Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Mps, Lovaglio pensa al piano B per rilanciare il Monte. Da Siena sale la pressione sul Mef

Mps, Lovaglio pensa al piano B per rilanciare il Monte. Da Siena sale la pressione sul Mef

Dopo lo stop alle trattative con Banco Bpm, il ceo Lovaglio valuta nuove mosse per rafforzare Mps. Gli ultimi rumor

Mps, Lovaglio pensa al piano B per rilanciare il Monte. Da Siena sale la pressione sul Mef
Luigi Lovaglio Ad di MPS

Mps, il piano di Lovaglio per rilanciare la banca

Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi e ora arrivano nuove conferme: il risiko bancario italiano si arricchisce di un ulteriore capitolo. Secondo quanto riferisce il Financial Times, l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, starebbe lavorando a un “piano B” per rafforzare la banca e contrastare l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo. Tra le opzioni allo studio, scrive il quotidiano britannico, ci sarebbe anche una possibile acquisizione di Banco Bpm, mentre il management di Rocca Salimbeni starebbe valutando l’opportunità di avviare un confronto con Credit Agricole, primo azionista di Piazza Meda con il 29,30%.

Venerdì, presentando i risultati semestrali, proprio l’amministratore delegato di Credit Agricole, Olivier Gavalda, aveva chiarito la posizione del gruppo francese. La banca, aveva spiegato, è pronta a valutare “qualsiasi progetto solido” sulla base del proprio interesse strategico, del rischio di esecuzione e della capacità di creare valore nel lungo periodo per tutti gli azionisti di Banco Bpm. Allo stesso tempo, però, aveva espresso forti perplessità sull’ipotesi di un’integrazione con Monte dei Paschi, osservando che “in questa fase è molto difficile intravedere come un’aggregazione tra Mps e Banco Bpm possa generare valore per gli azionisti di Banco Bpm”. Dalle indicazioni emerse nel corso della presentazione dei conti è inoltre apparso chiaro che lo scenario ritenuto più interessante da Credit Agricole resta un rafforzamento della propria presenza in Italia attraverso un’integrazione tra Banco Bpm e Credit Agricole Italia.

Proprio alla luce di questa posizione, l’ipotesi rilanciata dal Financial Times presupporrebbe un accordo diretto con il principale azionista di Piazza Meda. Secondo il quotidiano britannico, qualora Mps decidesse di muoversi su Banco Bpm, l’operazione potrebbe essere strutturata come una fusione concordata con scambio di azioni: Mps e Banco Bpm definirebbero un rapporto di concambio, mentre Credit Agricole conferirebbe la propria partecipazione nel nuovo gruppo risultante dall’aggregazione. Una soluzione che consentirebbe di ridurre il fabbisogno di cassa e di rendere più agevole l’esecuzione dell’operazione, ma che resterebbe subordinata a un’intesa complessiva su governance, composizione del consiglio di amministrazione, partnership commerciali e sul peso che il gruppo francese assumerebbe nella nuova entità.

LEGGI ANCHE: Mps-Bpm, la frenata di Credit Agricole fa saltare le nozze. E ora Intesa non ha più ostacoli

Per il quotidiano tedesco Faz Intesa può diventare ancora più forte con Mps

Nel frattempo, anche la stampa internazionale guarda con attenzione all’operazione. “L’acquisizione di Mps renderebbe Intesa la seconda banca per capitalizzazione di mercato nell’Eurozona, dopo la spagnola Banco Santander. Intesa è la banca numero uno in Italia, ma è meno orientata a livello internazionale. Per Unicredit, l’attività internazionale è destinata ad assumere maggiore importanza, soprattutto in seguito all’integrazione di Commerzbank”, scrive il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) in un articolo dedicato a Intesa Sanpaolo e allo scenario bancario italiano.

