Italian Insurtech Association, il 40% delle compagnie ha già avviato progetti di intelligenza artificiale
Crescono gli investimenti in intelligenza artificiale nel settore assicurativo italiano, ma la vera sfida resta trasformare i progetti sperimentali in applicazioni integrate nei processi aziendali. Nel 2026 la spesa dedicata all’AI dovrebbe raggiungere 360 milioni di euro, rispetto ai 250 milioni inizialmente stimati, mentre gli investimenti complessivi nell’innovazione assicurativa potrebbero arrivare a circa 1,6 miliardi di euro. È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti dell’Italian Insurtech Association (IIA), che saranno presentati in occasione dell’IIA Summit, in programma il 19 e 20 novembre a Milano. Nel 2025 gli investimenti complessivi nell’innovazione assicurativa avevano raggiunto 1,3 miliardi di euro.
La crescita delle risorse destinate alla tecnologia, tuttavia, non si traduce ancora in un’adozione strutturale dell’intelligenza artificiale. Circa il 40% delle compagnie ha avviato progetti di AI, ma molti si trovano ancora in una fase sperimentale.
Le possibili applicazioni riguardano diversi processi del settore, dalla gestione dei sinistri alla sottoscrizione dei rischi, dal rilevamento delle frodi alla relazione con i clienti. L’analisi di grandi quantità di dati può infatti rendere più accurate le valutazioni del rischio e i sistemi di quotazione, mentre l’automazione può velocizzare la gestione dei claim e migliorare l’efficienza dell’assistenza. Uno dei principali ostacoli riguarda però le competenze digitali: secondo i dati riportati, soltanto l’8% degli operatori ritiene di possedere internamente competenze avanzate sull’AI. La sfida per le compagnie è quindi integrare queste tecnologie nei propri processi e sviluppare modelli operativi in grado di generare valore nel tempo.
Tra gli ambiti nei quali l’intelligenza artificiale sta già trovando applicazione figura la relazione con clienti e intermediari. In particolare, l’AI conversazionale può accompagnare gli utenti nelle diverse fasi del rapporto con la compagnia, dalla richiesta di un preventivo all’acquisto e al rinnovo di una polizza, fino alla gestione dei sinistri e all’assistenza post-vendita. In questo scenario si inserisce indigo.ai, realtà italiana specializzata nello sviluppo di Agenti AI conversazionali per l’assistenza clienti e il supporto alle vendite.
Attraverso interazioni personalizzate e contestualizzate in tempo reale, queste tecnologie puntano a rendere l’esperienza del cliente più semplice e coerente sui diversi canali di contatto. In un comparto nel quale la fiducia rappresenta un elemento centrale, una customer experience più fluida può inoltre contribuire alla fidelizzazione, alla retention e alle opportunità di upselling e cross-selling.
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle assicurazioni presenta però complessità specifiche, legate anche alla forte regolamentazione del settore e ai continui aggiornamenti normativi e procedurali. Tra le tecnologie sviluppate da indigo.ai figurano i Self-improving Agents, sistemi progettati per osservare il proprio funzionamento una volta entrati in produzione e proporre azioni correttive in presenza di lacune o margini di miglioramento, nel rispetto delle policy aziendali e degli obblighi regolamentari.
“Gli investimenti in intelligenza artificiale aumentano, come sta accadendo in tutti i settori, ma la sfida è riuscire a metterli a terra”, commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente dell’Italian Insurtech Association. “Una delle criticità più rilevanti riguarda le competenze: secondo le analisi dei colleghi dell’Osservatorio del Politecnico, il 76% degli operatori si dichiara poco preparato sul tema. A questo si aggiunge una scarsa integrazione dell’AI nei processi distributivi, che rappresenta un ostacolo alla diffusione delle soluzioni e alla loro capacità di generare valore concreto”, prosegue Ranucci Brandimarte.
“Per passare dalla sperimentazione a un’adozione strutturale servono quindi competenze adeguate e una maggiore integrazione della tecnologia nei processi assicurativi”, conclude. “Nel settore assicurativo, il vero valore dell’intelligenza artificiale non risiede soltanto nell’automazione delle attività, ma nella capacità di costruire relazioni più efficaci e personalizzate con i clienti”, aggiunge Gianluca Maruzzella, CEO e Co-Founder di indigo.ai.
“Oggi gli Agenti AI possono supportare ogni fase della relazione, contribuendo a migliorare la customer experience e a generare valore concreto per le compagnie. Perché questo accada, però, è necessario adottare tecnologie progettate per operare in contesti complessi e regolamentati, che garantiscano al tempo stesso compliance, affidabilità e capacità di adattamento continuo”, conclude Maruzzella.
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