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L’energia eolica sempre più strategica anche per l’Italia, il ruolo decisivo di utility come Enel

L’impegno del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo attraverso il costante sviluppo di tecnologie e progetti innovativi per la generazione pulita

L’energia eolica sempre più strategica anche per l’Italia, il ruolo decisivo di utility come Enel

Eolico, Enel rafforza gli investimenti: nuovi impianti in Puglia e crescita delle rinnovabili

Il vento soffia sempre più veloce e va in una nuova direzione: da semplice forza naturale diventa energia della trasformazione, utile a sostenere il percorso di decarbonizzazione e a contribuire a costruire un futuro energetico orientato al progresso.

In un contesto in cui la riduzione delle emissioni, la sicurezza energetica e l’indipendenza dalle fonti fossili rappresentano priorità sempre più centrali per gli stati europei, il vento si conferma una delle risorse chiave per il futuro energetico dell’Italia.

L’eolico è oggi una delle principali fonti rinnovabili del Paese. Con oltre 13,6 GW di potenza installata, contribuisce in maniera significativa al fabbisogno elettrico nazionale. La maggior parte degli impianti è concentrata nel Mezzogiorno e nelle isole, dove le condizioni del vento rendono particolarmente efficiente la produzione di energia pulita.

Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) prevede per l’Italia il raggiungimento di circa 28 GW di capacità eolica entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che richiederà un’accelerazione significativa nello sviluppo di nuovi impianti, nel potenziamento delle infrastrutture esistenti e nei processi autorizzativi.

In tale scenario, tra i principali operatori impegnati nello sviluppo delle energie rinnovabili c’è Enel, che negli ultimi anni ha rafforzato in modo significativo la propria presenza nel settore della generazione carbon free. Il vento costituisce una delle componenti essenziali del mix energetico del Gruppo: nel 2025, l’energia eolica rappresenta il 26% della capacità installata rinnovabile complessiva. La crescita è sostenuta da investimenti selettivi e da una strategia industriale che pone le rinnovabili al centro del percorso di decarbonizzazione.

Secondo i dati del primo semestre 2026 oltre l’82% della produzione di energia elettrica totale del Gruppo è stata a zero emissioni, con circa 70,3 GW (da 69,2 GW del 1H2025) di capacità installata carbon free, e la previsione di aggiungere ulteriori 15 GW (tra solare, eolico e bess) grazie anche a 20 miliardi di investimenti previsti tra il 2026 ed il 2028.  

Il vento rappresenta, dunque, una leva strategica ideale per accompagnare la roadmap aziendale verso l’obiettivo Net Zero entro il 2040. Ma accanto ai numeri, il ruolo dell’eolico emerge soprattutto sul territorio, attraverso impianti che rappresentano esempi concreti di integrazione tra produzione energetica, paesaggio e sviluppo dei territori.

In Sicilia, il parco eolico di Gangi, in provincia di Palermo, è uno degli impianti storici del settore. Inaugurato nel 2005, si sviluppa lungo il crinale del Monte Zimmara, nelle Madonie, a 1.250 metri di altitudine. L’impianto è composto da 32 aerogeneratori da 850 kW ciascuno, per una capacità complessiva di 27,2 MW. Tra il 2020 e il 2025 ha prodotto in media circa 54 GWh all’anno, energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 20.000 famiglie. Ogni anno consente inoltre di evitare l’immissione in atmosfera di circa 30.000 tonnellate di CO₂. Gangi rappresenta un esempio di come il vento possa diventare una risorsa stabile per i territori, contribuendo alla decarbonizzazione e alla valorizzazione delle aree interne.

Sempre in Sicilia, il parco eolico di Partanna, in provincia di Trapani, racconta invece la fase più recente dello sviluppo dell’eolico italiano. Inaugurato nel 2021 in contrada Magaggiari, l’impianto è costituito da sei aerogeneratori da 2,4 MW ciascuno, per una potenza complessiva di 14,4 MW. Realizzato in armonia con l’ambiente circostante, produce circa 32 GWh di energia all’anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di circa 10.000 famiglie. La produzione consente inoltre di evitare circa 20.000 tonnellate di CO₂ ogni anno. Partanna rappresenta un esempio di come le nuove installazioni eoliche siano sempre più orientate all’integrazione paesaggistica e alla sostenibilità complessiva degli interventi.

