Intesa-Bper su Mps, dall’incontro segreto di gennaio a Milano al ruolo chiave di Canzonieri
Se è vero che Roma non fu costruita in un giorno, lo stesso si può dire dell’Opas Intesa-Bper su Mps. Solo gli ingenui possono pensare che i due Carlo, Messina e Cimbri, abbiano deciso dall’oggi al domani di orchestrare un’operazione da oltre 30 miliardi di euro. I tempi, come può riferire Affaritaliani, sono ben più lunghi, ovviamente.
A gennaio, infatti, sembra che i due manager si siano incontrati a Milano per parlare della fattibilità dell’operazione. Erano i giorni in cui sembrava che Luigi Lovaglio fosse sempre più lontano da Siena e che il futuro della banca senese, al di là dell’incorporazione di Mediobanca, fosse saldamente in un’ottica stand alone.
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Poi, per bocca dello stesso Messina, i dialoghi si sono fermati per qualche mese. Pare, più che altro, perché inizialmente Cimbri non sembrava troppo convinto della fattibilità della cosa. Ad aprile, quando i manager hanno ripreso a parlarsi, lo scenario era totalmente diverso e i due non erano più soli, perché – secondo quanto può riferire Affaritaliani – insieme a loro sedeva anche Francesco Canzionieri, come consulente di Messina.
Il manager ex Mediobanca, fondatore di Nextalia, forte degli ottimi rapporti con il ceo di Intesa avrebbe premuto assai perché i due “Carlo” tornassero a parlarsi. Anche perché stava succedendo di tutto e l’occasione andava colta rapidamente. Nel frattempo, infatti, Lovaglio era stato licenziato per giusta causa da Siena, l’assemblea del Monte sembrava essere indirizzata verso un plebiscito per la lista del cda e per l’incoronazione di Fabrizio Palermo. A quel punto, prima ancora dell’assemblea, Cimbri e Messina sono tornati a sedersi a un tavolo, iniziando a disegnare il futuro del mondo bancario italiano.
Il 15 aprile è una data pivotale: l’assemblea di Mps, a sorpresa, vota la lista di Plt che aveva tra i suoi punti fermi il ritorno di Lovaglio come ceo. Il motivo è facile da comprendere: i voti decisivi sono quelli di BancoBpm che inizia a premere per una fusione paritetica con Siena. È in quei giorni concitati che torna a circolare, insistentemente, il fatto che Andrea Orcel e la sua Unicredit possano tentare in extremis un’operazione su Mps dopo il fallimento delle trattative cinque anni prima. Ma è un fuoco fatuo, non c’è spazio per altri movimenti.
Unicredit, che cerca con fatica di sbrogliare la matassa Commerzbank, non ha le forze per lanciare un’opa su Mps. Intesa, invece sì. E lo fa nonostante una fuga di notizie convinca BancoBpm, in extremis, a tentare di fondersi con Siena. Troppo tardi anche lì, forse. Perché se si muove il duo Messina-Cimbri, tendenzialmente è difficile che lo faccia a vuoto. E in effetti, al momento sembra che Intesa-Bper siano in vantaggio. Per sapere l’esito finale bisognerà attendere ancora qualche mese. Ma è chiaro che i due “Carlo”, con la complicità di Canzionieri, siano oggi in netto vantaggio sugli altri.
Ultima nota di colore: si è detto di Alberto Nagel come advisor dell’operazione – e qualcuno, buttando la palla ancora più avanti parla di lui come possibile ceo del polo del wealth management tra Mediobanca e Intesa. Il suo profilo sarebbe stato individuato proprio da Carlo Cimbri a bordo della nave che ha portato entrambi, oltre ad altri 500 selezionatissimi ospiti, al matrimonio a Malta di Manfredi Lefebvre. Bene, ieri intanto i bene informati l’hanno intercettato in Corso Buenos Aires. Che cosa ci faceva?

