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Intesa Sanpaolo: inaugurato un nuovo percorso insieme a Confindustria, SACE, SIMEST e ICE

Barrese (Intesa Sanpaolo): “Nell’ultimo triennio abbiamo messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro a supporto delle attività internazionali e gestito più di 1.000 progetti di accompagnamento all’estero”

Intesa Sanpaolo: inaugurato un nuovo percorso insieme a Confindustria, SACE, SIMEST e ICE

Intesa Sanpaolo: lanciato il patto con SACE, SIMEST, ICE e Confindustria per l’export e la crescita all’estero 

Prende il via oggi un nuovo percorso integrato e sinergico promosso da Intesa Sanpaolo assieme a Confindustria, SACE, SIMEST (Gruppo CDP) e ICE, volto a consolidare il modello di accompagnamento all’estero delle PMI italiane. Un impegno tangibile che unisce il settore privato agli operatori pubblici per innescare sinergie di lungo periodo a favore dell’internazionalizzazione.

L’obiettivo primario del Gruppo, guidato dal CEO Carlo Messina, pienamente condiviso dai partner, è affiancare le aziende nella diversificazione dei mercati e nella gestione dei rischi, costruendo una presenza sempre più solida e competitiva nelle catene globali del valore. A tal fine, l’iniziativa spinta dalla Banca dei Territori, sotto la guida di Stefano Barrese, punta a individuare nuove traiettorie per la competitività nazionale nel mutato scenario geopolitico. Un percorso rafforzato dalla disponibilità di 30 miliardi di euro di credito messi a disposizione dalla Banca per il prossimo triennio e da nuovi accordi commerciali con primari istituti bancari in Francia, India e Brasile, pensati per garantire alle imprese assistenza operativa e finanziaria nei principali mercati di sviluppo.

“Le nostre imprese sono straordinarie, ma oggi devono affrontare una nuova crescente complessità che rischia di minare la loro competitività e in generale la crescita del nostro Paese. Lo sviluppo internazionale è una chiave del successo del Made in Italy, per questo serve che operatori pubblici e privati insieme si adoperino per mantenere l’eccellenza della nostra industria nel mondo”, spiega Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. “Nell’ultimo triennio abbiamo messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro a supporto delle attività internazionali e gestito più di 1.000 progetti di accompagnamento all’estero. Con una nuova disponibilità di credito di 30 miliardi di euro e con l’estensione della nostra rete commerciale anche dove non siamo presenti, uniamo alla potente capacità finanziaria una indiscussa prossimità territoriale e una rafforzata presenza internazionale. Le sinergie con Confindustria, SACE, Simest e ICE sono l’asse portante di una nuova strategia economica volta a sostenere le imprese e a trasformare l’internazionalizzazione in un percorso strutturale di crescita e competitività”

La nuova iniziativa risponde ai bisogni delle PMI di semplificare e incentivare soluzioni alle crescenti complessità dei mercati globali, puntando alla ridefinizione degli equilibri commerciali attraverso investimenti e nuovi finanziamenti, riduzione di tempi e costi, competenze specialistiche inserite in un sistema integrato di soluzioni finanziarie, assicurative, consulenziali e promozionali al servizio delle imprese, in coerente allineamento con i programmi dell’agenda economica e diplomatica del Paese.

La Divisione Banca dei Territori accompagna lo sviluppo internazionale di ben 90.000 PMI, avvalendosi di una rete di oltre 300 specialisti dedicati all’estero. Una capillarità supportata dalla presenza del Gruppo in oltre 40 Paesi, affiancata da partner locali in 140 territori strategici.

Il patto odierno consolida, inoltre, la collaborazione già siglata nel 2025 con Confindustria, puntando su webinar, roadshow e incontri formativi per diffondere gli strumenti disponibili, mantenendo un filo diretto e un ascolto costante delle esigenze del tessuto imprenditoriale.

“La geopolitica è cambiata profondamente e con essa gli equilibri del commercio internazionale. La sfida per l’industria italiana non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali. Dobbiamo rafforzare la presenza delle nostre imprese nelle filiere internazionali, costruire partnership industriali strategiche, soprattutto con i Paesi emergenti, e cogliere le opportunità offerte dai loro grandi piani di sviluppo e investimento. Gli accordi commerciali sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono strumenti concreti per trasformare le opportunità in crescita, soprattutto per le PMI. Il Patto che sigliamo oggi con Intesa Sanpaolo, SACE, SIMEST e ICE va in questa direzione, rafforzando la capacità del Sistema Paese di accompagnare le imprese sui mercati esteri. Perché essere più forti nel mondo significa avere un’industria più forte in Italia, capace di generare investimenti, sviluppo e occupazione”, ha dichiarato Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria.

