Opportunità e interventi per i privati, la guida del Dott. Dominici: dai Crediti Tributari al Superbonus 110%
Crediti Tributari, Superbonus 110%, piattaforme online, opportunità per PMI e il nuovo Decreto Sostegni. Non è facile districarsi fra tutte le possibilità a disposizione dei privati e tra la moltitudine di possibili interventi legati al Superbonus. Con questa intervista ad affaritaliani.it, il Dottore Commercialista Christian Dominici illustra una serie di possibilità per i propri clienti, dalle opportunità relative ai Crediti Tributari, per PMI e Start-up, alle tipologie di interventi, trainanti e trainati, legati al Superbonus 110%.
I Crediti Tributari: opportunità per privati e Start up innovative
“In questi anni la Pubblica Amministrazione e soprattutto l’Agenzia delle Entrate hanno fatto un grande sforzo di informatizzazione – ha spiegato il Dott. Dominici –. Questo grande sforzo anche di digitalizzazione è strumentale per conoscere meglio il contribuente, per conoscere meglio e mappare i movimenti di denaro dei contribuenti e delle aziende. Ma è anche strumentale ad iniziate ad avviare un altro corso di collaborazione con i contribuenti. Questi sforzi di informatizzazione e digitalizzazione hanno condotto a dei risultati che fino a qualche anno fa erano impensabili. Noi ormai ci troviamo la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, le spese mediche pre-compilate online e soprattutto abbiamo la possibilità, per alcune tipologie di crediti, di cedere direttamente alcune tipologie di crediti tributari tramite delle piattaforme informatiche che vengono messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che svolge quasi (quasi perché non è proprio così) una funzione di certificazione di questi crediti”.
Nel secondo anno di pandemia, i soggetti che possono fruire dei maggiori benefici dalla valorizzazione dei loro crediti tributari sono i privati, le famiglie con l’utilizzo dello strumento del Superbonus 110% e le Start-up innovative con l’utilizzo degli strumenti di cessione dei crediti IVA e di accesso ai finanziamenti da parte del sistema bancario garantiti al 90% dal Mediocredito Centrale. Per le Start-up innovative ci sono una serie di strumenti che consentono, alle imprese innovative e neocostituite, di ottenere immediatamente uno sprint di liquidità iniziale necessario per perseguire i loro progetti. Si tratta di strumenti “consolidati” come la cessione dei crediti IVA già maturati, e di strumenti “evoluti” come la cessione dei crediti Iva futuri o in corso di maturazione.
I Crediti Tributari, un’opportunità per le PMI
“Dal punto di vista tecnico – ha affermato il Dottore Commercialista –, noi assistiamo le PMI, che vogliono cedere i loro crediti tributari, e assistiamo anche il privato che vuol cedere i propri crediti tributari o che vuole cedere i propri crediti per Ecobonus. Per le piccole medie imprese, nello specifico, il più grande mercato è quello, ancora ad oggi, dei crediti IVA. Il mercato dei crediti IVA vale in Italia circa 2 miliardi di euro, viene quasi interamente acquistato dal sistema bancario, di questi 2 miliardi di euro noi riusciamo ogni anno a vedere circa un miliardo e cento milioni di euro di crediti IVA e quindi abbiamo una visione su gran parte di questo mercato. In questi anni stiamo affinando per le PMI sia il prodotto di cessione credito IVA già maturato, sia quello in corso di maturazione. Il Decreto Sostegni bis, che è in corso di approvazione, permetterà la cessione, anche in questo caso tramite delle piattaforme online, dei crediti di industria 4.0. Sono i crediti che maturano le PMI ma anche le grandi aziende quando acquisiscono nuovi beni ammortizzabili o quando acquisiscono nuovi software. Questa sarà davvero un’altra opportunità importante per il sistema italiano”.
