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Economia
La sfida per il nuovo ‘Rinascimento economico’

Sostituire il termine crisi con cambiamento. Il Paese sta subendo una trasformazione dalla quale non si torna indietro. Da qui nasce l'idea del convegno Nazionale dal titolo: “La sfida per il nuovo ‘Rinascimento economico’” che si è tenuto presso il Teatro nel Teatro della Filarmonica di Corciano organizzato dalla ESG89. A portare il saluto sono stati diversi rappresentanti delle Istituzioni umbre, tra cui la Presidenza della Provincia di Perugia che ha sottolineato come: “il Centro Studi Economico Finanziario ESG89, organizzi sempre questi momenti di riflessione importanti per la crescita economica Italiana. In questo periodo di cambiamento è importante vedere nei numeri quale è la fotografia di questo grande paese che si appresta a vivere una fase di rinascita”.

A partecipare sono stati: Giovanni Giorgetti ESG89 Group, Sen. Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, Brunello Cucinelli Presidente Brunello Cucinelli SPA, Matteo Marzotto Presidente Fiera di Vicenza, Uberto Fornara Gruppo Cairo Editore, Ignazio di Pace Ambasciatore padiglione italia Expo2015, Marco Felisati Vice Direttore Europa e internazionalizzazione Confindustria. In apertura Giovanni Giorgetti ha ricordato Valter Baldaccini Fondatore di Umbria Cuscinetti, recentemente scomparso. Le 10.750 aziende migliori d'Italia sono così divise: 6.600 con fatturato tra 5-50 milioni di euro, 2.800 tra 10-25 e 1.400 con più di 100 milioni di fatturato. Dal 2009 al 2013 si sono persi circa 7 punti di Pil e l'equilibrio del mondo si sta spostando verso i paesi emergenti infatti, la previsione del Pil della più grandi economie nel 2050, vede la Cina con 45.000 Mld sorpassare gli Stati Uniti che si attestano ai 35.000 mld. L'Italia, la Germania e la Francia insieme potranno ambire forse ad un quinto posto. Un ultimo dato risulta inquietante l'istruzione Italiana è ancora molto bassa rispetto alla media Europea. L'Italia da sempre è considerata come il paese del saper fare ma ora dobbiamo puntare anche ad essere il paese del ‘sapere’ perchè tramite quest'ultimo si crea innovazione. Quello che serve? - conclude Giorgetti - un buon mix tra cultura, innovazione e comunicazione oltre che a imprenditori coraggiosi che mettano il cuore in quello che fanno e avendo fiducia nel futuro”.

“Non mi piace – ha affermato Cucinelli - la definizione di 'eroi' per noi imprenditori: siamo delle persone normali che sanno fare il proprio lavoro. Credo che l'imprenditore debba capire bene quali sono le produzioni che possono essere ideate e realizzate in Italia e quali invece possono essere ideate in Italia ma prodotte all'estero. Si parla tanto della 'creatività' quella cosa che rende diverso, quasi unico, un prodotto, ma questa ha bisogno di luoghi di lavoro ottimali e compensi idonei. Non si può pensare di vendere un prodotto ad un prezzo alto e poi dare 900 euro al mese alle maestranze; non si crea motivazione”. Sulla sua amata regione Cucinelli afferma:”vivere in Umbria è un privilegio il nostro territorio e la qualità di vita che ci offre il cuore verde d'Italia, non hanno prezzo”. A parlare di comunicazione d'impresa è stato Fornara: “da editore credo che la comunicazione per una piccola media impresa sia il segreto del successo. In questi anni la crisi c'è stata e si è sentita ma le aziende che hanno risposto meglio sono quelle dove l'imprenditore ha creduto nella comunicazione, lavorando sulla creazione di 'marchio' uscendo così dalla competizione basata solo sul prezzo che ormai sta abbassando la qualità e uniformando i prodotti”.

Un tema importante toccato nel dibattito è stato quello di Expo2015 una opportunità per l'imprenditoria Italiana, ma anche una vetrina importante per il patrimonio artistico culturale impareggiabile che l'Italia possiede. “Le notizie di oggi – ha spiegato Di Pace - sull'illegalità di alcuni appalti legati all'Expo, creano un alone di sfiducia in questa che è una vera opportunità per il nostro paese. Expo2015 porterà il mondo a venire da noi senza che le nostre imprese si spostino verso il mondo. L'immagine che vogliamo far passare nel padiglione Italia è quella di una nazione bellissima piena di arte e cultura ma anche fiera della proprie tradizioni e pronta ad aprirsi con entusiasmo al futuro”. “Capisco che l'illegalità – ha affermato la Sen. Fedeli - faccia eco, ma credo che l'informazione dovrebbe occuparsi di dare notizie positive come nei dati della ESG89 che rilevano, con una ricerca di mercato, che il 33% vede nel governo attuale un futuro positivo, il 32% da fiducia al governo condizionandola alle riforme, mentre il 24% vede il biennio futuro pessimo. Questa volontà di cambiamento gli italiani la sentono. Io sono senatrice e da dentro, insieme a molti colleghi, stiamo cercando di far capire che il Senato delle Regioni è il cambiamento giusto. Ci sono tanti conservatori ma anche tanti innovatori. L'economia ha bisogno di trasparenza del prodotto e di comunicazione delle eccellenze che nel nostro paese sono tantissime, il tutto va legato ad una azione di anticontraffazione che permetta al consumatore di fidarsi del marchio Italia”. A chiudere gli interventi è stato Felisati dichiarando: “speriamo che le 'Best Companies' aumentino e facciano da traino alla rinascita economica. Agli imprenditori serve uno sgravio del carico fiscale, una semplificazione legislativa e delle buone 'condizioni quadro' che non sono altro che infrastrutture viarie e ammodernamenti che solo il Governo di un paese può dare”.

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