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Fattorie Garofalo, la pandemia non frena l'espansione del gruppo caseario

Fatturato lordo del Gruppo a quota 120 milioni di euro (+13% rispetto al 2019), incremento di vendite alla grande distribuzione organizzata del 20%, export +6%.  E cresce del 4% l’occupazione che raggiunge le 400 unità. Fattorie Garofalo guarda con ottimismo al dopo Covid e non allenta il processo di crescita grazie ai nuovi investimenti nei processi produttivi delle proprie aziende agrozootecniche ed industriali impegnate nella filiera bufalina, nella trasformazione delle materie prime in Mozzarella di bufala campana Dop, carni e salumi, e nella cessione sul mercato di energia da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda l’export, il gruppo con base a Capua, nel Casertano, ha raggiunto con i propri prodotti oltre 40 Paesi, con testa di ponte per il retail in Gran Bretagna e Francia. A trainare le vendite è la Mozzarella di Bufala Campana in clip, ma tra i prodotti di successo si conferma anche la burrata. Complessivamente il retail -per il quale è in atto il restyling in “Bufala di Fattorie Garofalo, shop - food - lounge”- conta ora su dieci punti vendita in Italia, con quello recentemente aperto a Campi Bisenzio, vicino Firenze - e due all’estero nell’aeroporto di Londra Luton e nel centro commerciale Velizy 2 a Parigi.

Nel 2020 il Gruppo casertano ha proseguito a sviluppare gli investimenti, pari complessivamente a 28,8 milioni di euro, che hanno riguardato soprattutto l’acquisizione del nuovo allevamento di Fattoria Apulia a Cerignola, forte di 1.850 ettari, rilevato dal gruppo Amadori. Il nuovo asset contribuirà in maniera decisiva a raddoppiare entro il 2024 l’approvvigionamento intergruppo di latte bufalino che passerà da 83mila a 172mila tonnellate annue con una forza complessiva di 20 mila capi nei sette allevamenti. Entro questo orizzonte temporale l’incidenza del latte prodotto dalle aziende zootecniche del gruppo sui consumi lattieri dei caseifici sarà vicina al 50%.

Sul piano della produzione industriale -che nel 2020 ha raggiunto i 10 milioni di chilogrammi- il Gruppo conferma la scelta di diversificare l’offerta -come la mozzarella biologica di bufala senza lattosio e il dulce de Leche, una crema dolce a base di latte e zucchero- per intercettare nuovi segmenti di mercato e di consolidare l’attività di branding sul nuovo marchio Fattorie Garofalo-Capua, 1962.

“Continuiamo ad investire sugli allevamenti di bufale per rafforzare il livello di integrazione verticale del gruppo nel segno della nostra tradizione imprenditoriale “, spiega Raffaele Garofalo, presidente di Fattorie Garofalo. “Abbiamo iniziato a puntare con sempre maggiore decisione sull’innovazione di prodotto, su un pack rinnovato e il nuovo marchio, che crediamo strategici per arricchire sempre più l’offerta e renderla accattivante così da intercettare le nuove tendenze espresse dai gusti in continua evoluzione dei consumatori e consentire una ulteriore espansione del Gruppo in vista dell’uscita dalla pandemia. Nei Paesi con piani vaccinali più avanzati è già in atto una ripresa della domanda, come accade in Gran Bretagna, mercato sul quale siamo storicamente presenti”.

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