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Economia
Petrolio: prezzi sempre piu' giu', barile Usa sotto 58 dollari
LA PARTITA DEL PETROLIO - E' nelle acque territoriali scozzesi che si trovano quei giacimenti del Mare del Nord dai quali proviene larga parte della produzione petrolifera del Regno Unito. Nei 18 mesi che Salmond prevede saranno necessari per gestire la secessione insieme a Downing Street, uno dei principali temi da discutere sara' quindi la spartizione dei ricavi delle attivita' estrattive, che contano per il 19% del Pil della Scozia e per il 2% dell'economia dell'intera Gran Bretagna. Ricavi che, pero', continuano a scendere, sia per il forte calo dei prezzi sui mercati internazionali che per il tracollo della produzione, diminuita del 40% solo negli ultimi quattro anni. I proventi fiscali, invece, resterebbero alla Scozia, che avrebbe quindi la possibilita' di costruire un fondo per il welfare alimentato a idrocarburi, seguendo l'esempio norvegese. Le grandi major petrolifere si sono pero' schierate con il no. Bob Dudley e Ben van Beurden, numeri uno di Bp e Royal Dutch Shell, hanno affermato che conservare l'unione con Londra "sarebbe positivo per l'industria petrolifera e l'economia". Il timore degli operatori e' che una Scozia indipendente non possa garantire gli investimenti necessari.

Non si arresta la caduta del prezzo del petrolio. Il light crude Wti perde 2,17 dollari a 57,78 dollari al barile, scendendo sotto quota 58 dollari per la prima volta dal maggio 2009. Il Brent di Londra perde 2,94 dollari a 61,81 dollari al barile, un livello che non si registrava dal luglio 2009.

Piazza Affari maglia nera: peggiora nel finale e cede il 3,13%, giu' banche, energia - Mercato azionario in forte arretramento al termine della seduta odierna, indebolito dai timori per l'incertezza politica in Grecia e dal nuovo calo del prezzo del greggio. L'indice Ftse Mib segna un calo del 3,13% a 18.600 punti, mentre l'All Share cede il 2,98% a 19.692 punti. Piazza Affari ha fatto di poco peggio rispetto alle principali borse europee, tutte comunque in grave perdita, condizionate dalle preoccupazioni per la situazione economica. Le tensioni in Grecia rischiano di far precipitare di nuovo il paese in una crisi, con ripercussioni sull'area euro, mentre il ribasso del petrolio se prolungato avrebbe sicuri effetti negativi su tutte le economie dei paesi produttori. Sui mercati infine hanno inciso anche voci circa un possibile downgrade della Francia da parte di Fitch.

Borse europee: chiudono in forte calo - Le borse europee chiudono in forte ribasso. Sugli indici continuano a pesare il crollo del prezzo del petrolio e i timori di instabilita' politica in Grecia legati alla convocazione di elezioni presidenziali anticipate che potrebbero costare la poltrona al premier Antonis Samaras, qualora non prevalga il suo candidato. Le vendite sono infatti intense sia sul settore bancario che su quello energetico e minerario. Maglia nera a Piazza Affari, dove l'indice Ftse Mib cede il 3,13% a 18.600,83 punti. Il Dax di Francoforte perde il 2,78% a 9.587,95 punti, il Cac 40 di Parigi arretra del 2,77% a 4.108,93 punti, l'Ftse 100 di Londra segna -2,49% a 6.300,63 punti, l'Ibex di Madrid lascia sul terreno il 2,6% a 10.161,0 punti.

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