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Mps, tegola sull’attuale board. Sospetto insider trading sul Monte

Mps scandalo
 

Certo che a Siena, di reati finanziari, non se non sono fatti mancare nessuno. E così dopo l’ostacolo alle attività di vigilanza e la manipolazione del mercato, arriva anche l’insider trading, uno dei reati più difficili da provare e a carico della corrente gestione.

Se infatti fino ad ora l’inchiesta della Procura di Siena si è abbattutta sui precedenti manager (Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri), ora invece la nuova accusa è rivolta ad alcuni consiglieri dell’attuale Cda, Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte, eletti nel 2012 all’interno della svolta che ha rinnovati i vertici portando alla guida della banca il duo Viola-Profumo. Banchieri per cui sono scattate nuove perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta sul Monte dei Paschi.

Stamattina i militari del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza hanno svolto perquisizioni domiciliari a Torino e Lecce nell’ambito di un nuovo filone investigativo che ipotizza il reato di insider trading. L’ipotesi vuol far luce su una serie di comunicazioni fatte trapelare alla stampa in merito al consiglio di amministrazione di Mps che si è riunito pochi giorni fa. Si tratta di notizie riservate pubblicate dagli organi di informazione. Al momento non ci sono indagati e i finanzieri sono alla ricerca di elementi probatori. Le operazioni in corso rientrano in un nuovo fascicolo che ipotizza l’insider trading. Secondo fonti giudiziarie, le perquisizioni, svolte a Torino e Lecce, sono a carico dei consiglieri Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte, che però non sono indagati. Le operazioni sarebbero svolte presso terze persone.

Il nuovo filone di inchiesta è sempre condotto dai pm senesi Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. La Procura senese che indaga sui contratti derivati chiusi dagli ex vertici dell’istituto toscano, guidato all’epoca dei fatti dal presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni. Il nuovo filone, per il quale al momento nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati, sarebbe frutto delle indagini principali.

Parallelamente a questo nuovo filone, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza stanno eseguendo sequestri di somme e titoli, per circa 6 milioni di euro. La somma è risultata nella disponibilità dell’ex capo dell’ area finanza di Mps, Gianluca Baldassarri (arrestato nel corso dell’ inchiesta), del suo vice Alessandro Toccafondi, e di altre due persone coinvolte nell’ inchiesta, David Ionni e Antonio Pantalena. Il denaro è stato trovato dopo segnalazioni per operazioni sospette ai fini della prevenzione del riciclaggio. Nel corso delle indagini erano già stati disposti sequestri di denaro a carico di alcuni indagati.

 

 

 

 

 

 

 
(Articolo in fase di aggiornamento)