Utilitalia, Dal Fabbro a Borsa Italiana: mercato dei capitali decisivo per finanziare investimenti, resilienza e sicurezza delle infrastrutture
Non basta più costruire reti, impianti e infrastrutture: oggi la vera sfida, per le utilities italiane, è trovare le risorse per farlo. Con la stagione del PNRR avviata alla conclusione, acqua, energia e ambiente entrano in una fase nuova, in cui il mercato dei capitali è chiamato a sostenere investimenti essenziali per la sicurezza dei territori e la competitività del Paese. È il tema al centro dell’incontro “Finanziare il futuro delle Utilities”, ospitato oggi a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, e promosso in collaborazione con Utilitalia.
A mettere il punto sulla sfida è stato Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia e di Iren, intervenuto con un keynote speech dedicato agli investimenti strategici del settore. Il messaggio è chiaro: dopo anni in cui il PNRR ha garantito risorse importanti, il sistema deve prepararsi a una fase nuova, nella quale il mercato dei capitali e gli strumenti di funding avranno un ruolo decisivo.
Le utilities, ha ricordato Dal Fabbro, operano nei servizi essenziali dei territori: portano acqua a cittadini, industrie e agricoltura, producono e distribuiscono energia, gestiscono il ciclo dei rifiuti e contribuiscono alla tutela dell’ambiente. Sono quindi al centro non solo della transizione ecologica, ma anche della sicurezza infrastrutturale del Paese.
Il nodo più urgente è l’acqua. L’Italia è la seconda potenza agroalimentare d’Europa dopo la Francia, ma non dispone della stessa ricchezza idrica. La scarsità d’acqua, ha osservato Dal Fabbro, non riguarda più soltanto il Sud: anche la Pianura Padana è sempre più esposta a stress idrico, con conseguenze dirette su colture strategiche come il riso. Per questo servono investimenti in reti, impianti, depurazione e nuove soluzioni, compresa la desalinizzazione. Ma i tempi sono lunghi: per realizzare le infrastrutture necessarie occorrono autorizzazioni, cantieri, forniture e anni di lavoro.
Non c’è solo il clima. Le reti idriche, energetiche e ambientali sono ormai sistemi digitali e interconnessi. Questo le rende più efficienti, ma anche più vulnerabili agli attacchi cibernetici. Per Dal Fabbro, investire nella resilienza delle infrastrutture significa affrontare una questione di sicurezza nazionale, non un semplice tema industriale.
I numeri spiegano la portata della sfida. Nel settore idrico servirebbero circa 6 miliardi di euro l’anno di investimenti, mentre le tariffe ne coprono oggi circa 4 miliardi. Mancano dunque 2 miliardi all’anno, risorse necessarie per ridurre le perdite delle reti, digitalizzare gli impianti, rafforzare acquedotti, fognature e depuratori e adattare le infrastrutture agli effetti del cambiamento climatico.
Da qui il confronto in Borsa Italiana, che ha riunito istituzioni, regolatori, operatori finanziari e imprese. Dopo i saluti introduttivi di Fabrizio Testa, CEO di Borsa Italiana – Euronext Group, il programma ha previsto panel dedicati alle semplificazioni normative, alle nuove opportunità di funding sui mercati italiani e alle esperienze delle utilities sul mercato obbligazionario, con rappresentanti di CONSOB, Euronext, Iren, Acque Venete e Dolomiti Energia.
La conclusione è che la sfida non è soltanto industriale. Per garantire acqua, energia, ambiente e sicurezza ai territori servirà un nuovo patto tra imprese, finanza e istituzioni. Perché la resilienza del Paese passa anche dalle reti invisibili che ogni giorno ne tengono in piedi la vita quotidiana.
La dichiarazione di Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia e Iren
“Il settore delle utilities ha tratto grandi benefici dalle risorse del PNRR, ma le sfide che abbiamo di fronte restano numerose. Gli eventi meteorologici estremi, ci impongono di investire nella resilienza delle reti elettriche ed idriche, mentre la crescente digitalizzazione delle infrastrutture rende i sistemi più esposti ai rischi di attacchi informatici. Sul fronte dei rifiuti, l’Italia rappresenta un’eccellenza nel recupero e nel riciclo, ma permane un divario territoriale significativo: nel Mezzogiorno mancano ancora impianti di termovalorizzazione.
Per affrontare queste sfide sono necessari investimenti per circa 20 miliardi di euro, e la finanza può svolgere un ruolo determinante. Come Utilitalia stiamo lavorando a un basketbond, cioè a un modello che consenta a più imprese di aggregarsi, realizzare un’emissione obbligazionaria congiunta e inserirla in un basket di bond. Con il supporto di garanzie da parte di SACE, BEI e CDP, questo strumento consentirebbe di ridurre i costi di finanziamento e facilitare l’accesso al mercato dei capitali, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute. Abbiamo già presentato il progetto nel corso della nostra Assemblea e stiamo lavorando al lancio di un caso pilota”
L’intervista di Affaritaliani a Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia e Iren
Finanziare il futuro delle utilities: di che cosa si parlerà oggi?
“Oggi parleremo di come finanziare gli investimenti futuri dei prossimi cinque-dieci anni in settori come l’acqua, l’ambiente e l’energia. È una sfida importante perché, con la fine del PNRR nel 2026, verranno meno fondi significativi che negli ultimi anni sono affluiti in Italia. Oggi ragioneremo sugli strumenti finanziari più disponibili e più adeguati per sostenere questo sviluppo. Le utilities in Italia coprono un settore economico importante: rappresentano oltre il 10% del PIL nazionale, investono nel Paese e sui territori, forniscono acqua ed energia e gestiscono servizi ambientali per i cittadini. Si tratta quindi di settori essenziali, vitali per l’economia e per la vita quotidiana. Abbiamo la responsabilità di farlo bene e nei tempi giusti. Ora dobbiamo trovare le risorse finanziarie necessarie per abilitare tutto questo. Questa è la sfida che abbiamo di fronte: una sfida che ha delle soluzioni. Oggi presenterò un possibile scenario, lo discuteremo e ci confronteremo con tutti gli operatori“.
Per quanto riguarda le sfide del cambiamento climatico che stiamo affrontando, quanto è importante il ruolo delle utilities e del loro sviluppo?
“Oggi le utilities si trovano al crocevia tra sviluppo economico, rispetto e protezione dell’ambiente. Ci occupiamo di ambiente, quindi di recupero dei rifiuti, ma anche di acqua, depurazione e rischio idrogeologico. Ci occupiamo inoltre di energia: siamo quindi pienamente coinvolti e, credo, anche abilitatori della soluzione. Per esempio, quando si fa politica sull’acqua, si può contribuire anche a risolvere, almeno in parte, il problema del rischio idrogeologico. Quando si parla di energia, si pensa alla produzione energetica, ma anche alla possibilità di affrontare il problema ambientale attraverso le rinnovabili. Siamo dunque parte dell’equazione della sostenibilità. Siamo frontrunner, siamo davanti agli altri, e dobbiamo avere, con senso di responsabilità, la capacità di finanziare questo sviluppo in modo sostenibile: economicamente, non solo ambientalmente. Tutto questo deve avvenire anche con la condivisione e il supporto dei cittadini“.