Due impianti diversi per storia, dimensione e contesto, ma accomunati da un elemento centrale: la capacità di trasformare una risorsa naturale come il vento in energia pulita, riducendo le emissioni e contribuendo allo sviluppo sostenibile dei territori.

L’implementazione dell’eolico in Italia passa anche attraverso nuovi investimenti e progetti industriali. In Puglia, Enel ha avviato due iniziative strategiche che entreranno nella fase realizzativa nel corso del 2026: i progetti di Latiano, in provincia di Brindisi, e Serracapriola, in provincia di Foggia. I due impianti porteranno complessivamente circa 90 MW di nuova capacità installata grazie a 15 turbine di ultima generazione.

L’impianto di Latiano punta su sostenibilità e tecnologia. Le torri sono divise in segmenti per semplificare i trasporti e speciali dissuasori acustici proteggono i pipistrelli locali. Inoltre, l’Università del Sannio sta studiando un sistema innovativo per controllare a distanza la tenuta dei bulloni. Una volta in funzione, il sito confluirà ufficialmente nella Guida dei Parchi del Vento di Legambiente, così come quello di Serracapriola. Anche quest’ultimo cantiere adotterà torri segmentate per limitare l’impatto dei trasporti pesanti e sistemi acustici per il monitoraggio e la tutela ambientale dei pipistrelli. Entrambe le installazioni pugliesi stimolano l’economia locale e nazionale attraverso l’acquisto di materie prime sul territorio, l’affidamento dei lavori ad aziende italiane con massima priorità alla manodopera locale.

Parallelamente allo sviluppo di nuovi impianti, Enel prosegue le attività di repowering, che prevedono la sostituzione delle turbine più datate con altre dotate di tecnologie più efficienti. Un approccio che consente di aumentare la produzione di energia rinnovabile utilizzando aree già esistenti, riducendo il consumo di nuovo suolo e migliorando le prestazioni complessive degli impianti.

La tecnologia ha un ruolo importante: riduce tempi, costi e impatto ambientale dei cantieri per gli impianti anche eolici. Un esempio è il progetto OM3GA, finanziato dal PNRR e sviluppato con partner industriali. Questa iniziativa del Gruppo usa la stampa 3D (Additive Manufacturing) per costruire le sottostazioni elettriche, nodi fondamentali della rete progettati per modificare la tensione dell’energia, proteggere i sistemi e distribuire l’elettricità in modo efficiente dai luoghi di produzione fino agli utenti finali. I vantaggi sono netti: si risparmiano la metà del tempo e dei materiali, rivoluzionando la costruzione degli impianti energetici.

Sul fronte della sostenibilità e dell’economia circolare, Enel aderisce al progetto europeo DeRemCo che punta invece a sviluppare soluzioni per il recupero dei materiali compositi delle pale eoliche a fine vita, contribuendo a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale della filiera.

Infine, il rapporto tra innovazione e territorio è al centro anche di WinDesign, il concorso internazionale promosso da Enel con l’obiettivo di ideare turbine eoliche innovative armonizzate con il paesaggio e con le comunità locali. L’iniziativa ha dimostrato come l’innovazione possa essere aperta e partecipativa, registrando un grande successo con il coinvolgimento di oltre 500 proposte provenienti da più di 60 Paesi.

La sfida per l’Italia resta significativa: raggiungere gli obiettivi del PNIEC richiederà un’accelerazione nella realizzazione degli impianti eolici e un sistema autorizzativo più efficiente. 

L’eolico si conferma quindi una delle tecnologie più rilevanti per il futuro energetico del Paese. Il percorso avviato da operatori come il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo attraverso investimenti, innovazione e sviluppo industriale contribuisce a rendere il sistema energetico italiano sempre più sostenibile, competitivo e indipendente.