Il modello di sostegno dinamico e integrato si articola lungo 5 direttrici principali:

  • Nuovo credito per 30 miliardi di euro messo a disposizione di Intesa Sanpaolo nel prossimo triennio per finanziare le esportazioni, gli investimenti diretti all’estero e i progetti produttivi in Italia funzionali alla crescita internazionale.
  • Partnership bancarie locali grazie alle intese avviate in Francia, India e Brasile (da estendere ad altre geografie emergenti entro il primo semestre 2027) garantiranno un supporto operativo diretto, dalla gestione di incassi e pagamenti al cash management per le controllate o filiali estere.
  • Ricerca di nuovi clienti e partner internazionali: grazie alla collaborazione con ICE e alla nuova piattaforma Connecting Markets della Banca dei Territori, le PMI potranno intercettare partner industriali, clienti e fornitori in oltre 170 Paesi.
  • Supporto agli Investimenti Diretti all’Estero (IDE): l’integrazione tra le soluzioni finanziarie di Intesa Sanpaolo, i prestiti partecipativi e i finanziamenti subordinati di SIMEST, favorirà la creazione di impianti produttivi e hub logistici oltreconfine.
  • Sostegno all’export di beni strumentali e macchinari: per un comparto che vale il 18% dell’export nazionale, debutta una soluzione che permette di anticipare la liquidità sulle forniture a pagamento dilazionato. Lo strumento fa leva sulla Polizza Credito Fornitore di SACE e sui contributi in conto interessi di SIMEST. L’offerta è completata dai servizi di Trading Company, che seguono l’intero processo di fornitura internazionale, dall’acquisto dei beni dell’esportatore italiano alla successiva rivendita al cliente estero, inclusi gli aspetti logistici, finanziari e doganali. Grazie alla partnership con Grenke, sono disponibili, inoltre, soluzioni di noleggio operativo dei beni destinate ai buyer internazionali.

Regina Corradini D’Arienzo, amministratore delegato di SIMEST, dichiara: “L’iniziativa avviata con Intesa Sanpaolo rappresenta un passo strategico per rafforzare il sostegno alle imprese italiane, con particolare attenzione alle PMI, attraverso servizi sempre più mirati e innovativi, in grado di accompagnarle nell’affrontare le sfide dei mercati internazionali. La collaborazione con uno dei principali attori finanziari del Paese consente di mettere a sistema competenze, risorse e strumenti, sviluppando soluzioni personalizzate a supporto dei progetti di crescita internazionale delle imprese, da individuare e valutare insieme fin dalle fasi iniziali, anche a partire da una semplice idea progettuale. In questo quadro, la presenza di SIMEST nelle principali geografie internazionali rafforza ulteriormente la partnership, contribuendo a facilitare l’accesso ai mercati esteri e a orientare le imprese nel superamento delle complessità burocratiche e delle barriere commerciali. L’iniziativa si inserisce pienamente nell’azione coordinata del Sistema Italia che, sotto la guida della Farnesina, vede operare in sinergia CDP, SIMEST, SACE, ICE e le associazioni degli industriali, insieme agli altri attori del sistema finanziario e produttivo nazionale. È attraverso questa capacità di fare sistema, con una visione condivisa e un approccio integrato, che possiamo rafforzare le imprese lungo tutte le filiere, comprese quelle di dimensioni più piccole e non ancora presenti sui mercati esteri, accompagnandole con una vicinanza sempre maggiore verso le concrete opportunità offerte dai mercati internazionali”

L’accompagnamento di Intesa Sanpaolo si concretizza anche attraverso missioni internazionali dirette, permettendo alle PMI di incontrare istituzioni, investitori e partner tecnologici. Dopo le recenti iniziative in Cina, USA ed EAU, spiccano le missioni nella Silicon Valley realizzate insieme a INNOVIT, hub d’innovazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, favorendo l’accesso delle imprese italiane agli ecosistemi tecnologici e finanziari statunitensi.

