Generali Italia, Longevity Day: a Roma il confronto sul futuro del Paese tra longevità, protezione, welfare e previdenza
Accompagnare le trasformazioni demografiche della popolazione e offrire soluzioni concrete per la sostenibilità economica e sociale dell’Italia. È con questo spirito che si è tenuto oggi, a Roma, il Longevity Day “Generali Partner del Paese 2026: Previdenza, Protezione, Futuro”, un importante momento di confronto e approfondimento per fare il punto sugli impatti della longevità.
Sebbene la vita media in Italia si attesti a circa 84 anni, la speranza di vita in buona salute si ferma a soli 58 anni. Parallelamente, il rapporto tra popolazione con più di 64 anni e popolazione in età lavorativa passerà dal 29,4% del 2005 al 63,7% nel 2050: in meno di venticinque anni ci saranno due anziani ogni tre persone in età da lavoro. Nello stesso arco temporale, i nuclei familiari con figli subiranno una contrazione del 23%, scendendo dai 7,5 milioni del 2025 a 5,8 milioni nel 2050, mentre la spesa per le pensioni inciderà sul PIL in misura crescente, dal 15,2% del 2025 al 17,1% stimato per il 2041.
Il carico dell’assistenza ricade in gran parte sull’ambito familiare: si contano infatti 12,3 milioni di caregiver informali non retribuiti, di cui 4,4 milioni conviventi, mentre la spesa sanitaria privata ammonta a circa 49 miliardi di euro, finanziata per oltre l’85% direttamente dalle risorse dei cittadini. Per rispondere a queste sfide, Generali promuove una pianificazione integrata lungo le diverse fasi della vita, combinando previdenza complementare, coperture protettive, salute e non autosufficienza, con il duplice obiettivo di mettere al sicuro i risparmi e generare valore sostenibile per clienti, comunità, agenti e azionisti.
Sul piano dei risultati industriali, Generali Country Italia conferma la propria leadership chiudendo il primo semestre del 2026 con una raccolta premi complessiva di circa 14 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio dei comparti, il business Protection ha registrato una crescita del 14%, mentre nell’area Danni il settore Salute ha toccato quota 1,02 miliardi di euro, in aumento del 9%. Un andamento in continuità con le eccellenti performance del 2025, chiuso con quasi 31 miliardi di euro di premi raccolti e oltre 170 miliardi di euro tra risparmi e investimenti gestiti per conto dei clienti.
L’ecosistema integrato della società risponde ai bisogni di circa 11 milioni di clienti sul territorio nazionale, assicurando 1 famiglia su 3 e 1 impresa su 4. Oggi la compagnia costituisce un punto di riferimento strategico per il Paese: gestisce circa 40 miliardi di euro di masse previdenziali, inclusi 4 miliardi di euro di asset under management nei Fondi Pensione nel 2025, e dispone di un network di 15.000 strutture sanitarie convenzionate in tutta Italia.
Generali detiene inoltre una quota di mercato del 50% circa nella Long Term Care, comparto che nel 2025 ha visto la raccolta crescere di oltre il 60%. Coerentemente con il Piano Strategico di Gruppo, le priorità industriali rimangono incentrate sulla salvaguardia delle famiglie e dei beni, su salute e welfare, sullo sviluppo della consulenza e sul modello omnicanale, potenziati da oltre 325 milioni di euro di investimenti previsti in tecnologia, analisi dati, automazione e intelligenza artificiale generativa.
Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia, ha dichiarato: “La longevità è una delle più grandi conquiste della nostra società e rende necessario ripensare il concetto stesso di protezione. Si tratta di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita, integrando prevenzione, salute, assistenza e sicurezza economica. Consapevoli della nostra responsabilità di primo assicuratore del Paese, siamo un operatore capace di rispondere ai bisogni che cambiano mettendo a disposizione solidità, competenze e innovazione. Come Partner di Vita delle persone e delle comunità, lavoriamo ogni giorno per generare valore duraturo per tutti gli stakeholder: clienti, dipendenti, agenti, azionisti e comunità. Insieme alle istituzioni e agli attori sociali, vogliamo contribuire a costruire un modello più sostenibile e inclusivo trasformando la longevità in un’opportunità di crescita, benessere e sviluppo per l’Italia”.
Accanto ai servizi assicurativi, il Gruppo Generali sostiene la coesione sociale e il benessere delle comunità con iniziative ad alto impatto. In quest’ottica si inserisce il programma “Professionisti della Salute”, promosso da The Human Safety Net, la fondazione di Generali. Il progetto risponde a due priorità emergenti: il fabbisogno di operatori nel sistema socio-sanitario e l’integrazione di rifugiati e migranti. Attraverso percorsi formativi per Operatori Socio Sanitari (OSS) e caregiver, abbinati a servizi di orientamento e collocamento lavorativo, oltre 350 persone hanno già costruito concrete opportunità professionali in Italia.
A partire dal 2026 l’iniziativa è stata ampliata verso nuove aree geografiche e con un numero maggiore di beneficiari, con l’obiettivo di generare opportunità durature e contribuire allo sviluppo di comunità più forti, inclusive e resilienti.
