Intesa Sanpaolo, avanti con l’OPAS su MPS dopo lo stop alle operazioni su Banco BPM, Banca Generali e Mediobanca
Intesa Sanpaolo conferma la prosecuzione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena. La decisione arriva all’indomani dell’assemblea degli azionisti di MPS del 29 ottobre 2026, che non ha approvato alcune delle principali operazioni straordinarie sottoposte al voto, comprese le offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali e la fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca.
A comunicarlo è stata la stessa Intesa Sanpaolo, con una nota diffusa il 30 ottobre 2026, facendo seguito alle indicazioni già fornite al mercato il 3 ottobre. L’esito dell’assemblea senese consente alla banca di confermare la prosecuzione dell’operazione, nonostante la mancata approvazione della fusione con Mediobanca, che rappresentava una delle condizioni inizialmente previste per l’efficacia dell’offerta. La decisione costituisce un nuovo passaggio nelle operazioni di consolidamento del settore bancario italiano, con Intesa Sanpaolo che mantiene il proprio progetto di acquisizione del controllo di MPS, mentre restano da definire i successivi sviluppi societari e regolamentari.
Al centro della comunicazione di Intesa Sanpaolo ci sono le decisioni assunte dall’assemblea straordinaria degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena del 29 ottobre. In particolare, l’assemblea non ha approvato le offerte pubbliche di scambio volontarie sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco BPM e Banca Generali, né i relativi aumenti di capitale necessari per sostenere le operazioni. Non è stata inoltre approvata la proposta di riduzione volontaria del capitale sociale, prevista dall’articolo 2445 del Codice civile, che avrebbe consentito una distribuzione straordinaria di riserve agli azionisti.
Le delibere interessate erano comprese nei punti dal terzo al quinto della parte straordinaria dell’ordine del giorno. L’esito del voto assume particolare rilevanza per l’operazione promossa da Intesa Sanpaolo, che aveva subordinato la propria offerta anche a specifiche condizioni relative alle decisioni societarie di MPS. La mancata approvazione delle operazioni su Banco BPM e Banca Generali permette quindi di confermare, per questi aspetti, il percorso dell’OPAS annunciata nei mesi precedenti.
Un ulteriore elemento riguarda la mancata approvazione della fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, prevista al primo punto della parte straordinaria dell’assemblea. Nel comunicato del 3 ottobre 2026, Intesa Sanpaolo aveva già espresso il proprio orientamento rispetto a questa possibilità, anticipando la disponibilità a rinunciare alla relativa condizione di efficacia dell’offerta. Alla luce dell’esito dell’assemblea, la banca ha confermato formalmente tale decisione.
In particolare, Intesa Sanpaolo ha dichiarato di rinunciare alla condizione prevista dal paragrafo 1.5, punto vii, della comunicazione diffusa l’8 giugno 2026 ai sensi dell’articolo 102 del Testo Unico della Finanza. L’OPAS su Monte dei Paschi di Siena potrà quindi proseguire anche senza l’approvazione della fusione con Mediobanca. Si tratta di un passaggio importante perché elimina uno degli elementi che avrebbero potuto impedire la prosecuzione dell’offerta in seguito al voto degli azionisti. La rinuncia alla condizione non equivale tuttavia al completamento dell’operazione, che resta soggetta alle ulteriori condizioni previste e agli adempimenti applicabili.
La mancata approvazione della fusione non esclude la possibilità di ulteriori operazioni relative a Mediobanca. Nel comunicato, Intesa Sanpaolo precisa infatti che, in caso di perfezionamento dell’OPAS su MPS e qualora ne ricorrano i presupposti, potrebbe essere promossa un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle azioni ordinarie di Mediobanca non detenute né da Monte dei Paschi di Siena né dalla stessa Intesa Sanpaolo. L’eventuale operazione sarebbe effettuata in applicazione degli articoli 106, commi 1 e 3, lettera a), del Testo Unico della Finanza e 45 del Regolamento Emittenti.
La previsione riguarda quindi una possibile conseguenza del completamento dell’offerta su MPS e dell’eventuale sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa. Intesa Sanpaolo mantiene così aperta la possibilità di un successivo intervento sul capitale di Mediobanca, pur in assenza dell’approvazione della fusione societaria.Al momento non si tratta di una nuova offerta già avviata, ma di uno scenario subordinato all’esito dell’OPAS su Monte dei Paschi di Siena e alle condizioni giuridiche che potrebbero determinare l’obbligo di promuoverla.
L’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Monte dei Paschi di Siena, secondo quanto previsto dalla documentazione dell’operazione. In particolare, alla data di riferimento indicata nel comunicato, l’offerta interessa un massimo di 3.037.594.735 azioni MPS, al netto delle 823.448 azioni già detenute da Intesa Sanpaolo. La documentazione contempla anche l’eventualità di un incremento del numero di azioni interessate dall’offerta, fino a un massimo di ulteriori 272.012.804 titoli, nell’ipotesi in cui la fusione con Mediobanca diventasse efficace prima della conclusione del periodo di adesione. Una possibilità che, alla luce della mancata approvazione assembleare, resta legata a eventuali sviluppi successivi.
Prima dell’avvio del periodo di adesione, Intesa Sanpaolo dovrà pubblicare il documento di offerta e il prospetto europeo previsto dalla normativa, contenenti le informazioni necessarie agli azionisti per valutare l’operazione. L’OPAS sarà promossa in Italia, rivolta ai possessori di azioni ordinarie MPS a parità di condizioni, nel rispetto della disciplina nazionale e delle disposizioni applicabili. Intesa Sanpaolo ha infine confermato che continuerà a informare il mercato sugli sviluppi dell’offerta, secondo le modalità e le tempistiche previste dalla normativa.
Il prossimo passaggio sarà dunque legato all’avanzamento dell’iter dell’OPAS e alla verifica delle condizioni necessarie per il suo perfezionamento. Un percorso che, dopo il voto dell’assemblea di Monte dei Paschi di Siena, prosegue con un quadro più definito sulle operazioni societarie escluse, ma con ulteriori sviluppi ancora da seguire per il futuro assetto del gruppo bancario.
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