Economia
Mercosur, via libera della maggioranza dei paesi Ue all’accordo. L'Italia ci ripensa e fa la differenza: promesse più tutele agli agricoltori
Il sostegno è arrivato nel corso della riunione del Coreper, il comitato che riunisce gli ambasciatori dei 27 Stati membri

Mercosur, primo via libera all'accordo: Meloni cambia idea e fa la differenza. Europa spaccata, ira di Macron: "La storia non è finita"
Primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il sostegno è arrivato nel corso della riunione del Coreper, il comitato che riunisce gli ambasciatori dei 27 Stati membri. Durante l’incontro, la presidenza di turno dell’Ue, affidata a Cipro, ha constatato un “ampio sostegno” da parte delle delegazioni, sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per approvare il pacchetto relativo alla firma e all’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad interim (iTA) e dell’accordo di partenariato (Empa) con il Mercosur.
Alla luce di questo risultato, la presidenza ha deciso di avviare la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni, attesa nel pomeriggio. La procedura dovrebbe concludersi entro le 17, con la possibilità di eventuali modifiche. Una volta completato il passaggio formale, la Commissione europea potrà procedere alla firma dell’accordo con i Paesi del Mercosur nei prossimi giorni che, da programma, dovrebbe avvenire il 12 gennaio, quando Ursula von der Leyen volerà in Paraguay.
Nel corso della stessa riunione, gli ambasciatori hanno inoltre confermato l’intesa provvisoria raggiunta a dicembre con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia bilaterali. In particolare, è stata approvata una modifica significativa: la soglia per l’avvio di indagini sui prodotti agricoli sensibili, in caso di possibili turbamenti del mercato, è stata abbassata dall’8% al 5%, come richiesto dall’Italia per garantire una maggiore tutela agli agricoltori.
L’accordo commerciale è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza qualificata degli Stati membri. Cinque Paesi - Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda - hanno votato contro l’intesa, mentre il Belgio si è astenuto. Spetterà ora alla presidenza cipriota dell’Ue informare formalmente il Parlamento europeo dell’adeguamento sulle clausole di salvaguardia.
Meloni: "Accordo da grandi potenzialità"
Sul via libera dell’Italia è intervenuta anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in conferenza stampa ha rivendicato un approccio “pragmatico e non ideologico” all’accordo. "Non ho mai avuto una preclusione ideologica nei confronti del Mercosur - ha spiegato -. La questione non è essere favorevoli o contrari ai rapporti di libero scambio, ma evitare una strategia europea che iper-regolamenta al proprio interno e, allo stesso tempo, apre ad accordi di libero scambio non regolamentati: questo sarebbe un suicidio".
Meloni ha ribadito di essere favorevole agli accordi di libero scambio, ma a condizione che siano equi: "Il mercato, per essere davvero libero, deve essere anche equo. L’accordo con il Mercosur ha grandi potenzialità per il nostro sistema industriale e per l’export, ma non poteva essere fatto a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni agricole".
La presidente del Consiglio ha quindi ricordato le garanzie ottenute a tutela degli agricoltori italiani, tra cui "un fondo di compensazione", il "rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata" e l’avvio di una "trattativa sul bilancio europeo destinato alla Politica agricola comune". "Siamo riusciti a ottenere un impegno dell’Ue ad anticipare l’utilizzo di 45 miliardi di euro e a non aumentare i prezzi dei fertilizzanti", ha sottolineato.
"Alla luce di queste garanzie - ha concluso Meloni - abbiamo dato l’ok al Mercosur, trovando un equilibrio tra interessi diversi: la tutela degli agricoltori e la spinta che arrivava dal sistema industriale. Ho riscontrato una grande solidarietà nel nostro sistema economico, senza pressioni ma con collaborazione, che ha permesso di costruire un equilibrio sostenibile, nella speranza che l’accordo possa portare vantaggi in molti ambiti".
Ma l'Europa si spacca
Decisivo per l'esito il sì dell'Italia, che in un primo momento si era opposta all'intesa. La firma dell’accordo era inizialmente prevista per il 20 dicembre in Brasile, ma era stata rinviata proprio a causa delle perplessità espresse da Italia e Francia. Entrambi i Paesi avevano chiesto maggiori tutele per il comparto agricolo europeo, ritenuto particolarmente esposto alla concorrenza sudamericana. Da un lato, però, se Meloni ha cambiato posizione, non è accaduto lo stesso con la Francia che ha anzi confermato il voto contrario, restando ferma sulle sue posizioni. Nei giorni scorsi, il Presidente Macron aveva già dichiarato che, anche in caso di approvazione, “la storia non sarebbe finita”.
Questa mattina, il premier francese Lecornu ha ribadito la posizione di Parigi, rispondendo alle pressioni interne del Rassemblement National, che ha annunciato due mozioni di censura. Lecornu ha invitato i parlamentari europei a formare un fronte interno per bloccare l’accordo. Il 20 gennaio è prevista una manifestazione dei trattori organizzata dal sindacato francese Fnsea, a testimonianza del malcontento degli agricoltori, che temono un aumento delle importazioni dai Paesi Mercosur a scapito dei produttori europei e insufficienti garanzie sulla sicurezza alimentare. Anche altri Paesi, come Polonia, Ungheria e Austria, hanno espresso preoccupazioni simili.
Intanto, le proteste degli agricoltori continuano. In Francia e Belgio, blocchi stradali e cortei stanno paralizzando alcune vie d’accesso alle capitali, mentre a Strasburgo è attesa una grande manifestazione in concomitanza con il voto finale del Parlamento europeo. Indipendentemente dall’esito della plenaria, la mobilitazione degli agricoltori mostra come il trattato resti uno degli argomenti più controversi nel dibattito europeo.
Mercosur, la Lega annuncia: "Voteremo no in Parlamento"
"Queste le motivazioni del ministro Lollobrigida per il suo sì al Mercosur. Mi piacerebbe poter condividere il suo ottimismo ma temo che i rischi siano ancora superiori ai benefici. La posizione della Lega è storicamente contraria. Arriverà in Parlamento". Lo afferma sui social il senatore leghista Claudio Borghi, commentando il comunicato del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida sul via libera degli ambasciatori Ue all'intesa con il Mercosur. "La Lega continuerà a mantenere la propria storica posizione contraria all'accordo e lo ribadirà ogni volta che questo tema verrà discusso e votato nelle sedi deputate a farlo, ovvero i Parlamenti. La tutela dei nostri agricoltori e della qualità del Made in Italy resta per noi una priorità assoluta", sottolinea il senatore Giorgio Maria Bergesio, responsabile del dipartimento Agricoltura del partito.
