Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti
Editore Marcello Antelmi

Home » Economia » Pensioni 2027, aumenti tagliati: ecco chi ci perde di più

Pensioni 2027, aumenti tagliati: ecco chi ci perde di più

La manovra riporta la rivalutazione a sei fasce e riduce gli aumenti sugli assegni medio-alti. Per chi va in pensione da gennaio, importo più basso a parità di contributi.

Pensioni 2027, aumenti tagliati: ecco chi ci perde di più

Pensioni 2027, cambia la rivalutazione: cosa succede al tuo assegno

Le pensioni 2027 portano una brutta notizia per chi percepisce un assegno medio-alto: gli aumenti legati all’inflazione saranno più bassi del previsto. La manovra ripristina infatti un meccanismo di rivalutazione in sei fasce, simile a quello usato nel 2023, e abbandona il criterio progressivo per scaglioni. Il risultato è che dal 2027 le pensioni medio-alte recupereranno solo una parte dei rincari. Secondo le prime analisi, la rivalutazione resterebbe piena fino a 2.447 euro, ma oltre quella soglia l’adeguamento si riduce.

La stretta ha un peso importante sui conti pubblici: dalla rivalutazione sono attesi risparmi lordi per 14,2 miliardi in dieci anni. E gli effetti non si fermano al 2027, perché un aumento più basso oggi diventa la base di partenza per gli anni successivi, con una perdita che si trascina nel tempo. Quanto si perderà in concreto dipenderà dal tasso di inflazione che sarà usato per aggiornare i cedolini.

Non cambia solo la rivalutazione. Chi andrà in pensione dal 1° gennaio 2027, a parità di contributi accumulati e di età di uscita, riceverà un assegno più basso, per effetto dei nuovi coefficienti di trasformazione. Dalla stessa data scatta anche l’adeguamento alla speranza di vita, che alza di un mese i requisiti per andare in pensione. Questo aumento riguarda solo i nuovi pensionamenti e non taglia le pensioni già liquidate, quindi chi è già in pensione non vedrà ridursi l’importo che incassa oggi, ma solo un aumento più contenuto.

Il contesto dei conti spiega la scelta del governo. Il Documento programmatico di finanza pubblica stima la spesa per pensioni intorno a 352 miliardi di euro nel 2026 e a 367 miliardi nel 2027, pari al 15,3% del PIL.

Cosa può fare un pensionato adesso? Conviene verificare in quale fascia rientra il proprio assegno e confrontare il cedolino di gennaio con quello di dicembre, per misurare l’aumento reale. Va ricordato che il testo della manovra è ancora in Parlamento, che può modificarlo fino al voto finale, di norma entro la fine dell’anno.

LEGGI LE NEWS DI ECONOMIA

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno