Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Corporate – Il giornale delle imprese » Intesa Sanpaolo al fianco della Luiss per il Geopolitical Risk Observatory sulle sfide globali per le imprese italiane

Intesa Sanpaolo al fianco della Luiss per il Geopolitical Risk Observatory sulle sfide globali per le imprese italiane

Intesa Sanpaolo sostiene la nuova annualità dell’Osservatorio Luiss dedicato all’impatto del rischio geopolitico su mercati, investimenti e filiere produttive

Intesa Sanpaolo al fianco della Luiss per il Geopolitical Risk Observatory sulle sfide globali per le imprese italiane
Intesa Sanpaolo, sede

Intesa Sanpaolo sostiene l’Osservatorio Luiss sull’impatto del rischio geopolitico su mercati, investimenti e filiere produttive

Il rischio geopolitico entra sempre più nelle scelte strategiche delle imprese, influenzando mercati di riferimento, investimenti, filiere, approvvigionamenti e competenze. In uno scenario internazionale segnato da conflitti e nuovi equilibri globali, il tema è stato al centro di “Sistema Italia e rischio geopolitico: sfide e opportunità”, l’incontro promosso dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss Guido Carli, che ha aperto la seconda annualità del Geopolitical Risk Observatory (GRO), realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Ad aprire i lavori il Rettore della Luiss, Paolo Boccardelli: “Gli equilibri geopolitici sono interessati da trasformazioni rapide e profonde che coinvolgono mercati, tecnologie, energia e catene del valore, modificando le interdipendenze che caratterizzano l’economia globale. Per l’Italia, la vera risposta a queste sfide è la capacità di governarne la complessità investendo nel capitale umano. Dalla transizione digitale all’inverno demografico, la vera sfida dell’autonomia strategica si gioca sulle competenze: è formando e valorizzando i nostri talenti che potremo garantire la resilienza, la sicurezza economica e la competitività del Sistema Italia”.

A seguire, l’Ambasciatore Giampiero Massolo, Direttore del Geopolitical Risk Observatory, ha illustrato le attività e il modello di lavoro del GRO, fondato sull’integrazione tra monitoraggio continuativo, analisi quantitativa e qualitativa, conoscenza dei contesti locali ed esperienza diplomatica. “Non stiamo attraversando una crisi passeggera, ma un cambiamento di sistema strutturale” ha spiegato l’Ambasciatore Massolo, proseguendo: “L’ordine che per trent’anni ha garantito alle imprese italiane regole condivise e mercati aperti si sta sfaldando. Non si deve più affrontare solo un singolo shock, ma la sovrapposizione di crisi differenti altamente interconnesse. Per questo la geopolitica non può più essere uno sfondo, ma deve diventare una competenza permanente delle imprese”.

Nel corso dell’incontro è stato presentato “MAPS – La nuova geografia del rischio per le imprese italiane”, primo dei tre moduli della ricerca GRO 2026-2027. Il rapporto concentra l’analisi su sei direttrici di vulnerabilità per il sistema produttivo italiano: catene globali del valore, materie prime critiche, protezionismo, regolazione e compliance, energia, rischio cyber e ibrido. Tra gli strumenti proprietari dell’Osservatorio anche il Geopolitical Risk Index, oggi esteso a 65 Paesi e aggiornato con cadenza quindicinale, che analizza il rischio lungo tre dimensioni: sicurezza, regolazione e governance.

La giornata è proseguita con la tavola rotonda “Imprese oltre il rischio: strategie e investimenti”, alla quale hanno partecipato Barbara Cimmino, Vicepresidente con delega all’Internazionalizzazione e all’Attrazione degli Investimenti di Confindustria; Eugenio Santagata, Direttore Generale Navi Militari di Fincantieri; Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam; e Marco Elio Rottigni, Direttore Generale dell’ABI. Il confronto ha approfondito come il rischio geopolitico stia entrando nelle strategie di internazionalizzazione, nelle decisioni di investimento, nella gestione delle infrastrutture e delle filiere e nelle valutazioni finanziarie.

Uno spazio specifico è stato dedicato al tema delle competenze con Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, in un confronto che ha messo in relazione il lavoro del GRO con le evidenze emerse nell’ambito di Look4ward, l’Osservatorio sviluppato in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli per monitorare i cambiamenti del mercato del lavoro e i fabbisogni formativi delle aziende. Al centro, la capacità di leggere scenari complessi, integrare informazioni provenienti da ambiti diversi e tradurre l’incertezza geopolitica in decisioni manageriali e organizzative.

Il dialogo tra Carlo Gallo, Responsabile del Geopolitical Risk Index del GRO, e Hugo Doyle, Head of International Public Affairs di Intesa Sanpaolo, ha affrontato, a seguire, il passaggio dalla lettura del rischio-Paese alle scelte concrete di investimento. A moderare i lavori Alessandra Migliaccio, Bloomberg News.

Le conclusioni sono state affidate a Enzo Peruffo, Prorettore alla Didattica della Luiss e Direttore del Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” che ha affermato: “Leggere il rischio è necessario; tradurlo in decisioni è il vero salto di qualità. La geopolitica è diventata una variabile strutturale della competitività e richiede alle imprese una capacità di lettura più continua, più profonda e soprattutto più vicina ai processi decisionali. È su questo passaggio che il GRO vuole generare valore: comprendere come i segnali evolvono, quali implicazioni possono produrre e come prepararsi prima che il cambiamento diventi emergenza. La seconda annualità nasce con questa ambizione: trasformare l’analisi geopolitica in uno strumento concreto di anticipazione e scelta“.