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Economia

Secondo l'Ocse il debito pubblico dell'Italia e' destinato a salire al 131,5% del Pil nel 2013 e al 134,2% del Pil nel 2014 e rischia di aumentare ulteriormente senza ulteriori interventi di consolidamento, o in assenza da operazioni di privatizzazione nel 2014. Le previsioni dell'Ocse sono piu' pessimiste rispetto a quelle stimate dal governo nel quadro macroeconomico contenuto nel Def presentato ad aprile.

Anche  il rapporto deficit/pil è visto in aumento, al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014: "L'indebitamento netto - spiega l'Ocse nel rapporto sull'Italia presentato oggi - risulta peggiore rispetto alle stime del governo a causa delle prospettive di crescita piu' deboli". Nel quadro macroeconomico contenuto nel Def presentato in aprile, il governo stima un deficit al 2,9% del Pil nel 2013 e all'1,8% del Pil nel 2014.

L'economia italiana "potrebbe frenare" nei prossimi mesi e "non dovrebbe iniziare a crescere prima del 2014"., è la previsione nella quale si parla di una contrazione del Pil dell'1,5% nel 2013 e una crescita dello 0,5% nel 2014. Si tratta di dati piu' pessimisti rispetto al -1,3% di quest'anno e al +1,3% del 2014, stimati dal governo nel quadro macroeconomico contenuto nel Def, presentato ad aprile. Secondo l'Ocse "gli effetti positivi della serie di ampie riforme dal lato dell'offerta adottate a partire dalla fine del 2011, richiederanno tempo per materializzarsi, a causa del clima di scarsa fiducia, del ritmo lento della ripresa negli altri paesi e della necessita' di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale. Il piano annunciato ad aprile 2013 di ridurre significativamente i debiti arretrati della Pubblica Amministrazione e' benvenuto. L'impatto sulla crescita pero' e' incerto, per cui in queste previsioni e' inclusa una stima conservativa".

L'Ocse prevede anche che la disoccupazione cresca all'11,4% quest'anno e all'11,8% nel 2014, mentre il costo del lavoro resta su livelli moderati a +0,2% nel 2013 e a +0,1% nel 2014. In decelerazione l'inflazione che si attestera' all'1,9% quest'anno e scendera' allo 0,9% nel 2014. L'Ocse precisa, nel suo rapporto sull'Italia, presentato oggi, che la stima di un debito pubblico attorno al 134% del Pil a fine 2014 esclude l'impatto dal gettito proveniente dalle eventuali privatizzazioni, ma tiene conto delle garanzie dell'Italia al Fondo europeo di stabilita' Finanziaria, dell'ammontare del prestiti bilaterali alla Grecia e della partecipazione al capitale del Meccanismo Europeo di Stabilita', nonche' della riduzione dei debiti arretrati. Inoltre l'Ocse segnala che il debito "potrebbe aumentare ulteriormente qualora non si prosegua con ulteriori interventi di consolidamento e/o in assenza di entrate provenienti da operazioni di privatizzazione nel 2014%.

Per questo in Italia "e' impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione". E' possibile invece l'eliminazione delle agevolazioni fiscali per incrementare la base imponibile dunque un ritocco delle aliquote marginali "senza impatto sulle entrate".

Un asperanza però c'è: l'Italia puo' uscire dalla recessione gia' nel 2013. Anche se, con un debito vicino al 130% del Pi,l il nostro paese rischia e rimanere esposto agli umori dei mercati. "L'Italia - si legge nel rapporto dell'Ocse - ha avviato un ambizioso programma di riforme volto a ripristinare la sostenibilita' delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungo termine. Assieme alle misure intraprese a livello dell'area euro, questi auspicati interventi hanno ridotto i rischi di rallentamento economico e potrebbero aiutare l'Italia a uscire dalla recessione gia' nel corso del 2013. Tuttavia, con un rapporto debito pubblico/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante, l'Italia rimane esposta ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari".

Sul fronte del risanamento di bilancio, al fine di frenare l'aumento del debito e ricondurlo verso una traiettoria discendente, cercando al tempo stesso di utilizzare al meglio le limitate risorse per proteggere le fasce piu' deboli, secondo l'Ocse, il governo italiano deve "puntare su un bilancio pubblico in pareggio o leggermente in avanzo e attuare al tempo stesso una serie di riforme strutturali tese a favorire la crescita e l'istituzione di un nuovo sistema di indennita' di disoccupazione". "Nuovi restrizioni di bilancio - scrive l'Ocse - avrebbero effetti transitori negativi sulla produzione, ma consentirebbero di ridurre il debito in tempi piu' rapidi e di attenuare, di conseguenza, il rischio di nuove reazione negative da parte dei mercati finanziari". Piu' nel dettaglio "le misure di bilancio dovrebbero concentrarsi sul contenimento della spesa pubblica e un processo continuo di valutazioni delle politiche pubbliche dovrebbe mirare a migliorarne l'efficienza. E' ugualmente possibile - aggiunge il rapporto dell'Ocse - ristrutturare il sistema fiscale per ridurre le distorsioni, in particolare tramite la riduzione delle agevolazioni fiscali". Sul fronte della riforme strutturali l'Osce segnala che le future riforme dovranno "rimuovere le restrizioni ancora esistenti nel settore dei servizi professionali e dei servizi pubblico e promuovere l'inclusione nel mercato del lavoro". A tal fine, "occorrera' assistere i lavoratori nella ricerca di lavoro e nella formazione e fornire un sostegno al reddito dei disoccupati, le cui famiglie sono esposte al rischio di un aggravamento della poverta' a causa di una recessione prolungata". L'Ocse insiste anche sulla necessita' di promuovere riforme in materia di pubblica amministrazione e di giustizia civile, in particolare per "rimuovere i principali ostacoli ancora esistenti nell'ambiente in cui si muovono le imprese", per quanto riguarda la semplificazione del sistema giudiziario e approvando la legge anticorruzione.

L'Ocse lancia anche l'allarme sulla disoccupazione giovanile, che in Italia "e' molto elevata" e invita il governo a "migliorare la transizione della scuole al mondo del lavoro per migliorare la formazione di capitale umano e ridurre il tasso di disoccupazione giovanile".  Riguardo alla riforma del lavoro, si raccomanda di "promuovere un mercato del lavoro piu' inclusivo, per migliorare l'occupabilita' tramite un maggiore sostegno alla ricerca del lavoro e alla formazione, estendendo allo stesso tempo la rete di protezione sociale, invece di cercare di migliorare i posti di lavoro esistenti". Inoltre l'Ocse raccomanda di "promuovere l'allargamento dell'accordo attuale tra le parti sociali in modo da garantire un migliore allineamento dei salari all'andamento della produttivita', al fine di ripristinare la competitivita'". L'Ocse chiede anche di "prevedere di ridurre l'indennita' risarcitoria minima in caso di licenziamento illegittimo e determinarla in funzione degli anni di servizio".

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