In questo contesto, “Unicredit dovrà affrontare una concorrenza ancora più agguerrita nel suo mercato interno da parte di Intesa Sanpaolo. Se Intesa riuscisse ad acquisire Mps, ciò porterebbe probabilmente al suo smembramento”. Il quotidiano riporta come “l’obiettivo di Intesa sia quello di rilevare la banca d’investimento Mediobanca, inclusa la sua partecipazione del 13% nella compagnia assicurativa italiana Generali. Inoltre, il leader di mercato prevede di assorbire circa 600 filiali di Mps. L’altra metà della rete di filiali, insieme al marchio Monte dei Paschi di Siena e alle principali funzioni centrali della banca toscana, dovrebbe invece passare alla compagnia assicurativa italiana Unipol, con la quale Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo. Unipol intende integrare le filiali di Mps con la sua controllata bancaria Bper per creare un operatore più solido”.

“L’offerta di acquisizione di Intesa -continua Faz- sta già ricevendo maggiore sostegno dagli azionisti di Mps. Intesa offre agli azionisti di Mps non solo 16 nuove azioni Intesa per ogni dieci azioni Mps, ma anche un euro in contanti per ogni azione Mps. La fusione tra Bpm e Mps sarebbe stata un semplice scambio di azioni con un rapporto di cambio poco chiaro. Bpm aveva affermato vagamente che la banca risultante dalla fusione avrebbe raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 50 miliardi di euro”.

Oggi, conclude il quotidiano tedesco, “Bpm è quotata in borsa a poco meno di 24 miliardi di euro, mentre Mps si aggira intorno ai 35 miliardi di euro. La capitalizzazione di mercato di Intesa è di 116 miliardi di euro, appena dietro a UniCredit con 122 miliardi di euro. Gli ultimi dati finanziari hanno sottolineato la solidità di Intesa. Nel primo semestre, la banca ha realizzato un utile netto di 5,6 miliardi di euro, circa 500 milioni di euro in meno di UniCredit. L’amministratore delegato di Intesa da lungo tempo, Carlo Messina, è considerato un uomo di poche parole che guida la banca con grande efficienza“.

Mps, sale la pressione sul Mef. La posizione della presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti

Infine, sul dossier continua a crescere anche la pressione politica. Dal ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti “un silenzio incomprensibile. Ignorare la richiesta di un confronto di Provincia, Regione Toscana e Comune significa ignorare il territorio”. Così la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti è intervenuta in merito alla mancata risposta, ad oggi, da parte del Mef alla richiesta di un confronto urgente sulle prospettive di Banca Monte dei Paschi di Siena avanzata insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e alla sindaca di Siena Nicoletta Fabio. Per Carletti il silenzio del ministro “è un segnale di grave mancanza di rispetto istituzionale verso i rappresentanti di un intero territorio”.

“Quando le istituzioni locali, indipendentemente dal colore politico, si uniscono per fare fronte comune – ha affermato -, non lo fanno per una battaglia di parte, ma per adempiere a un mandato preciso affidato loro dai cittadini, dai lavoratori e dalle imprese. Il futuro del Mps non è una semplice questione finanziaria da gestire al riparo dal confronto pubblico: riguarda direttamente il destino occupazionale di migliaia di persone, la centralità direzionale e strategica della banca a Siena, l’indotto e la tenuta del tessuto economico-sociale della nostra provincia e dell’intera Toscana”. “Abbiamo creduto e continuiamo a credere nel valore dell’unità istituzionale – ha proseguito Carletti -. I Consigli regionale, provinciale e comunale, si sono espressi chiaramente e all’unanimità per chiedere garanzie precise. È inaccettabile che il Governo proceda nelle sue decisioni di dismissione o riassetto societario senza prima aver ascoltato le istanze della comunità locale e senza aver chiarito quali strumenti intenda attivare per tutelare l’integrità del gruppo, la salvaguardia dei livelli occupazionali e il ruolo fondamentale di supporto al credito per famiglie e Pmi”. “Chiediamo al ministro Giorgetti di superare questo stallo e di fissare senza ulteriori indugi un incontro. Siena e la Toscana chiedono rispetto istituzionale e risposte chiare sul futuro di quello che è un asset economico e sociale non solo senese ma di tutto il Paese”, ha concluso Carletti.