Mediaset, Vivendi sale ancora e arriva al 26,77% - Affaritaliani.it

Economia

Mediaset, Vivendi sale ancora e arriva al 26,77%

Mediaset, il titolo vola e chiude a 23,3% (4,44 euro). Scambiato il 10,2% del capitale

Vivendi aumenta la sua quota in Mediaset e sale al 25,75% del capitale, con il 26,77% dei diritti di voto. Lo comunica il gruppo francese, che ieri ha deciso di aumentare la partecipazione nella società di Cologno Monzese dal 20% a quasi il 30%.

L'amministratore delegato di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, sara' ascoltato dai funzionari della Consob tra giovedi' e venerdi' in merito agli accertamenti che la Commissione sta svolgendo nell'ambito della 'guerra finanziaria' tra il colosso francese dei media e Mediaset. E' quanto si apprende da fonti di mercato.

LE PAROLE DI BERLUSCONI - "Pensiamo che molti soci vogliano difendere il principio di italianita' del primo gruppo di comunicazioni italiano, per questo siamo abbastanza sereni". Cosi' Silvio Berlusconi interpellato sulla vicenda Mediaset-Vivendi a margine della cerimonia degli auguri al Quirinale. "Preoccupato per Vivendi? Alla mia eta' quale preoccupazioni vuole che abbia?". Risponde cosi' Silvio Berlusconi ai cronisti che gli chiedono se sia preoccupato per la scalata di Vivendi a Mediaset.

Dopo il nuovo rally di martedì Mediaset mostra un valore di Borsa superiore a 5,2 miliardi di euro. Dall'inizio del blitz di Vivendi sul gruppo del Biscione, il titolo Mediaset ha messo a segno un balzo del 61% a Piazza Affari, passando da 2,75 a 4,44 euro. In termini di capitalizzazione l'aumento è stato di poco inferiore ai 2 miliardi di euro. Per la controllante Fininvest il valore della quota in Mediaset in 10 giorni è lievitato di circa 750 milioni di euro.

Mediaset si infiamma a Piazza Affari. I titoli della societa' del Biscione, che inizialmente nemmeno riuscivano a far prezzo, hanno chiuso con un progresso del 23,3%, conquistando quota 4,44 euro. Ancora una volta gli scambi sono stati imponenti: e' passato di mano il 10,2% del capitale sociale. Ieri sera Vivendi ha dichiarato l'intenzione di salire al 30% del capitale. I trader sospettano che il gruppo di Oltralpe abbia gia' in tasca tale partecipazione, considerando il modus operandi dei giorni scorsi, quando alle parole sono subito seguiti i fatti. E si interrogano se il finanziere Vincent Bollore', presidente del gruppo, lancera' un'opa sull'intero capitale.

Del resto, come ha sottolineato nei giorni scorsi il ceo Arnaud de Puyfontaine, Vivendi ha i mezzi per sferrare il colpo sull'intero capitale di Mediaset. Intanto anche Fininvest potrebbe giocare le sue carte per mantenere il controllo della societa'. Ieri ha denunciato Vivendi a Consob. L'obiettivo della holding della famiglia Berlusconi sarebbe quello di ottenere il congelamento dei diritti di voto di Vivendi. La finanziaria ha invece le mani legate sul fronte degli acquisti: avendo raggiunto il 38,3% delle azioni, non puo' arrotondare la propria quota senza incappare nell'obbligo del lancio di un'opa. Adesso si guarda con grande attenzione a eventuali comunicazioni che potranno arrivare da Mediaset che oggi ha riunito il consiglio di amministrazione.

Lunedì Vivendi si e' detta pronta a salire ulteriormente nel capitale del Biscione dal 20% fino al ridosso della soglia d'Opa, vale a dire il 30%.

Il gruppo francese ha ricordato che la sua recente salita nell'azionariato dell'azienda di Cologno Monzese - avvenuta in seguito alla disputa in corso con Mediaset sul fronte della pay tv Premium - e' in linea con la propria strategia, che punta a sviluppare le attivita' nel Sud Europa e a imporsi come gruppo internazionale ed europeo specializzato nei contenuti media. In conseguenza delle mosse del colosso transalpino, sale l'appeal speculativo sull'azione Mediaset, commenta un analista. "Vivendi ha annunciato che, se le condizioni di mercato lo consentiranno, salira' fino al 30% di Mediaset (soglia oltre la quale scatta l`obbligo di Opa). Con questa quota Vivendi potra' bloccare in assemblea straordinaria eventuali fusioni e potrebbe anche chiamare un`assemblea e proporre modifiche nel board della societa'", nota Equita Sim.

"Dall`altro lato la difesa di Fininvest sembra affidata principalmente alle indagini della Consob, che pare potrebbe sentire Vivendi gia' giovedi' prossimo, e della Procura. L`obiettivo di Fininvest sarebbe quello di ottenere il congelamento dei diritti di voto di Vivendi. Il Governo pare non interverra' in questa fase. L`annuncio di Vivendi di salire al 30% di Mediaset porta a un`ulteriore accelerazione dello scontro per il controllo della societa'", commentano gli analisti. Su Mediaset la raccomandazione e' hold, con prezzo obiettivo a 3,6 euro. Nel frattempo, S&P Global Market Intelligence ha alzato la raccomandazione su Mediaset da sell a hold, con prezzo obiettivo quasi raddoppiato da 2,35 a 4,2 euro. "Pensiamo che Vivendi avra' difficolta' a lanciare un bid ostile su Mediaset, visto che il maggior azionista, Fininvest, ha ribattuto aumentando la sua quota dal 35% a circa il 40%. Ad ogni modo", commentano gli esperti, "l'ampia quota consentira' a Vivendi di avere parola in Mediaset".

"Gli investitori internazionali sono benvenuti nel nostro Paese, invitati o meno. Il mio impegno da viceministro prima e da ministro poi e' sempre stato rivolto a sollecitarne la presenza e ad assisterli", ha affermato Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, in un intervento sul Sole 24 Ore, in cui precisa di non credere "nella difesa dell'italianita' della proprieta' delle aziende. Come ho spesso avuto modo di dire, un'impresa e' italiana quando opera, investe e da' lavoro in Italia".

Per Calenda e' invece "doveroso difendere in modo intransigente la dignita' nazionale". La vicenda Vivendi-Mediaset, continua Calenda, e' un'operazione "di cui, al momento, non si conoscono le finalita', condotta in modo ostile e opaco, realizzata peraltro in un momento di transizione politica complessa e rivolta verso un'azienda che opera in un settore sensibile come quello dei media. Ritengo che tutti questi elementi -conclude-giustifichino una ferma presa di posizione del Governo italiano per sottolineare che esiste una differenza tra accogliere gli investitori stranieri che hanno un chiaro progetto industriale e diventare terreno aperto per ogni tipo di incursione speculativa".