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Economia


 

tronchetti bombassei

Un matrimonio tra uno dei maggiori produttori di pneumatici al mondo, Pirelli e Brembo, leader mondiale nella tecnologia degli impianti frenanti a disco, può avere senso? Sì, secondo gli uomini di Mediobanca Securities, ma al momento appare improbabile.

Secondo gli esperti di Piazzetta Cuiccia, infatti, Alberto Bombassei, presidente e principale azionista di Brembo, "potrebbe pensare alla sua successione, soprattutto ora che è sceso in politica", mentre Marco Tronchetti Provera, numero uno di Pirelli & C., "ha problemi con Malacalza, un importante azionista in Camfin, che controlla Pirelli, e sta cercando nuovi azionisti con cui rimpiazzarlo o ridurne il peso".

Dopo la fusione, Camfin e Bombassei avrebbero il controllo di Pirelli & C., governando un gruppo che fin d'ora condivide sia gli stessi clienti sia il posizionamento di mercato (prodotti di alto di gamma) e che potrebbe sfruttare sinergie in termini di materiali, ricerca e sviluppo, struttura dei costi, distribuzione e "after market" (nel caso di fusioni nel settore auto, ricordano gli analisti, le sinergie sui costi oscillano attorno al 3%-4%, ma in questo caso sarebbero più basse visto la diversità dei prodotti delle due aziende). Nel caso si arrivasse a una fusione "pura", senza alcun premio di maggioranza, la struttura dell'azionariato post-fusione vedrebbe Camfin al 22,5% e Bombassei all'8% della "nuova" Pirelli & C.

"Chiaramente - mettono le mani avanti gli analisti - non sappiamo se Bombassei vuole passare da una quota del 56% in una società più piccola ad una dell'8% come secondo azionista" in un gruppo di dimensioni di molto superiori. In alternativa Bombassei potrebbe  chiedere un premio di maggioranza per la cessione dei suoi titoli o vendere solo se Pirelli effettuasse un'acquisizione in contanti  (ma in questo caso secondo gli uomini di Mediobanca Tronchetti Provera potrebbe decidere di non procedere con l'operazione).

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