I Crediti Tributari, un’opportunità per le Start-up
“Anche le Start-up meritano un discorso a parte – ha continuato Dominici –. Fino a qualche anno fa i nostri giovani andavano a lavorare prevalentemente nelle grandi imprese, erano affascinati dalle imprese di grandi dimensioni. Poi è arrivato il momento delle grandi società di consulenza internazionali, in cui tutti i giovani volevano andare a lavorare. Oggi, forse anche un po’ a causa della pandemia ma il processo si era innescato già prima, i giovani italiani sono quasi sempre dei giovani indipendenti. Il popolo italiano è un popolo di grandi imprenditori, quindi i giovani cercano di costruire le loro imprese. Si è creato in Italia un grande universo delle Start-up innovative, questo universo è abbastanza tutelato dal sistema legislativo italiano. Noi riteniamo che le più grandi opportunità oggi per le Start-up innovative siano legate alla cessione dei crediti IVA. Anche sulle Start-up siamo attivi nella cessione dei crediti IVA futuri, hanno particolare vantaggio nelle cessioni poiché hanno minori garanzie da prestare, minori vincoli e via dicendo. Hanno anche il grande privilegio, alla fine di quest’anno, di essere assistite da una garanzia del Mediocredito Centrale del 90%. Noi crediamo nelle nuove forme di finanziamento, quindi crowdfunding o il minibond, ma crediamo anche soprattutto che una Start-up innovativa vada seguita e finanziata dal sistema bancario. Il sistema bancario è l’unico che non da vincoli nella gestione e finanzia la crescita in maniera importante e continuativa. Fino alla fine di quest’anno le Start-up saranno finanziabili dal sistema bancario con contributi importanti e con una garanzia Mediocredito Centrale che garantisce sia l’impresa, sia la banca. Anche questa è un’opportunità da non perdere”.
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Il Superbonus 110%
“I clienti prevalenti della nostra attività e del nostro studio sono i clienti bancari o i grandi gruppi industriali – ha spiegato Dominici -. Il Superbonus un po’ alla volta sta decollando come prodotto (non ha ancora i volumi di un prodotto iva quindi di un prodotto consolidato nel sistema) quindi noi assistiamo sia i grandi cedenti, i general contractor che cedono il Superbonus alle banche, e assistiamo le banche che cedono il Superbonus ad altre banche. Si sta in qualche modo creando anche un sistema di assistenza nell’ambito del settore bancario in cui alcune banche intervengono come primi cessionari e altre banche, magari più forti o con un minor costo della liquidità, intervengono anche come secondi cessionari. Ognuna di queste cessioni ha delle particolarità da analizzare e quindi rientra nel nostro ambito anche la cessione da sistema bancario a sistema bancario. Il nostro cliente non è tendenzialmente il privato ma è o il grande condominio o il grande general contractor che cede il Superbonus, quindi di fronte a questi utilizzatori noi ci attiviamo con la richiesta di documenti, con la verifica che tutti gli adempimenti urbanistici siano stati svolti correttamente, e cerchiamo il miglior interlocutore bancario che possa acquisire il credito del Superbonus”.
Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (di seguito “Interventi Superbonus”). Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus). Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. In questo caso si dovrà inviare dal 15 ottobre 2020 una comunicazione per esercitare l’opzione. Il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020. La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è prevista la possibilità di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.
“Il Superbonus 110% è un prodotto abbastanza complesso ma molto appetibile a una percentuale veramente molto elevata di detraibilità – ha continuato il Dottore Commercialista –, si arriva a risparmiare quasi di più, perché poi ci sono delle spese non agevolabili, di quanto speso. Il driver per il contribuente deve sempre essere ‘voglio aumentare il valore del mio appartamento e voglio farlo con il minore costo possibile’. Il Supebonus 110% divide tra interventi trainanti e interventi trainabili. I primi devono essere gli interventi importanti come il cappotto, gli interventi sulle superfici esterne e sul tetto dell’edificio, quindi che conducano a migliorare la categoria energetica dell‘edificio, oppure gli interventi sull’intero sistema di riscaldamento e raffreddamento dell’edificio. I secondi sono gli interventi “minori”, ad esempio la messa a norma dal punto di vista anche dell’accesso delle persone con disabilità o il montaggio di pannelli fotovoltaici; interventi comunque sempre importanti, ma che diventano agevolabili per il Super Ecobonus solo se si sono svolti gli interventi trainanti iniziali. Una parentesi importante da notare è che quest’anno non è cedibile solo il Super Ecobonus 110%, ma continuano a essere cedibili il Bonus ordinario Ristrutturazione al 50-65%, e il Bonus facciata, che è un bonus comunque importante per il rifacimento della facciata e copre il 90% dei costi. Molto spesso ci si concentra sul prodotto Super Ecobonus ma anche i bonus ‘minori’ sono a volte altrettanto e più interessanti. È vero che non hanno percentuali di detraibilità così alte, ma hanno sicuramente meno vicoli da un punto di vista organizzativo e normativo e possono essere fruiti dal contribuente anche con maggiore facilità, quindi non sono interventi assolutamente da trascurare e sono comunque interventi sempre cedibili al sistema bancario”.
