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Osservatorio sui consumi Confimprese-Jakala: a settembre il mercato chiude a -0,3%

Resca (Confimprese): “I dati fotografano un consumatore che ha riaperto il portafoglio solo a metà. Non è in ritirata, è in attesa”

Osservatorio sui consumi Confimprese-Jakala: a settembre il mercato chiude a -0,3%
Mario Resca, Confimprese

Consumi, a settembre il mercato chiude a -0,3%: centri commerciali in crescita, soffrono abbigliamento e ristorazione

Il mercato dei consumi registra una flessione contenuta a settembre, pari allo 0,3% a valore rispetto allo stesso mese del 2025, mentre il bilancio dei primi nove mesi dell’anno si attesta a -0,7%. È quanto emerge dall’Osservatorio mensile sui consumi Confimprese-Jakala, che evidenzia un quadro caratterizzato da una maggiore cautela delle famiglie e da una crescente attenzione nella pianificazione degli acquisti.

La sostanziale stabilità del mercato complessivo non indica un’interruzione della spesa, quanto piuttosto un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati a valutare prezzi, convenienza e tempi di acquisto. In questo scenario, i centri commerciali mostrano una maggiore capacità di tenuta grazie alla possibilità di confrontare le offerte, accedere alle promozioni e ottimizzare il tempo dedicato agli acquisti. Il prezzo assume nuovamente un ruolo centrale nelle decisioni di spesa, mentre la fiducia rimane una variabile determinante per il sostegno alla domanda interna.

“I dati del nostro osservatorio“, dichiara Mario Resca, presidente Confimprese, “fotografano un consumatore che ha riaperto il portafoglio solo a metà. Non è in ritirata, è in attesa. Settembre mostra come il clima e l’incertezza possano spostare in poche settimane interi flussi di spesa da un settore all’altro. La domanda c’è, ma è diventata più selettiva, meno prevedibile e molto più sensibile al contesto rispetto al passato. Oggi non manca la voglia di consumare: manca la fiducia necessaria per trasformare l’intenzione di acquisto in spesa stabile. È questo il principale freno alla ripartenza del mercato interno“.

Abbigliamento e ristorazione in difficoltà, cresce l’altro retail

L’andamento dei singoli comparti conferma una distribuzione disomogenea dei consumi. A settembre, abbigliamento e accessori registrano una contrazione del 7,1% su base annua, dopo mesi caratterizzati da una discreta tenuta. Il risultato risente soprattutto delle condizioni climatiche: le temperature ancora elevate hanno ritardato gli acquisti legati al cambio di stagione, penalizzando il settore. Da gennaio a settembre, la flessione del comparto si attesta all’1%.

Anche la ristorazione rimane in territorio negativo, con una diminuzione del 2% rispetto a settembre 2025. Nei primi nove mesi dell’anno il calo è invece dello 0,7%. La maggiore attenzione delle famiglie al budget continua a influenzare i consumi fuori casa, spingendo verso soluzioni più convenienti e una riduzione dello scontrino medio. La domanda non viene meno, ma si orienta verso scelte più attente al rapporto tra prezzo e valore.

Il caldo ha contribuito a ridurre l’affluenza dei consumatori in entrambi i comparti, mentre i centri commerciali hanno risentito meno di questa dinamica, grazie a una maggiore capacità di accoglienza.

Di segno opposto l’andamento dell’altro retail, che comprende cura della persona, ottica, elettronica, telefonia, casa e arredo, servizi ed entertainment. Il comparto cresce del 6,9% a settembre, mostrando come la propensione alla spesa resti presente, pur concentrandosi su categorie considerate utili, funzionali o capaci di offrire una gratificazione immediata. Nel periodo gennaio-settembre, tuttavia, il saldo rimane negativo dello 0,5%. Nel complesso, il mercato registra una variazione del -0,3% a settembre e del -0,7% nei primi nove mesi del 2026, rispetto ai corrispondenti periodi del 2025.

Centri commerciali in controtendenza rispetto a prossimità e high street

L’analisi per canale di vendita evidenzia differenze significative nelle preferenze dei consumatori. I centri commerciali chiudono settembre con una crescita del 2% su base annua, confermandosi il canale con la maggiore tenuta. La possibilità di trovare un’offerta diversificata, confrontare i prezzi e beneficiare delle promozioni contribuisce ad attrarre un consumatore sempre più attento alla convenienza.

Le altre tipologie di canale registrano invece risultati negativi. I negozi di prossimità segnano una flessione dell’1,5%, mentre le high street, ovvero le principali vie commerciali dei centri urbani, arretrano dell’1%. Anche sul bilancio dei primi nove mesi dell’anno i due canali restano in territorio negativo: -1,3% per la prossimità e -1,4% per le high street. I centri commerciali, al contrario, mantengono una variazione positiva dello 0,5%.

Sud in crescita, il Nord e il Centro chiudono settembre in negativo

La distribuzione geografica dei consumi restituisce un quadro altrettanto differenziato. A settembre, il Nord Ovest, registra il calo più marcato, pari al 3,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Segue il Centro Italia, con una flessione del 2,6%, mentre il Nord Est, segna un -2%.

Il Sud è l’unica macroarea a chiudere il mese in positivo, con una crescita dello 0,1%. Il dato conferma una maggiore tenuta dei consumi nel Mezzogiorno, che presenta risultati migliori anche considerando l’intero periodo gennaio-settembre.

Nei primi nove mesi del 2026, infatti, il Nord Ovest registra una diminuzione dell’1%, il Nord Est dell’1,1% e il Centro dello 0,9%. Il Sud si distingue invece con un incremento dello 0,7%, evidenziando un andamento più favorevole rispetto alle altre aree del Paese.

I dati dell’Osservatorio Confimprese-Jakala delineano dunque un mercato in cui la spesa delle famiglie continua a essere condizionata dal clima, dall’incertezza e dalla sensibilità ai prezzi. La tenuta complessiva dipende sempre più dalla capacità dei diversi comparti e canali di intercettare esigenze concrete, offrire convenienza e rispondere a comportamenti d’acquisto diventati più selettivi.

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