Mps, ecco perché Lovaglio è in rotta con la Rocca - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 19:21

Mps, ecco perché Lovaglio è in rotta con la Rocca

Oltre ai rapporti un po’ tesi con il duo Milleri-Caltagirone, sembra che l’ex ceo di Creval paghi il suo non essere senese

Mps, ecco perché Lovaglio è in rotta con la Rocca

Felix The Cat
 

Incredibile, eppure succede anche questo. C’è un manager che ha preso una banca decotta, pronta a essere venduta per pochi euro - come le Popolari - ha guidato un aumento di capitale da 2,5 miliardi, ha chiuso bilanci in attivo riportando l’utile là dove si vedevano solo macerie. E poi ha pure comprato Mediobanca.

Ora, in un mondo normale, a uno come Luigi Lovaglio dovrebbero fare la statua direttamente davanti alla sede di Monte dei Paschi. Babbo Monte, come lo chiamano nella città del Palio, dà ancora da mangiare a parecchie famiglie e gli esuberi concordati non sono stati licenziamenti ma appunto uscite agevolate. 

Invece no, succede che Lovaglio si trovi improvvisamente con un duplice problema. Da una parte sembrerebbe che la sua nulla “senesità” sia improvvisamente diventata un problema. Si accettò di buon grado un presidente calabrese come Giuseppe Mussari, che portò avanti la scellerata acquisizione di Antonveneta, ma non si vuole un amministratore delegato lucano che ha rilanciato la banca. I misteri di Siena, città splendida e assai oscura, come dimostra anche il caso - tutt’altro che chiuso - della drammatica morte di David Rossi.

Pare oltretutto che non siano ottimi i rapporti con il presidente dell’istituto, Nicola Maione. E il comitato nomine dell’azienda avrebbe messo un “ban” sul nome di Lovaglio, non su quello del presidente. E poi ancora, secondo il Financial Times, ci sarebbe più di una tensione tra Lovaglio e il duo Milleri-Caltagirone.

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L’oggetto del contendere? Quella Mediobanca conquistata faticosamente su cui ora il ceo di Mps vorrebbe avere voce in capitolo. Di diverso avviso a Roma, dove ritengono le due cose totalmente slegate. E su queste incomprensioni rischia di crearsi una frattura che potrebbe avere ripercussioni significative.

Rimane da capire che cosa voglia fare il governo, ancora titolare di un pacchetto azionario di minoranza, finora sponsor di Lovaglio (Giancarlo Giorgetti era a conoscenza dell’idea di acquisire Mediobanca dalla fine del 2022). Se si decidesse di sostituire il manager, chi potrebbe prendere il suo posto? Qualcuno fa il nome del solito Marco Morelli, che conosce assai bene l’istituto. Ma è tutto ancora molto prematuro.