Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Mps, doppia offerta per Bpm e Banca Generali: cosa può succedere ai correntisti

Mps, doppia offerta per Bpm e Banca Generali: cosa può succedere ai correntisti

Mps studia una doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali. Cosa può cambiare per conti, filiali, mutui e depositi

Mps, doppia offerta per Bpm e Banca Generali: cosa può succedere ai correntisti
Conto Corrente

Monte dei Paschi sta lavorando a una doppia operazione su Banco Bpm e Banca Generali che potrebbe creare un gruppo con circa 70 miliardi di euro di valore di mercato.

Per ora si tratta di un progetto industriale e finanziario. Per i clienti delle banche coinvolte non cambia nulla nell’immediato e conti correnti, carte, mutui e servizi continuano a funzionare alle condizioni previste dai rispettivi contratti.

Cosa sta preparando Mps per Bpm e Banca Generali

Il consiglio di amministrazione di Mps ha esaminato il progetto guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Secondo il Financial Times e Repubblica, l’ipotesi prevede offerte su Banco Bpm e Banca Generali con l’obiettivo di creare un grande polo bancario italiano.

La capitalizzazione complessiva delle società coinvolte porterebbe il nuovo gruppo nell’area dei 70 miliardi di euro.

Leggi anche: Mps lancia la doppia Ops, ma è una mossa rischiosa: ecco perché

L’operazione deve però superare diversi passaggi. Servono accordi societari, il sostegno degli azionisti interessati e le autorizzazioni delle autorità competenti. Un ruolo rilevante avrebbe anche la posizione di Crédit Agricole in Banco Bpm e quella di Generali in Banca Generali.

Mps-Banco Bpm-Banca Generali: cosa può succedere ai correntisti

Nella fase attuale non sono richieste iniziative ai clienti. IBAN, domiciliazioni, carte, finanziamenti e home banking non vengono modificati per il solo fatto che sia allo studio un’operazione societaria.

Se il progetto arrivasse alla fusione effettiva, il nuovo gruppo potrebbe successivamente integrare piattaforme informatiche, riorganizzare le reti di filiali e modificare alcuni prodotti commerciali. Qualsiasi cambiamento contrattuale dovrebbe essere comunicato ai clienti secondo le regole applicabili.

La tutela dei depositi non viene meno per effetto di un’acquisizione. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ricorda che la garanzia ordinaria arriva fino a 100 mila euro per depositante e per singola banca.

Un’eventuale integrazione societaria potrebbe invece avere una conseguenza da considerare per chi oggi mantiene depositi elevati presso banche distinte. La copertura del FITD è infatti calcolata per depositante e per banca. La struttura giuridica definitiva dell’operazione determinerebbe quindi come applicare la soglia dopo un’eventuale fusione.

Per ora questo passaggio è ancora lontano. Il progetto di Mps deve prima trasformarsi in offerte formali e superare l’intero iter autorizzativo.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA