Dalla carriera accademica alla guida di Metropolitana di Napoli: visione, governance e innovazione nel racconto del prof. Paolo Carbone
Il magazine Capitalist ha dedicato una lunga intervista al Presidente di Metropolitana di Napoli. Pubblicata sul numero di maggio con copertina dedicata, la conversazione ripercorre il trentennale percorso professionale del prof. Paolo Carbone, dall’avvio della carriera di docente universitario alla presidenza di MN, passando per le esperienze svolte da avvocato cassazionista e consulente di alto profilo in Italia e all’estero. Tra i passaggi più significativi, quello dedicato proprio al ruolo che dal 2022 lo vede a capo dell’azienda che ha modernizzato il sistema trasportistico napoletano, introducendo un nuovo paradigma nella progettazione e costruzione di reti metropolitane.
Questa la risposta del prof. Paolo Carbone alla domanda su come, alla luce delle sue competenze, sta interpretando la carica di Presidente di MN: “È un’esperienza che unisce due dimensioni a lungo parallele della mia vita: quella tecnico-giuridica e quella imprenditoriale, maturata partecipando ai progetti fin dalla programmazione e condividendo il rischio con il cliente. Questo approccio mi ha consentito di dialogare naturalmente con ingegneri e tecnici, costruendo visioni strategiche fondate sulla conoscenza dei mercati. La linea 1 della metropolitana di Napoli non è solo un’infrastruttura di trasporto, ma molto di più: è la metropolitana dell’Arte, dell’Architettura e dell’Archeologia, trasformazione di un tradizionale ‘non luogo’ in spazio sociale, culturale e turistico, un modello oggi copiato anche all’estero. Questa prospettiva si declina, su un piano più ampio che ha preso forma durante la mia presidenza, con la collaborazione strutturata tra le metropolitane italiane: è nato così il Comitato Metronet (interlocutore stabile del Ministero dei Trasporti), ove MN assume un ruolo significativo e riconosciuto internazionalmente. Abbiamo adottato in MN il primo bilancio non finanziario volontario, integrando la sostenibilità nella governance. Contribuire all’immagine della propria città d’origine, spesso descritta in modo riduttivo ma capace di eccellenze, è una soddisfazione particolare. Per questo serbo gratitudine a chi mi ha affidato questa carica, anche perché, senza saperlo, con MN, la mia originaria passione archeologica ha chiuso un cerchio: gli scavi della metropolitana hanno restituito alla città scoperte straordinarie”.
Facendo tesoro delle diverse competenze maturate, il prof. Paolo Carbone si è poi soffermato sul rapporto tra opere pubbliche, burocrazia e governance, individuando i principali nodi da sciogliere. “C’è la stratificazione normativa: sullo stesso cantiere convivono ancora regole stratificate che hanno effetti dilatatori sui tempi; l’amministrazione difensiva: la ‘paura della firma’ rallenta le opere strategiche più delle norme. Infine, un nodo culturale: pubblico e privato continuano spesso a guardarsi con sospetto invece che come partner orientati al risultato. Queste scelte, spesso, dipendono dalla qualità degli uomini e non sono una costante di efficienza nell’interesse del Paese. La metropolitana dell’Arte di Napoli ha dimostrato negli anni ‘90, a contrario, che la cooperazione può produrre eccellenze riconosciute nel mondo; ciò è emerso nel convegno del 20 ottobre 2025 al Maschio Angioino da me organizzato per celebrare il mio predecessore Gianegidio Silva. Guardando al futuro, vedo tre direttrici: il passaggio da un diritto sanzionatorio ad uno promozionale con meccanismi premiali e fiducia istituzionale: una transizione che il nuovo Codice degli appalti ha avviato — con i principi del risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato — ma che richiede tempo per essere metabolizzata; l’integrazione strutturale dei criteri ESG nella regolazione pubblica; la convergenza tra governance e tecnologie abilitanti, che imporrà di ripensare trasparenza e responsabilità anche in chiave algoritmica. Un diritto più progettuale: leva di sviluppo e non freno“.

