorogati con aliquote differenziate, privilegiando l’abitazione principale e riducendo l’impatto sulla finanza pubblica. Sul fronte energetico, il rafforzamento del Conto Termico, anche nella prospettiva del Conto Termico 3.0, conferma l’orientamento verso strumenti a spesa controllata e ad alta efficacia tecnica. Per le rinnovabili si rafforzano autoconsumo, revamping degli impianti e investimenti green, senza introdurre nuovi schemi espansivi. La sfida resta garantire certezza regolatoria e tempi amministrativi compatibili con gli obiettivi di transizione”.

La gestione del patrimonio immobiliare

Accanto alla razionalizzazione degli incentivi, la manovra introduce anche una norma destinata a incidere profondamente sulla gestione del patrimonio immobiliare più critico. Si tratta dell’intervento sulla cosiddetta “rinuncia abdicativa” del diritto di proprietà, spesso utilizzata per liberarsi di immobili fatiscenti o gravati da abusi. Ne spiega i contorni l’avv. Roberto Panetta, fondatore dello studio legale Panetta Law Firm: “spesso un bene non rappresenta più un valore, ma un onere: immobili fatiscenti, terreni inedificabili, fabbricati abusivi non sanabili o beni gravati da costi sproporzionati rispetto all’utilità economica. La rinuncia abdicativa è l’atto con cui il proprietario dismette volontariamente e unilateralmente il diritto di proprietà, senza trasferirlo a un altro soggetto determinato".

Nella prassi,spiega Panetta, "il bene viene spesso acquisito ipso iure al patrimonio dello Stato o dell’ente territoriale competente, in applicazione delle norme sui beni vacanti. La Cassazione, anche prima dell’intervento contenuto nella manovra, aveva posto dei limiti a tale strumento dispositivo, affermando, con la sentenza n. 23093 dell’11 agosto 2025, che la rinuncia non può essere utilizzata come strumento elusivo per sottrarsi a obblighi già maturati, in particolare in materia urbanistica, edilizia e di sicurezza".  

"L’art 129, comma 13 della Legge di Bilancio 2026 interviene stabilendo che l’atto unilaterale di rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare, cui consegue l’acquisto a titolo originario in capo allo Stato ai sensi dell’articolo 827 del codice civile, è nullo se allo stesso non è allegata la documentazione attestante la conformità del bene alla vigente normativa, ivi compresa quella in materia urbanistica, ambientale e sismica. Questa misura mira ad impedire il ‘parcheggio’ di edifici abusivi o problematici, obbligando i proprietari alla regolarizzazione o alla vendita, con l'obiettivo di evitare che costi e oneri dei beni in parola ricadano sullo Stato e, quindi, sulla collettività", sottolinea ancora l'avvocato Panetta

Gli investimenti produttivi

Sul fronte degli investimenti produttivi, la manovra rilancia anche una leva fiscale molto attesa dal mondo industriale: il ritorno del superammortamento per beni strumentali e impianti alimentati da fonti rinnovabili, con un orizzonte temporale esteso e aliquote rafforzate.

Secondo l’avv. Valentina Pepe, partner dello studio legale Pepe & Associati, si tratta di una misura strategica per sostenere la transizione digitale ed energetica delle imprese: “la Legge di Bilancio 2026 reintroduce il superammortamento per gli investimenti in beni strumentali e impianti da fonti rinnovabili. La misura riguarda beni materiali e immateriali nuovi, interconnessi ai sistemi aziendali, e impianti destinati all’autoproduzione e allo stoccaggio di energia per autoconsumo".

"Gli investimenti agevolabili, aggiunge Pepe, devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e riguardare beni prodotti in ambito UE o SEE. Le maggiorazioni fiscali sono differenziate per scaglioni, arrivando fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. L’agevolazione mira a sostenere la transizione digitale e il rafforzamento dell’autonomia energetica delle imprese. Positivi anche l’orizzonte temporale esteso e l’aggiornamento degli elenchi dei beni ammissibili. Permangono tuttavia criticità legate alla complessità dello strumento, che rischiamo di rendere il superammortamento meno accessibile per micro e piccole imprese”.

Manovra 2026 e mondo energetico

A delineare la portata sistemica della nuova architettura degli incentivi è anche il mondo dell’energia, che guarda al Conto Termico come al perno di un nuovo modello produttivo e distributivo. “La nuova misura ‘Conto Termico’ – interviene Moreno Scarchini, ceo di EnergRed - definisce finalmente in alcune sue parti la reale direzione che le rinnovabili potranno dare all’evoluzione dei modelli di produzione e consumo dell’energia in una configurazione altamente distribuita, ovvero in una concezione del sistema dove l’energia venga prodotta sempre più lì dove può e deve essere consumata".

"La componente delle ‘Integrazioni Energetiche’, spiega Scarchini, è sicuramente quella più innovativa e sancisce definitivamente la possibilità di andare verso un’energia a zero emissioni di origine solare, impiegata anche per esigenze ‘termiche’ di raffrescamento e riscaldamento, e con caratteristiche di flessibilità garantite dagli accumuli".

"Per quanto potrà essere inizialmente difficile da un punto di vista tecnico affrontare questa sfida- sottolinea Scarchini- l’opportunità che viene delineata all’interno del quadro normativo conferma che la direzione è quella di una sempre maggiore elettrificazione dei consumi, anche in ambito mobilità, e che tali consumi potranno essere tranquillamente serviti da fonti rinnovabili e tecnologie di flessibilità già oggi ampiamente disponibili. Da valutare invece quanto i parametri economici avranno un impatto inflazionistico su alcune tecnologie piuttosto mature dal punto di vista delle prestazioni che però ancora non hanno avuto un grande successo di mercato, come le BESS (Battery Energy Storage Systems), e se quindi non ci ritroveremo in un rallentamento della corsa all'efficienza economica che questi sistemi hanno in realtà già iniziato con ottimi risultati”.

