Nomine, il borsino aggiornato: tutti confermati (o no?). Il nodo presidenze gira intorno a Forza Italia - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 16:14

Nomine, il borsino aggiornato: tutti confermati (o no?). Il nodo presidenze gira intorno a Forza Italia

Nel 2023 Paolo Scaroni fu la richiesta “pesante” di Forza Italia. E per questo Berlusconi dovette cedere la un’altra presidenza, forse Leonardo. Ma oggi…

Nomine, il borsino aggiornato: tutti confermati (o no?). Il nodo presidenze gira intorno a Forza Italia

Felix The Cat
 

Fa un po’ meno freddo, a Roma. La primavera si avvicina. E con essa, anche la grande stagione delle nomine. Un momento di grande importanza perché a ballare sono le poltrone delle cinque “big” delle partecipazioni statali: Eni, Enel, Poste, Leonardo e Terna. Come Affaritaliani ha già ampiamente raccontato, non ci si attendono grandi scossoni: tutti gli amministratori delegati dovrebbero essere confermati, con un solo possibile “asterisco”.

Giuseppina Di Foggia, attuale numero uno di Terna è quella che vede le sue quotazioni leggermente meno certe degli altri. Nel caso, per ora assai remoto, di una sua rimozione, al suo posto potrebbe arrivare Giuseppe Lasco, oggi direttore generale di Poste, che tornerebbe in Terna dove è stato Cfo. Il suo spostamento nell’azienda che gestisce l’infrastruttura di rete sarebbe la conferma definitiva di Matteo Del Fante che, per almeno altri tre anni, non dovrebbe spostarsi verso Generali.

Il Leone, infatti, non sembra più così pronto a cambiare tutto radicalmente come si diceva prima dell’inverno e potrebbe attendere momenti più sereni per un’eventuale avvicendamento. D’altronde, l’idea di UniCredit di rilevare la quota di Delfin in Mediobanca, non confermata né smentita, chiarisce che forse nella holding della famiglia Del Vecchio inizia a prevalere un’altra linea rispetto a quella di Milleri, cioè quella di uscire dai grandi investimenti finanziari e monetizzare quanto più possibile l’eredità del patron di Luxottica.

Come Affari ha raccontato anche in altre puntate, questa tornata di nomine sarà soprattutto un momento di rimpasto per le presidenze. Partendo da un aneddoto raccontato dal Fatto Quotidiano: nel 2023, Forza Italia volle a tutti i costi puntare su Paolo Scaroni, nonostante le perplessità della premier che lo vedeva rappresentazione di un momento (e di contatti) ormai alieni dalla visione del governo.

Ma Silvio Berlusconi voleva a tutti i costi che l’ex amministratore delegato di Eni ed Enel trovasse una poltrona di livello, e quindi si giunse a questa decisione. Complessa, tra l’altro, perché pare che costò a Forza Italia una casella, nello specifico la presidenza di Leonardo. Oggi invece le cose potrebbero cambiare e il partito di Antonio Tajani (impegnato a schivare gli attacchi di alcuni dei suoi) potrebbe avere un’altra poltrona a disposizione, nello specifico quella di Leonardo. Posto che l’attuale presidente Stefano Pontecorvo dovrebbe non essere confermato, girano molti nomi per la successione, tra ambienti militari e civili. 

Per il resto, gli amministratori delegati resteranno al loro posto anche perché il momento è al tempo stesso complesso ed espansivo. Qualcuno ha mai pensato di rimuovere un amministratore delegato come Roberto Cingolani che ha quintuplicato la capitalizzazione di Leonardo complice una congiuntura storica drammatica?

Ma Cingolani stesso sta lavorando su una squadra di “fedelissimi” di cui difficilmente potrebbe privarsi. Al tempo stesso, Claudio Descalzi è un ministro degli Esteri plenipotenziario di cui mai il governo si priverebbe. Porte spalancate per il suo quinto mandato. Flavio Cattaneo, infine, ha preso un’azienda che alcuni analisti davano prossima al default finanziario e l’ha rimessa in sesto senza tagli lineari ma con dismissioni e razionalizzazioni mirate. I risultati si vedono.