FiberCop presenta il primo assessment sulla biodiversità: mappato il rapporto tra rete digitale, aree protette ed ecosistemi sensibili
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra il 5 giugno 2026, FiberCop presenta il suo primo assessment sulla biodiversità, un’analisi su scala nazionale che mette in relazione l’infrastruttura digitale dell’azienda con le aree protette e gli ecosistemi sensibili del Paese. Lo studio, realizzato con il supporto scientifico di InVento Innovation Lab, nasce dalla volontà di comprendere in modo più approfondito come una rete capillare, distribuita sull’intero territorio nazionale, si inserisca nei diversi contesti ambientali e naturali. Capire dove passa la rete, infatti, significa anche valutare il suo rapporto con il territorio, con gli equilibri ecologici e con le dinamiche che coinvolgono flora, fauna ed ecosistemi.
L’analisi ha incrociato i principali asset di FiberCop, tra cui circa 10 mila centrali, oltre 200 mila armadi e milioni di elementi di rete, con i principali sistemi di tutela della biodiversità, a partire dai siti Natura 2000. Ne emerge una vera e propria “mappa della coesistenza”, che evidenzia come la rete di telecomunicazioni dell’azienda sia prevalentemente collocata in contesti urbanizzati, ma spesso in prossimità di aree ad alto valore naturalistico.
Questa base conoscitiva rappresenta uno strumento utile per migliorare la pianificazione e la gestione dell’infrastruttura, con l’obiettivo di ridurre gli impatti su suolo, flora e fauna e, al tempo stesso, rafforzare la resilienza della rete rispetto ai rischi ambientali. In un Paese come l’Italia, dove la biodiversità costituisce un patrimonio diffuso e identitario, la gestione delle infrastrutture assume così un ruolo sempre più rilevante nel bilanciamento tra sviluppo digitale e tutela degli ecosistemi.
Sebbene le telecomunicazioni presentino impatti generalmente più contenuti sulla biodiversità rispetto ad altri settori infrastrutturali, l’assessment conferma l’importanza di adottare un approccio evoluto anche in questo ambito, soprattutto nei contesti ambientali più delicati. Lo studio rappresenta dunque un punto di partenza per sviluppare azioni di tutela sempre più mirate e rafforzare la collaborazione con istituzioni e territori.
Alla base dell’iniziativa c’è una domanda semplice ma strategica: come dialoga con gli ecosistemi un’infrastruttura digitale diffusa in modo capillare in tutto il Paese? Per rispondere, FiberCop ha guardato non solo alla localizzazione della rete, ma anche alla sua estensione territoriale, alla capacità di connessione e alla presenza nei diversi contesti, elementi che restituiscono la dimensione concreta del ruolo svolto dall’azienda nello sviluppo digitale dell’Italia. L’assessment si inserisce in un percorso più ampio di crescita infrastrutturale. Dopo aver completato quattro piani del PNRR, FiberCop punta a superare entro il 2027 i 20 milioni di unità immobiliari connesse in fibra e ad arrivare alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con tutti gli interventi previsti completati, incluso il Piano Italia 1 Giga.
Nel 2025 l’azienda ha inoltre completato la nuova dorsale backbone, una vera e propria autostrada digitale che collega le principali città italiane, i distretti industriali e le aree periferiche, garantendo una connettività ultraveloce, resiliente e sicura su tutto il territorio nazionale. A sostenere questo percorso c’è un piano di investimenti di lungo periodo: da luglio 2024 al 2027 FiberCop investirà circa 10 miliardi di euro per realizzare un’infrastruttura unica delle comunicazioni, sicura, duratura e orientata al futuro. Un impegno che punta ad accelerare la trasformazione delle connessioni verso la fibra e ad accompagnare in modo sempre più capillare la modernizzazione digitale del Paese.