L’intervista di Affaritaliani a Marco Oddone, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Alleanza Assicurazioni
Marco Oddone ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Quando si affronta il tema della non autosufficienza è sempre ‘troppo tardi’. È necessario iniziare prima a preoccuparsi e proteggersi. Cominciare a creare cultura all’interno dei cittadini, della comunità italiana, perché il tema della non autosufficienza non tocca soltanto chi poi questa la subisce, ma anche tutto il sistema familiare che si trova a dover far fronte a un momento molto difficile. Sono circa 12 milioni e 300 mila i caregiver in Italia e anche per loro cambia significativamente la qualità della vita per la cura che devono prestare ai familiari o affini non autosufficienti”.
“Anche i prodotti oggi sono molto cambiati. Quando si parte per tempo l’impegno economico è adeguato a quella che poi è la tasca delle persone. Il tema di proteggersi prima per poi investire e risparmiare meglio è sicuramente un argomento che va messo al centro dell’attenzione e quindi serve un consulente preparato che spieghi come funzionano questi prodotti, ma soprattutto che spieghi come gestire le proprie finanze, perché credo che sia questo il tema”, ha continuato Oddone.
“Anche la parte della consulenza finanziaria, che tocchiamo con il progetto che la Fondazione Alleanza ha con Edufin, testimonia come gli italiani hanno bisogno prima di tutto di un po’ di educazione finanziaria. Siamo uno dei paesi che, nonostante la nostra capacità di risparmio, nonostante i nostri capitali, non siamo tra i primi paesi in Europa e nel mondo in termini di capacità di gestire e credo che questo sia un punto fondamentale. Affidarsi a un consulente è la prima cosa da fare: una persona esperta che può aiutere a scegliere come proteggersi e a scegliere come poi risparmiare e investire le risorse”, ha concluso Oddone.
L’intervista di Affaritaliani a Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia
Massimo Monacelli ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Abbiamo creato una Business Unit in Generali dedicata al tema della salute e del welfare, proprio per costruire intorno ai nostri clienti, ai cittadini italiani, una value proposition che includa, rispetto all’assicurazione tradizionale, anche assistenza, servizi a valore aggiunto e la prevenzione come pilastro fondamentale di una salute che si costruisce nel tempo, considerata anche l’aumento dell’aspettativa di vita delle persone”.
“Credo che la creazione di servizi, un network sanitario che abbiamo creato di 15.000 strutture, che rende più accessibili le cure per le persone e a prezzi più favorevoli, in modo complementare con il Servizio Sanitario Nazionale, possa rappresentare un pilastro di solidità del Paese anche in futuro. Occorre lavorare, fare sistema tutti insieme, ognuno nel proprio ruolo in un modo pragmatico per far sì che il sistema sanitario nazionale possa effettivamente rispondere alle esigenze di tutti noi in una società che cambia profondamente, e di questi cambiamenti bisogna prenderne atto”, ha detto Monacelli.
“La previdenza è un altro tema certamente molto importante legato alla longevità. L’aspettativa di vita delle persone aumenta, questa è una buona notizia, è una grande conquista del nostro tempo, ma bisogna creare le condizioni perché una società con più persone anziane sia una società solida anche in futuro. La previdenza è un pilastro fondamentale: oggi tra 10 e 11 milioni di cittadini italiani hanno una previdenza integrativa, è un numero troppo basso perché il sistema pensionistico, che dovrà far fronte proprio all’aumento dell’aspettativa di vita delle persone, avrà bisogno di essere integrato da coperture integrative. Su questo bisogna lavorare molto creando le condizioni; c’è una forte sensibilità anche delle istituzioni che hanno recentemente introdotto anche delle facilitazioni da un punto di vista normativo per rendere sempre più accessibile e conveniente la previdenza integrativa per tutti i cittadini italiani”, ha concluso Monacelli.
L’intervista di Affaritaliani a Giancarlo Fancel, Country Manager & CEO di Generali Italia
Giancarlo Fancel ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Il tema della longevità è diventato fondamentale perché noi Generali, come partner del Paese con circa 11 milioni di clienti, sentiamo questa responsabilità. Anche alla luce di un dato molto importante: l’Italia ha un’età media di 84 anni, quindi siamo uno dei Paesi più longevi al mondo, e prendendo spunto da una frase interessante, non si tratta di aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni in quanto in media, a 58 anni iniziano problemi di salute. Quindi esiste un grande bisogno di assistenza e di cure. Il tema della longevità deve coinvolgere non solo le imprese private, ma la parte pubblica, le istituzioni, per poter affrontare questo problema e garantirci una terza età serena”.
“L’educazione finanziaria è un ulteriore tema urgente e ci stiamo muovendo in questa direzione. Parto da un punto fondamentale: l’educazione finanziaria, che quindi comprende anche l’aspetto della previdenza, in Italia è ancora molto molto bassa. C’è molta strada da fare proprio verso la educazione, poichè per quanto ci riguarda i prodotti, le possibilità, anche la normativa ci sta dando supporto, noi siamo pronti, lo sono meno invece i potenziali clienti o comunque le fasce più giovani della popolazione”, ha concluso Fancel.


