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Esclusivo/ “Profumo e Viola resteranno a Mps”. Così Saccomanni ai sindacati

Esclusivo/ “Profumo e Viola resteranno a Mps”. Così Saccomanni ai sindacati
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Subito dopo l’assemblea e lo scontro, perso, con la Fondazione Montepaschi di Antonella Mansi, il presidente della banca senese Alessandro Profumo aveva detto che, come di solito si fa in questi casi, avrebbe preso la decisione a mente fredda. E che l’avrebbe annunciata al primo Cda utile: quello in agenda per oggi a Palazzo Sansedoni.

E così farà. Ma un po’ con un colpo di scena, perché, dato in uscita dopo l’assemblea decisiva di dicembre che ha approvato l’aumento di capitale da tre miliardi di euro ma spostandolo a maggio, Profumo resterà invece al suo posto e non si dimetterà. Delle stesse intenzioni anche l’amministratore delegato Fabrizio Viola che i rumors di questi giorni provenienti dalla City milanese volevano invece nuovamente accasato e in forza alla Banca Popolare di Milano del nuovo corso Giarda.

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Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, infatti, nell’incontro di stamattina al Tesoro dei sindacati con il ministro Fabrizio Saccomanni, il numero uno di Via XX Settembre ha rivelato alle sigle che i due manager non lasceranno il loro incarico al Cda di domani, destinato a fare chiarezza sul tema. “Non ci sarà nessuna radicalizzazione o esasperazione nel Cda di domani”, sono state le parole di Saccomanni.

L’incontro era stato fissato dai sindacati, Fabi in testa, subito dopo la delicata assemblea straordinaria pre-natalizia per chiedere un intervento del governo Letta sul caso, visto che sulla banca, secondo l’ultimo piano industriale concordato dai vertici con Bruxelles, pende la mannaia di 8.000 esuberi nel personale e lo stato d’incertezza che aleggia sul destino della banca più antica del mondo non faceva dormire sonni tranquilli alle associazioni di rappresentanza dei lavoratori.  

In realtà, il vento che negli ultimi giorni ha preso a soffiare sulla città del Palio è stato un vento di pace, con lo scontro assembleare che ha visto prevalere l’orientamento gradito alla Fondazione, primo azionista del gruppo bancario con il 33,5% del capitale, non destinato ad alterare gli equilibri gestionali della banca nel breve periodo. Il tutto, grazie a un senso di responsabilità da parte di tutte le parti in gioco che ha evitato il prevalere di risentimenti e personalismi.

Saccomanni, secondo quanto raccontato i sindacati, ha poi rassicurato le organizzazioni sindacali, sottolineando “la grande attenzione del governo sulla vicenda Mps” e ribadendo “la necessità che il gruppo Mps acceleri questa fase transitoria per arrivare al più presto all’aumento di capitale”. “Abbiamo chiesto che il prezzo di questa improduttiva contrapposizione tra management e Fondazione e il ritardo nell’aumento di capitale non venga fatto pagare ancora una volta ai 28mila lavoratori del gruppo, che già, con grande senso di responsabilità, si sono fatti carico di notevoli sacrifici per il rilancio della banca”,  ha spiegato invece a margine dell’incontro il segretario nazionale della Fabi, Giuliano De Filippis. “Adesso chiediamo che dopo questa fase di ristrutturazione, affrontata in maniera responsabile dalle organizzazioni sindacali, si pensi finalmente a rilanciare il gruppo nell’interesse dei cliente, dei 28mila lavoratori e delle loro famiglie”, ha concluso il sindacalista.