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Economia

PORTAVOCE DEL GOVERNO AD AFFARI: "IN EUROPA NULLA E' CAMBIATO"

"La situazione è la stessa di prima e per il momento nulla è cambiato nei confronti dell'Europa e delle tematiche europee, come ad esempio gli eurobond". Così una portavoce ufficiale del governo tedesco, contattata da Affaritaliani.it direttamente a Berlino, risponde alle domande su un possibile cambiamento dell'atteggiamento della Germania verso l'Unione europea dopo le elezioni di ieri.

Alberto Maggi
twitter@albertomaggi74
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Avanti, adagio. Le elezioni tedesche hanno sancito la conservazione dello status quo anche dal punto di vista economico. Lo affermano anche gli analisti di Credit Suisse. Il fatto che Angela Merkel debba, con ogni probabilità, varare una grande coalizione non cambia le cose. 

La politica economica non muterà: Wolfgang Schäuble dovrebbe essere confermato alla guida del ministero delle Finanze. Con la Grosse Koalition, Merkel potrebbe concedere alla Spd il via libera al salario minimo. Uno zuccherino che servirebbe ad addolcire i socialdemocratici in vista della vera sfida: evitare l'aumento delle tasse.

Niente di nuovo neppure sul fronte europeo. Il successo della Cdu è innanzitutto un trionfo personale per il suo leader, la conferma che i tedeschi hanno approvato la gestione della crisi UeDopo la campagna elettorale, affermano gli analisti di Credit Suisse, torneranno all'ordine del giorno ulteriori aiuti alla Grecia e, potenzialmente, anche a Portogallo e Irlanda. La linea Merkel sarà mantenuta: sostegno alla periferia solo in cambio di riforme strutturali.

La Spd è più aperta agli aiuti ai discoli mediterranei. Ma gli slanci socialdemocratici saranno tenuti a bada. Il partito anti-euro, anche se non è riuscito a superare lo sbarramento, ha registrato un risultato eccellente: un promemoria per il governo.

Ora che le urne tedesche sono alle spalle, si tornerà a parlare di unione bancaria. Anche in questo caso, nessuno scossone. La Cancelliera non aveva fretta e continuerà a non averne. "Merkel ha resistito alla creazione di una autorità centralizzata forte che abbia il potere di intervenire sulle banche poco virtuose. Forse si arriverà a un compromesso - ipotizza Credit Suisse - ma il processo non subirà certo un'accelerazione".

twitter@paolofiore

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