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Pensioni, la vecchiaia all’estero conviene: dal Portogallo alla Tunisia, ecco dove l’Inps paga di più

Le pensioni di regime internazionale nel 2025 salgono a 675mila (+1,3%). In calo gli USA, mentre crescono Spagna, Portogallo e Tunisia

Pensioni, la vecchiaia all’estero conviene: dal Portogallo alla Tunisia, ecco dove l’Inps paga di più
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Sono 675mila le pensioni di regime internazionale elargite nel 2025, in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente. A confermarlo è stato Gianfranco Santoro, direttore Studi e Ricerche Inps, nel corso delle audizioni sul disegno di legge sugli “incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla strategia nazionale per le aree interne” in corso al Senato. Santoro sottolinea che si è registrata una “inversione di tendenza del trend degli ultimi anni”.

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“È possibile osservare che le pensioni che superano i 25.000 euro, e che immaginiamo potrebbero essere quelle interessate dal provvedimento, rappresentano circa 27% del totale: tre su quattro sono pagati in Paesi extra Ue in aree come Nord America, Oceania, Europa, Stati non Ue”.

“Infine – ha aggiunto Santoro – è possibile osservare le variazioni degli anni tra il 2018 e il 2025 rispetto ad alcuni paesi in cui è stato effettuato il pagamento: a fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti d’America, di oltre il 50% in Australia e Canada, si è assistito a una crescita molto importante, +75% della Spagna che ormai costituisce la destinazione di gran lunga preferita, il Portogallo (+144%), anche se recentemente ha ridotto la sua attrattività con il venir meno degli incentivi, e della Tunisia (+255%)”.

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Santoro ha poi così commentato il disegno di legge attualmente sottoposto alla commissione del Senato: “La disposizione non produce effetti negativi per la finanza pubblica, perché gli effetti positivi appaiono più che adeguati a compensare eventuali modesti effetti negativi riscontrabili sul tendenziale, cioè derivanti da coloro che avevano deciso di rientrare in assenza della norma. Si richiama sul punto l’attenzione sui giovani italiani espatriati, che potrebbero contribuire in modo ancora più incisivo e strutturale al ripopolamento e alla rivitalizzazione economica e sociale delle aree interne del Paese”.

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