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Economia
Crescita, Ocse: "Italia in coda al G7", Ma migliorano le stime

L'Italia resta il Paese del G7 con le prospettive di crescita piu' basse. E' quanto emerge dall'ultimo 'Interim Economic Assessment' dell'Ocse che, in compenso, ha rivisto al rialzo le stime sul Pil della penisola. Secondo gli ultimi dati dell'organizzazione di Parigi, la nostra economia si e' contratta dello 0,1% su base annuale nel terzo trimestre del 2013 ed e' cresciuta dello 0,5% nel quarto trimestre. Nell'Interim Assessment dello scorso settembre, l'economia italiana era stata stimata in calo dello 0,4% nel terzo trimestre e dello 0,3% nel quarto. Si tratta, per una volta, di un'eccezione positiva, in quanto le stime sulla crescita delle altre grandi economie europee sono state riviste al ribasso.

A preoccupare sono pero' le previsioni per il 2014: a fronte di una crescita tendenziale dello 0,7% nel primo trimestre, l'Ocse prevede una brusca frenata nel secondo trimestre, quando l'economia italiana e' stimata in crescita di appena lo 0,1%, largamente al di sotto della media di un G7 dove, se Usa e Giappone hanno ricominciato a correre, e' l'Eurozona nel suo complesso ad avere il fiatone, per via di una disoccupazione che resta inchiodata a livelli troppo elevati, nonostante i primi, timidi segnali di ripresa, e dello spettro della deflazione che aleggia soprattutto sui membri piu' deboli dell'unione monetaria.

"Nonostante l'attivita' economica nell'Eurozona appaia in miglioramento, finora cio' e' avvenuto in ritardo e a un ritmo piu' lento rispetto alle altri grandi economie", sottolinea l'Ocse, "in particolare, laddove la disoccupazione sta calando altrove, essa e' rimasta invariata a livelli ostinatamente alti nell'Eurozona". "Anche le dinamiche dell'inflazione evidenziano la relativa debolezza della domanda nell'area euro", si legge ancora nel documento, "se il Giappone sembra finalmente uscire dalla deflazione e l'inflazione negli Usa dovrebbe tornare verso l'obiettivo del 2%, l'inflazione nell'Eurozona e' scesa ulteriormente sotto gli obiettivi ed e' probabile resti molto bassa per un lungo periodo, dal momento che la ripresa sta appena iniziando ad assestarsi". "Inoltre", conclude l'organizzazione di Parigi, "l'inflazione e' vicina allo zero in molti Stati membri dell'area euro e negativa in alcuni di essi, con la deflazione che minaccia di prendere piede in alcuni Paesi della periferia dell'area". In un contesto simile, secondo l'Ocse, la Bce dovrebbe aumentare gli stimoli monetari e i governi dell'Eurozona dovrebbero moderare il ritmo del consolidamento fiscale, anche alla luce dei notevoli progressi raggiunti lo scorso anno, per aumentare le prospettive di crescita.

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