L’evento di presentazione svoltosi stamattina a Roma è stato aperto da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, che ha presentato i capisaldi dell’accordo per il sostegno alle PMI sui mercati globali. Tra gli interventi, Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, che ha delineato le prospettive dell’economia e il ruolo chiave delle PMI. Hanno poi approfondito strategie e strumenti Barbara Cimmino (Vicepresidente Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti), Regina Corradini D’Arienzo (AD e DG SIMEST), Michele Pignotti (AD SACE) e Matteo Zoppas (Presidente ICE). I lavori si sono conclusi con il dialogo tra Stefano Barrese e il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, i quali hanno ribadito la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra sistema industriale, istituzioni e attori finanziari per spingere la crescita del Made in Italy nel mondo.

“Un Sistema Paese forte rende più forti le imprese all’estero” – ha dichiarato l’Amministratore delegato di SACE Michele Pignotti -. “Quando istituzioni, banca, assicurazione e rappresentanza imprenditoriale lavorano in modo coordinato, le aziende possono contare su più competenze, più relazioni e più strumenti per affrontare le proprie scelte di crescita. Con questa consapevolezza, centrale nel nostro piano strategico SACE50, rinnoviamo il nostro impegno oggi al fianco di Intesa, Confindustria, Simest e ICE: insieme, rendiamo la forza del sistema una risorsa concreta per le imprese, soprattutto per le PMI, e contribuiamo al raggiungimento degli obiettivi di crescita internazionale dell’Italia”.

Matteo Zoppas, Presidente ICE ha dichiarato: “L’accordo con Intesa Sanpaolo e Confindustria rafforza l’operatività del Sistema Paese che ci vede in prima fila nel promuovere l’export delle imprese nazionali con Sace e Simest nell’ambito della Diplomazia della crescita inaugurata dal ministero degli Esteri. Nel 2025 Ice ha sostenuto nel processo di internazionalizzazione quasi 14.000 piccole e medie imprese con un andamento in crescita nell’anno in corso. Il raccordo con il sistema bancario e in particolare con un istituto fortemente radicato nel territorio come Intesa Sanpaolo fornisce ulteriori strumenti e risorse per mirare all’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni entro il prossimo anno indicato dal Governo”.

Le dichiarazioni di Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ad Affaritaliani

“E’ un patto con tutte le associazioni che si occupano di internazionalizzazione nelle loro diverse modalità. Per cui ICE, SACE, SIMEST, e chiaramente poi Confindustria come cappello generale insieme a noi. Da questo punto di vista siamo molto contenti perché si rafforza il lavoro che, come banca, facciamo sull’internazionale attraverso le nostre presenze all’estero, peraltro rafforzate da queste partnership sottoscritte con grandi gruppi bancari internazionali con i quali abbiamo aperto tre corridoi significativi: l’America Latina, in particolare partendo dal Brasile, l’India e poi rafforzando anche la componente europea attraverso una partnership in Francia”, ha dichiarato Barrese.

“Questo è finalizzato a dare anche un sostegno alle nostre aziende per quanto riguarda l’attività di banca commerciale in senso stretto; quindi, non soltanto l’advisory che già facciamo noi. E questo ci consente di accompagnarle, peraltro, con una presenza in loco, senza lasciarle sole nella ricerca di un partner dal punto di vista finanziario. Per quanto riguarda l’attività internazionale abbiamo messo a disposizione un plafond significativo: sono 30 miliardi di credito, che attraverso l’attività legata ai crediti di firma diventano sostanzialmente 60. Questa è la dimostrazione di quello che la banca può fare, ovvero sostenere l’export del nostro Paese, che, come export netto, viaggia intorno a quella cifra”, ha concluso Barrese.

Le dichiarazioni di Michele Pignotti, Amministratore delegato di SACE, ad Affaritaliani

“Questo per noi è un momento molto importante, perché siamo fermamente convinti che le aziende italiane, per continuare a essere competitive nei mercati internazionali, abbiano bisogno di una fortissima collaborazione tra settore pubblico e privato, al fine di creare un “sistema Italia” che metta a disposizione tutta una serie di strumenti fondamentali per la crescita sui mercati internazionali, quali servizi finanziari, servizi assicurativi, servizi di consulenza e di sviluppo delle competenze sulle tematiche dell’export. Quindi questo accordo rappresenta una forte accelerazione in questa direzione e pone l’Italia con una marcia in più rispetto ai competitor internazionali”, ha dichiarato Pignotti. 

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