BANNER

La ripresa c'è. "Fiacca" ma c'è. Nel 2014 il Pil aumenterà dello 0,6%. L'organizzazione "riamnda" il governo Letta. L'esecutivo sta proseguendo sulla strada del consolidamento fiscale, ma non è ancora riuscito a frenare il debito pubblico. "Per garantire un rapido declino del debito, potrebbero essere necessarie nuove misure di aggiustamento". In altre parole: una manovra fatta di tagli, perché il debito, per il quale siamo stati bocciati da parte della Commissione Ue che chiede un ridimensionamento già dal prossimo anno, dovrebbe invece salire al 133,2% del Prodotto nel 2014, poi in calo al 132,6% in 2015.

"Il ritorno alla crescita è sostenuto dalle esportazioni". Ma una riduzione dell'occupazione, bisognerà aspettre ancora. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire ancora: nel 2014 sarà al 12,4%. Ancora nel 2015, i livelli occupazionali saranno paragonabili a quelli registrati nel 2013. La luce si vede, ma il tunnel è ancora lungo. Sempre che "la salute del sistema bancario" e "il restringimento del credito" non "compromettano" la ripresa prevista.

Per ora i rischi non arrivano certo dall'inflazione. L'Ocse benedice l'intervento di Mario Draghi. Se un rischio c'è, sottolinea l'organismo parigino, sta nella deflazione. La politica della Bce dovrà restare quindi "molto accomodante". L'Italia non fa eccezione: i prezzi resteranno deboli, con un tasso di inflazione che scenderà dall'1,4% del 2013 all'1, 3% nel 2014 e all'1% nel 2015. Conferma di una domanda interna che stenterà a rinvigorirsi da qui ai prossimi due anni.

La pacca sulla spalla di Draghi è una sberla per la Germania. E non è l'unica. Dopo Bruxelles, anche l'Ocse si è finalmente resa conto che il surplus tedesco è un problema centrale nell'equilibrio comunitario. "Il fatto che Berlino mantenga il suo surplus della bilancia corrente al 7% non va solo a danno dell'eurozona". Lo ha affermato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, durante la presentazione dell’Economic outlook. Se la Germania avesse sostenuto in modo più ampio la propria domanda, ha aggiunto, "l’eurozona avrebbe vissuto un riequilibrio più morbido" e con un impatto meno pesante sulla disoccupazione.

2013-11-19T12:12:24.527+01:002013-11-19T12:12:00+01:00truetrue1066116falsefalse3Economia/economia4130806214662013-11-19T12:12:24.587+01:0010662013-11-19T16:58:53.52+01:000/economia/ocse-surplus-germania191113false2013-11-19T16:54:01.123+01:00308062it-IT102013-11-19T12:12:00"] }
A- A+
Economia
soldi

BANNER

La ripresa c'è. "Fiacca" ma c'è. Nel 2014 il Pil aumenterà dello 0,6%. L'organizzazione "riamnda" il governo Letta. L'esecutivo sta proseguendo sulla strada del consolidamento fiscale, ma non è ancora riuscito a frenare il debito pubblico. "Per garantire un rapido declino del debito, potrebbero essere necessarie nuove misure di aggiustamento". In altre parole: una manovra fatta di tagli, perché il debito, per il quale siamo stati bocciati da parte della Commissione Ue che chiede un ridimensionamento già dal prossimo anno, dovrebbe invece salire al 133,2% del Prodotto nel 2014, poi in calo al 132,6% in 2015.

"Il ritorno alla crescita è sostenuto dalle esportazioni". Ma una riduzione dell'occupazione, bisognerà aspettre ancora. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire ancora: nel 2014 sarà al 12,4%. Ancora nel 2015, i livelli occupazionali saranno paragonabili a quelli registrati nel 2013. La luce si vede, ma il tunnel è ancora lungo. Sempre che "la salute del sistema bancario" e "il restringimento del credito" non "compromettano" la ripresa prevista.

Per ora i rischi non arrivano certo dall'inflazione. L'Ocse benedice l'intervento di Mario Draghi. Se un rischio c'è, sottolinea l'organismo parigino, sta nella deflazione. La politica della Bce dovrà restare quindi "molto accomodante". L'Italia non fa eccezione: i prezzi resteranno deboli, con un tasso di inflazione che scenderà dall'1,4% del 2013 all'1, 3% nel 2014 e all'1% nel 2015. Conferma di una domanda interna che stenterà a rinvigorirsi da qui ai prossimi due anni.

La pacca sulla spalla di Draghi è una sberla per la Germania. E non è l'unica. Dopo Bruxelles, anche l'Ocse si è finalmente resa conto che il surplus tedesco è un problema centrale nell'equilibrio comunitario. "Il fatto che Berlino mantenga il suo surplus della bilancia corrente al 7% non va solo a danno dell'eurozona". Lo ha affermato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, durante la presentazione dell’Economic outlook. Se la Germania avesse sostenuto in modo più ampio la propria domanda, ha aggiunto, "l’eurozona avrebbe vissuto un riequilibrio più morbido" e con un impatto meno pesante sulla disoccupazione.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
ocsegermaniaripresa
i più visti
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia


casa, immobiliare
motori
Opel Astra Sports Tourer fa un salto nell’era elettrica e del design

Opel Astra Sports Tourer fa un salto nell’era elettrica e del design

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.