
Chiusura negativa per le borse europee, che scontano la preoccupazione degl investitori per un’imminente riduzione degli stimoli monetari della Federal Reserve, resa più probabile dai buoni dati sull’occupazione giunti oggi dagli Usa. Il Dax di Francoforte cede lo 0,9% a 9.140,63 punti, l’Ftse Mib di Milano perde lo 0,29% a 18.312,96 punti, il Cac 40 di Parigi scende dello 0,57% a 4.148,52 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dello 0,34% a 6.509,97 punti, l’Ibex di Madrid segna -0,67% a 9.540,5 punti.
C’era grande attesa per gli occupati nel settore privato Usa, che salgono di 215 mila unità a novembre. Gli analisti si aspettavano un rialzo più contenuto di 173 mila unità, dopo l’incremento di 184 mila di ottobre (dato rivisto dalle iniziali +130 mila unità). Il fatto che le previsioni siano state battute potrebbe condizionare le prossime mosse della Federal Reserve e anticipare l’avvio del tapering, la progressiva riduzione degli stimoli monetari: la Fed ogni mese acquista 85 miliardi di dollari di bond e titoli tossici, una riduzione dell’intervento drenerebbe liquidità ai mercati che iniziano a mostrare segnali di nervosismo.
Sempre negli States, intanto, scende a 40,6 miliardi il deficit della bilancia commerciale di ottobre. L’indice Ism dei servizi delude le attese a 53,9 punti, mentre le vendite di case esistenti le superano crescendo del 25,4%. In Cina, ancora, a novembre l’indice Hsbc Pmi composito (che copre sia manifatturiero che servizi) segna un nuovo ampliamento della produzione per il quarto mese consecutivo e registra il più ampio incremento in otto mesi, passando dal 51,8 di ottobre al 52,3 di novembre. L’euro chiude stabile a 1,3557 dollari e 139,16 yen, sulla scia di una tornata di contrastanti dati macroeconomici. Poco mosso anche il cambio dollaro/yen, a quota 102,65. In questo contesto a Milano Piazza Affari termina gli scambi debole con il Ftse Mib in calo dello 0,29%; pesa in particolare l’andamento delle banche, con Mps che affonda e chiude in rosso di oltre cinque punti.
