ASPI interviene sul Ponte Morandi e rivolge le proprie scuse alle famiglie delle vittime, a Genova e agli italiani
Autostrade per l’Italia chiede scusa ai familiari delle vittime, alla città di Genova e a tutti gli italiani per le sofferenze provocate dalla tragedia del Ponte Morandi. A farlo è l’amministratore delegato Arrigo Giana, intervenuto con una lettera aperta nelle ore che precedono la sentenza di primo grado sul crollo avvenuto il 14 agosto 2018. Giana ha sottolineato come l’azienda attenda la decisione dei giudici con lo stesso desiderio di verità avvertito dai familiari delle vittime, dai cittadini genovesi e dall’intero Paese.
Nella lettera, l’amministratore delegato ricorda la mattina del crollo e le immagini drammatiche trasmesse in televisione, con il pensiero rivolto alle vittime, alle famiglie, ai feriti e ai soccorritori intervenuti nelle ore successive. Giana torna poi sulla mancata richiesta di scuse da parte dell’azienda nell’immediatezza della tragedia, definendola una ferita ulteriore per la comunità.
“Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi continuavo a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo”, scrive l’amministratore delegato, evidenziando come le azioni e le scelte compiute allora abbiano lasciato conseguenze indelebili.
Secondo Giana, le scuse rivolte oggi vanno oltre l’accertamento delle responsabilità penali e il percorso della giustizia. Rappresentano, invece, un dovere morale nei confronti di chi ha subito direttamente o indirettamente le conseguenze del crollo. L’amministratore delegato ha inoltre ribadito che Autostrade per l’Italia di oggi è profondamente diversa rispetto a quella del 2018. Il gruppo è passato sotto il controllo dello Stato, ha nuovi azionisti, una nuova gestione e nuovi dirigenti impegnati nel monitoraggio della rete, nella pianificazione degli interventi e nella prevenzione dei rischi.
La società, ha spiegato Giana, conserva il proprio nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto e trasformarla in un monito permanente, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori. “Rompiamo il silenzio”, afferma Giana, ribadendo l’impegno delle circa diecimila lavoratrici e lavoratori del gruppo affinché tragedie simili non si ripetano.
“A nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi”, conclude l’amministratore delegato, riconoscendo che nessun gesto potrà mai cancellare il dolore causato da quella tragedia.