Mobilità elettrica e infrastrutture di ricarica

La crescente centralità della mobilità elettrica, con l’estensione degli incentivi alle infrastrutture di ricarica, è confermata anche da Alberto Stecca, CEO di Silla Industries, secondo cui "l’estensione del Conto Termico alle colonnine di ricarica rappresenta un passaggio chiave per accelerare una mobilità elettrica davvero accessibile e diffusa. Ma soprattutto risponde a una necessità concreta del nostro Paese: abbattere i costi iniziali e rendere sostenibili investimenti che, fino a ieri, erano spesso rinviati. Per privati, aziende e pubbliche amministrazioni è un’occasione concreta per integrare infrastrutture di ricarica intelligenti in edifici e spazi già esistenti. La transizione energetica passa anche da soluzioni semplici, ben incentivate e subito attivabili. E oggi le colonnine non sono più un optional: sono parte integrante dell’infrastruttura moderna."

La manovra conferma per tutto il 2026 i principali bonus edilizi – Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus – mantenendo la detrazione al 50% per le abitazioni principali e al 36% per gli altri immobili, con tetti di spesa invariati e rinvio del decalage agli anni successivi. Confermato anche il Bonus Mobili fino al 31 dicembre 2026.

La novità del Conto Termico 3.0

Ma la vera novità è rappresentata dal debutto del Conto Termico 3.0, con una dotazione che si aggira intorno ai 900 milioni di euro annui e nuove regole operative curate dal GSE, come spiega Marius Neagu, fondatore di Macos S.r.l.: “La Legge di Bilancio 2026 conferma e proroga per tutto il 2026 i principali bonus edilizi come il Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus, mantenendo per le abitazioni principali la detrazione al 50% e al 36% per gli altri immobili, con tetti di spesa invariati e il decalage effettivo spostato alle annualità successive".

"La proroga, spiega Neagu, include anche il Bonus Mobili collegato ai lavori edilizi fino al 31 dicembre 2026. Sul fronte dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, molto interessante è il debutto del Conto Termico 3.0, con dotazione significativa (circa 900 milioni annui) e regole operative aggiornate dal GSE per incentivare interventi di efficienza e impianti termici basati su fonti rinnovabili per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Questa combinazione di detrazioni fiscali e contributi diretti punta a sostenere la riqualificazione del patrimonio edilizio e la transizione energetica, semplificando l’accesso agli incentivi e ampliando i benefici per tecnologie ‘green’. Anche per il 2026 siamo pronti a rispondere in modo estremamente efficace e in tempi rapidi alle rinnovate esigenze del mercato per l’avanzamento dell’importante percorso di efficientamento energetico nel settore edilizio, nel Nord Italia e su tutto il territorio nazionale”.

Il Conto Termico 3.0 nasce in particolare per accelerare la sostituzione degli impianti più obsoleti, incidendo su una delle principali voci dei consumi energetici degli edifici, come sottolinea Alessandro Azzoni, fondatore di Prometeo Stufe. “Il Conto Termico 3.0 nasce per accelerare la sostituzione degli impianti termici più obsoleti, intervenendo su una delle voci più rilevanti dei consumi energetici degli edifici. Il nuovo incentivo sostiene l’ammodernamento di vecchi impianti verso soluzioni di nuova generazione caratterizzate da maggiore efficienza, controllo delle emissioni e compatibilità con le fonti rinnovabili, elementi ormai imprescindibili per ridurre l’impatto ambientale e migliorare il benessere abitativo. I moderni impianti a biomassa, frutto di una tecnologia evoluta, ispirata alla tradizione del fuoco, possono ridurre consumi ed emissioni offrendo un risparmio reale sulle bollette. In un contesto di crescente instabilità dei costi energetici, il Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento concreto per accelerare la transizione verso calore pulito e sostenibile, rendendo la tecnologia domestica parte integrante di un sistema energetico più responsabile e innovativo”.

Politiche ESG ed efficienza energetica

Infine, la manovra si inserisce in un quadro più ampio di politiche ESG, dove efficienza energetica, riduzione delle emissioni e compensazione ambientale diventano tasselli di un’unica strategia. Conclude Emanuele Rissone, Presidente di Forever Bambù: "Per le aziende orientate alla sostenibilità, la combinazione di incentivi per l’efficienza energetica e iniziative di compensazione rappresenta un percorso concreto verso un profilo climatico più responsabile e ESG-oriented. Un esempio concreto di questo approccio integrato è quello che abbiamo sviluppato con Brugola OEB, che ha affiancato agli interventi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni interne una strategia di compensazione ambientale. Da un lato, ha valorizzato in modo virtuoso il calore prodotto dagli impianti, riducendo l’impatto energetico dei propri processi produttivi, e ha parallelamente investito con noi nella realizzazione di un bambuseto a Muggiò, accanto alla sede e agli uffici aziendali. Un progetto sviluppato insieme, che consente di compensare parte del carbon footprint residuo attraverso soluzioni naturali e certificate, dimostrando come efficienza energetica e compensazione possano procedere insieme in un percorso ESG concreto e misurabile, con un vantaggio anche in loco per migliorare la qualità dell’aria per i cittadini".

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