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Economia

 

La Cina ridà fiato alle Borse mondiali con la decisione a sopresa di iniettare nuova liquidità sui mercati con il taglio del costo del denaro, mentre Wall Street smorza gli entusiasmi con i timori per un nuovo giro di "tapering", riduzione degli stimoli straordinari, da parte della Federal Reserve. La mossa di Pechino è arrivata all'indomani del dato sul rallentamento del Pil - cresciuto del 7,7% nel 2013 - e delle previsioni sull'anno in corso che potrebbe registrare la più debole crescita dal 1989. E così tengono le posizioni le borse europee, nonostante l'andamento contrastante di Wall Street, rallentata da alcune trimestrali, tra cui Johnson&Jhonson (-2,3%) e Verizon (-1,5%), al di sotto delle stime degli analisti.  A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso a +0,11%.

Ottima performance per Finmeccanica (+3,51%) nel giorno dell'audizione presso la commissione attività produttive della Camera dell'amministratore delegato Alessandro Pansa. Pansa ha confermato che, in sintonia con il piano strategico del gruppo elaborato a partire dal febbraio scorso, Finmeccanica intende deconsolidare il settore trasporti (Ansaldo STS e AnsaldoBreda), allo stesso modo di quanto fatto con il settore energia (Ansaldo Energia ceduta a Fsi). Ieri Sandro De Poli, responsabile di GE Italia, a margine di un convegno a Milano aveva declinato gli inviti a commentare le ultime indiscrezioni relative alle trattative per l'acquisizione di Ansaldo STS. Sempre secondo i rumor, Finmeccanica sarebbe disposta a privarsi di un asset importante come Ansaldo STS solo a patto che l'acquirente si prendesse anche AnsaldoBreda (cui GE non è interessata): su questo ultimo punto oggi Pansa non ha dato indicazioni, ma ha riconosciuto che, mentre Ansaldo STS presenta buoni livelli di redditività, altrettanto non si può dire di AnsaldoBreda, le cui negative performance non sono più sostenibili. Stamattina Morgan Stanley ha deciso di migliorare la raccomandazione su Finmeccanica da "underweight" (sottopesare rispetto al mercato/settore) a "overweight" (sovrapesare rispetto al mercato/settore), mentre secondo Banca Akros Ansaldo STS (+2,65% a 8,52 euro) è uno dei titoli con le migliori prospettive tra le blue chip: raccomandazione "buy" e target price a 9,30 euro. Il 29 Gennaio Ansaldo STS pubblicherà i dati preliminari del 2013.

Bene Fiat (+1,77%) che torna a puntare verso l'alto dopo la pausa di ieri. Il titolo ha messo a segno una bella accelerazione durante la scorsa settimana grazie alle prospettive scaturite dall'aggregazione con Chrysler e soprattutto in vista dell'IPO del gruppo a Wall Street, operazione che potrebbe realizzarsi entro il 2014. Le ultime indiscrezioni di stampa pongono però qualche dubbio su quale sarà la piazza in cui si quoterà Fiat-Chrysler: si parla di un mercato europeo, con Londra in pole position. Intanto oggi Fiat ha completato l'acquisizione dell'intera partecipazione detenuta dal fondo Veba in Chrysler Group, pari al 41,5%, ora interamente controllata da Fiat, mediante un'erogazione straordinaria pari a 1.900 milioni di dollari, corrisposta da Chrysler Group ai propri soci, e il pagamento da parte di Fiat a Veba di un importo pari a 1.750 milioni di dollari.

Seduta positiva per Tod's (+2,23%) che sale fino a chiudere il gap ribassista lasciato lo scorso 9 Gennaio a 114,60 euro. Il titolo è poi tornato sui suoi passi (una reazione consueta quando viene chiuso un gap), in attesa dello spunto capace di produrre un attacco alle resistenze a 115,10/115,20. Luxottica (+2,21% a 39,76 euro) guadagna ulteriore terreno dopo il rally di ieri. Il titolo approfitta della decisione di S&P di alzare il rating a 'A-' da 'BBB+' a seguito del rafforzamento del profilo finanziario con outlook che resta stabile. Inoltre Jp Morgan ha alzato il target price da 40 a 41 euro.

Non si ferma il rally di Recordati (+2,83% a 11,28 euro) che per il secondo giorno consecutivo fa segare un nuovo record assoluto. Gli analisti di Bank of America Merrill Lynch hanno alzato il target price del titolo a 11,60 euro da 9,90 euro. Giovedì scorso il cda di Recordati ha approvato i target 2014, con ricavi superiori a €1mld (+8% a/a) e utile netto superiore a €150mln. Molto bene De' Longhi (+2,39%) che sale oltre gli ostacoli posizionati sui 12,40 euro circa e si proietta verso area 12,90, ultimo ostacolo prima di un attacco al record storico a 13,30 toccato nel Marzo 2013.

Brusco ripiegamento per Telecom Italia (-3,95%) che competa un "bearish engulfing" (segnale negativo secondo la tecnica delle candele giapponesi), circostanza che prelude a ripiegamenti che potrebbero interessare in prima battuta 0,8220 euro, ed eventualmente 0,7940. Segnali di pericolo giungerebbero alla violazione di 0,7640, ex resistenza rappresentata dai massimi di ottobre. In rosso Saipem (-3,85%) che corregge dopo gli ampi rialzi delle due sedute precedenti. La flessione odierna è stata favorita anche dalle parole dell'a.d. Umberto Vergine in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il manager ha affermato che il 2014 sarà un anno di transizione, caratterizzato dallo smaltimento di vecchi contratti poco redditizi: la velocità della transizione dipenderà dall'acquisizione di nuove commesse. A questo proposito Vergine ha dichiarato che al momento non ci sono novità in merito all'acquisizione di nuovi contratti per 5 miliardi di euro oggetto di recenti rumor.

In territorio negativo BP Milano (-2,50%) nel giorno della nomina ufficiale di Giuseppe Castagna a consigliere delegato e direttore generale.

 

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