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vigili multa

Menefreghisti della cintura di sicurezza, cultori della sosta selvaggia, fuggitivi di Ici e Imu: c'è una possibilità in più per sfuggire a tasse e multe. Non pagare contravvenzioni e bollettini potrebbe non avere alcuna conseguenza in oltre 6 mila Comuni. A premere sulla riscossione non ci sarà più Equitalia. La società ha comunicato ai sindaci di interrompere, a partire dal 20 maggio, l'invio di ogni documento. La ragione è semplice: mancherebbe il tempo per incassare il tributo perché dal primo luglio Equitalia dovra "cessare l'attività" di riscossione relativa a Comuni e Province. Un provvedimento che, nonostante fosse previsto dal decreto Sviluppo del 2011, ha colto di sorpresa molte amministrazioni, incapaci di sostituire lo spauracchio di Equitalia con un'altra agenzia di riscossione. E allora? Allora non c'è nessuno, per ora, disponibile a fare il lavoro sporco fatto fino a ora dagli uomini di Attilio Befera.

Senza qualcuno che si occupi di recuperare i crediti, quanti saranno i cittadini che accetteranno comunque di pagare? Il rischio è che i Comuni vedano di colpo troncate le entrate da verbali: circa 1,4 miliardi  di euro l'anno. Senza calcolare Ici-Imu e tassa sui rifiuti. I fondi delle multe dovrebbero essere destinati per il 50% alla sicurezza stradale: da lunedì potrebbero esserci a disposizione 700 milioni in meno. Tante buche e meno sicurezza sull'asfalto. 

Ma allora, tra voci, indiscrezioni e leggende metropolitane, è davvero reale la possibilità di restare impuniti? La risposta è sì, ma con alcune distinzioni: innaznitutto la cessata attività di Equitalia vale solo per Comuni e Province: per quanto riguarda le multe, si parla di quelle comminate dai vigili urbani e dalla polizia provinciale. Per tutte le altre infrazioni non cambia nulla.

Altro punto da sottolineare: quando l'amministrazione chiama in causa l'agente riscossore (Equitalia) significa che ha una ragionevole sicurezza che il pagamento non avverrà. Tra la multa e questa "ragionevole sicurezza" può passare molto tempo. Si sommano infatti i tempi di legge a quelli di un eventuale ricorso, all'attesa dell'amministrazione che, anche dopo la scadenza dei termini, attende ancora che la pecorella smarrita torni all'ovile prima di attivare il riscossore. In opche parole: se avete già una multa in ballo, con l'addio di Equitalia ci sono concrete possibilità che andrà in prescrizione, che scatta dopo 5 anni.

Per le sanzioni beccate dopo il 20 maggio, il discorso è più complesso: è vero che probabilmente, per un po' di tempo, non ci sarà nessuno che busserà alla vostra porta per rendere conto di una multa. Attenzione però. Le amministrazioni, prima o poi, si doteranno di un nuovo riscossore: se volete correre il rischio di non pagare un verbale, dovete sperare che il vostro Comune impieghi più di 5 anni prima di trovare un sostituto di Equitalia. L'ipotesi è improbabile, anche perché i sindaci, tra Patto di Stabilità e i mancati introiti Imu se l'imposta dovesse essere abolita, hanno un bisogno disperato di risorse.    

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