Le disposizioni sul Superbonus consentono di fruire di una detrazione del 110% delle spese e si aggiungono a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni dal 50 all’85% delle spese spettanti per gli interventi di: recupero del patrimonio edilizio, in base all’articolo 16-bis del Tuir inclusi quelli antisismici (cd. Sismabonus) attualmente disciplinati dall’articolo 16 del decreto legge n. 63/2013; riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus), in base all’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013. Per questi interventi, attualmente sono riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell’involucro opaco per più del 25% della superficie disperdente o quando con questi interventi si consegue la classe media dell’involucro nel comportamento invernale ed estivo, ovvero quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati congiuntamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico. Altra importante novità, introdotta dal Decreto Rilancio, è la possibilità generalizzata di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (cd. sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Tale possibilità, infatti, riguarda non solo gli interventi ai quali si applica il cd. Superbonus ma anche quelli di recupero del patrimonio edilizio; di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (cd. Bonus Facciate) e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
Con riferimento alla condizione richiesta dalla norma, che gli interventi trainati siano effettuati congiuntamente agli interventi trainanti ammessi al Superbonus, tale condizione è soddisfatta se “le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti”. Questo implica che, ai fini dell’applicazione del Superbonus, le spese sostenute per gli interventi trainanti devono essere effettuate nell’arco temporale di vigenza dell’agevolazione, mentre le spese per gli interventi trainati devono essere sostenute nel periodo di vigenza dell’agevolazione e nell’intervallo di tempo tra la data di inizio e la data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.
Pertanto, se il contribuente ha sostenuto spese per interventi trainanti (ad esempio per il rifacimento del cd. “cappotto termico” o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale) a marzo 2020 e, pertanto, non ammesse al Superbonus, non potrà beneficiare di tale agevolazione neanche per le spese sostenute per la sostituzione delle finestre o per l’installazione di impianti fotovoltaici (interventi trainati) ancorché i relativi pagamenti siano effettuati successivamente all’entrata in vigore delle agevolazioni in commento, ad esempio, a settembre 2020.
Il Decreto Sostegni bis
“Quest’anno abbiamo assistito a un calo della richiesta di liquidità da parte delle PMI mentre l’anno scorso all’inizio della prima pandemia – ha detto Dominici –, le PMI ci hanno richiesto tanta liquidità perché venivano da un periodo di grande attività. Quest’anno la richiesta della cessione dei crediti iva, ma anche di nuova liquidità da parte del sistema bancario è diminuita. questo per noi non è un bel segnale: mentre per le grandi imprese questo segnale può essere comprensibile perché l’anno scorso hanno avuto masse importanti di liquidità dal sistema bancario, per le pmi questo vuol dire che si sta sentendo la crisi, cioè l’imprenditore sta vedendo che la decrescita del pil ma soprattutto la decrescita dei consumi della famiglie sta impattando sulla vita della sua impresa”.
“Il Decreto Sostegni bis porterà il termine delle moratorie al 31/12/2021 e saranno da monitorare molto bene i tempi di recupero sia dal punto di vista degli operatori – ha spiegato in conclusione –, sia dal punto di vista di chi cerca di aiutare le aziende nel reperimento del credito, ma anche da punto di vista dei legislatori e delle banche. Quando si ricomincerà dal primo gennaio dell’anno prossimo a pagare le rate dei prestiti ottenuti per le aziende non sarà facilissimo, non perché non ne abbiamo la forza, ma perché si ritroveranno davanti a un mercato che in questi due anni di pandemia si è ridotto, quindi maggior sforzo va fatto nel far ripartire il mercato delle pmi e far ripartire i consumi da parte delle famiglie, perché senza questi consumi le aziende non riuscirebbero poi a ripagare il debito che hanno contratto in questi anni. Il Decreto Sostegni bis renderà cedibile i crediti di industria 4.0, saranno cedibili tramite piattaforma i crediti per investimenti, nuovo software, nuovi macchinari interconnessi. Anche qui riteniamo di poter fare un bellissimo lavoro con le imprese, comunque il sistema bancario è molto disponibile ad acquistare questa tipologia di crediti, e questo è veramente un credito per la ripartenza, perché bisogna dare fiducia agli imprenditori già nel 2021,anno difficile per tutti, poiché senza questi investimenti non si riparte”.


