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Fondazione MAIRE presenta in Polonia lo studio “Climate Goals” sulla transizione energetica

L’edizione 2026 della ricerca ha ampliato il perimetro europeo dell’indagine includendo Germania, Polonia e Paesi Bassi. Il focus sulla Polonia restituisce il quadro di un Paese che non respinge la transizione energetica, ma la valuta attraverso una prospettiva fortemente pragmatica

Fondazione MAIRE presenta in Polonia lo studio “Climate Goals” sulla transizione energetica
MAIRE, sede

Fondazione MAIRE porta Climate Goals al Congresso Polacco della Chimica: focus su competenze, industria e transizione energetica

Fondazione MAIRE – ETS ha presentato a Varsavia i risultati della quarta edizione dello studio “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide”, con un focus dedicato alla Polonia. L’iniziativa si è svolta nell’ambito del XIII Congresso Polacco della Chimica, il principale appuntamento annuale del settore chimico in Polonia e nell’Europa centrale, che riunisce istituzioni, industria, comunità scientifica e imprese della filiera.

Lo studio, realizzato da Fondazione MAIRE con Ipsos Doxa e con il supporto di MAIRE, monitora dal 2023 la consapevolezza pubblica sulla transizione energetica a livello globale. La ricerca ha coinvolto oltre 2.850 persone e 25 esperti in 17 Paesi distribuiti in quattro continenti, analizzando non solo il tema della produzione di energia a basse o zero emissioni, ma anche la trasformazione dei processi industriali, dei modelli di business, dei sistemi di distribuzione e delle competenze necessarie a sostenere il cambiamento.

La presentazione è stata curata da Ilaria Catastini, Direttore Generale di Fondazione MAIRE – ETS, alla presenza del Presidente della Polish Chamber of Chemical Industry, Tomasz Zielinski, e del Primo Segretario e Responsabile degli Affari Economici dell’Ambasciata d’Italia in Polonia, German Carboni. L’intervento ha preceduto il panel “Energy transition in industry: from technologies to implementation”, che ha ampliato il confronto con la partecipazione di rappresentanti di importanti realtà industriali, tra cui ORLEN, Honeywell, Veolia e Nextchem, società del gruppo MAIRE.

L’edizione 2026 della ricerca ha ampliato il perimetro europeo dell’indagine includendo Germania, Polonia e Paesi Bassi. Il focus sulla Polonia restituisce il quadro di un Paese che non respinge la transizione energetica, ma la valuta attraverso una prospettiva fortemente pragmatica, nella quale gli obiettivi climatici devono essere conciliati con la sicurezza energetica, la sostenibilità economica, la stabilità socio-economica e la competitività industriale.

In Polonia, la consapevolezza sulla transizione energetica resta ancora parziale: il 58% degli intervistati afferma di averne una comprensione vaga, mentre solo il 39% si considera molto informato sul tema. La transizione energetica si colloca inoltre all’ultimo posto tra le priorità indicate nei Paesi europei e nell’intero panel dei 17 Paesi analizzati: solo il 20% degli intervistati la considera una priorità assoluta, mentre il 66% la pone sullo stesso piano di altre questioni centrali.

I risultati evidenziano un approccio prudente, segnato dalla necessità di bilanciare benefici ambientali e impatti economici e sociali. Il 25% degli intervistati esprime preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali, mentre il 31% riconosce il potenziale di nuova occupazione legato alle industrie sostenibili. La responsabilità della transizione viene percepita come condivisa tra imprese, decisori politici e cittadini. Dallo studio emerge anche una richiesta chiara: maggiore innovazione da parte delle imprese, un sostegno istituzionale più forte alle nuove tecnologie e una transizione fondata su evidenze, ben governata e accompagnata dallo sviluppo delle competenze. La formazione viene indicata come il principale fattore abilitante: solo il 4% degli intervistati ritiene che il Paese sia pienamente preparato alla transizione, mentre l’87% considera necessario un forte miglioramento dell’upskilling. Il 79% sottolinea inoltre l’importanza di professionisti ibridi, capaci di combinare competenze tecniche e soft skill, come il pensiero critico.

Per MAIRE, la Polonia rappresenta un Paese strategico all’interno della piattaforma europea di tecnologia e ingegneria del Gruppo, che può contare su una presenza consolidata in sei Paesi del continente: Italia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Regno Unito e Polonia. Nel mercato polacco, il Gruppo è presente attraverso KTI Poland S.A., società internazionale di EPC costituita nel 2006 su eredità Technip. Con sede a Płock, uno dei principali poli industriali del Paese, e uffici a Varsavia, KTI Poland opera nei settori oil & gas, petrolchimico, chimico ed energetico, offrendo servizi lungo l’intero ciclo di vita dei progetti: dagli studi di fattibilità al Front-End Engineering Design, fino all’ingegneria di dettaglio e al construction management.

La prospettiva polacca conferma che la transizione energetica deve procedere con pragmatismo, responsabilità e una chiara visione industriale”, ha commentato Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS. “Con la nostra presenza consolidata in Polonia, che consideriamo una piattaforma strategica per un’ulteriore crescita nell’Europa centrale e orientale, MAIRE vede questo mercato come un hub chiave per lo sviluppo di soluzioni industriali innovative”. Di Amato ha inoltre sottolineato come la Polonia rappresenti “un pilastro strategico” della presenza europea del Gruppo, richiamando la necessità di capacità esecutive, investimenti in innovazione e sviluppo delle competenze adeguate per sostenere una transizione in grado di generare opportunità e benefici superiori ai costi.