Il Brent ha toccato quota 110 dollari al barile il 21 ottobre, mentre benzina e diesel continuano a costare più di 2 euro al litro. Nella mattina del 22 ottobre, sui prezzi comunicati dai gestori al MIMIT, la media self nazionale è di circa 2,017 euro per la benzina e 2,257 euro per il diesel. Un pieno da 50 litri costa quindi circa 100,85 euro con la benzina e 112,85 euro con il gasolio. Il raggiungimento dei 110 dollari da parte del petrolio non si traduce però automaticamente in un rincaro della stessa entità alla pompa.
Benzina e diesel, i prezzi aggiornati al 22 ottobre
Nella mattina del 22 ottobre 2026 la media self calcolata sui prezzi trasmessi dai gestori all’Osservaprezzi Carburanti del MIMIT si attesta a circa 2,017 euro al litro per la benzina e 2,257 euro per il diesel. L’ultima comunicazione consolidata del Ministero, relativa al 21 ottobre, indicava invece 2,026 euro per la benzina e 2,259 euro per il gasolio sulla rete stradale nazionale. I nuovi listini del 22 ottobre mostrano quindi una lieve discesa della benzina e un diesel sostanzialmente stabile.
Carburanti, quanto costa oggi fare il pieno
Utilizzando le medie disponibili nella mattina del 22 ottobre, un rifornimento da 40 litri di benzina costa circa 80,68 euro. Con il diesel servono invece 90,28 euro. Per 50 litri il conto sale a:
- 100,85 euro con la benzina;
- 112,85 euro con il diesel.
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La differenza è quindi di 12 euro esatti su 50 litri, considerando lo stesso quantitativo acquistato. Con un serbatoio da 60 litri la spesa teorica arriva invece a circa 121,02 euro per la benzina e 135,42 euro per il gasolio. Il confronto riguarda esclusivamente il prezzo della stessa quantità di carburante. Non significa che percorrere la stessa distanza con un’auto diesel costi necessariamente di più, perché consumi e rendimento dei motori sono differenti.
Petrolio a 110 dollari, quanto può incidere sui carburanti
Il 21 ottobre il Brent con consegna a dicembre è arrivato a 110 dollari al barile, confermando una fase di forte volatilità. Il trasferimento del prezzo del greggio alla pompa non è né immediato né proporzionale. Sul costo finale incidono infatti le quotazioni internazionali di benzina e gasolio già raffinati, il cambio tra euro e dollaro, le accise, l’Iva e i margini della distribuzione.
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Una fase prolungata di tensione sui mercati petroliferi può comunque spingere verso l’alto anche i prezzi dei prodotti raffinati e, successivamente, quelli praticati ai distributori.
Benzina e diesel, quanto aumenterebbe un pieno con altri rincari
Se la benzina, oggi nell’area dei 2,017 euro, aumentasse di altri 5 centesimi al litro, un pieno da 50 litri costerebbe 2,50 euro in più. Con un aumento di 10 centesimi, il rincaro diventerebbe di 5 euro a pieno. Lo stesso calcolo vale per il diesel: cinque centesimi in più significano 2,50 euro aggiuntivi su 50 litri, dieci centesimi equivalgono a 5 euro. Si tratta di semplici simulazioni e non di una previsione sui prezzi dei prossimi giorni.
La variabile decisiva resta la durata delle tensioni sui mercati energetici. Se il Brent resterà stabilmente intorno ai 110 dollari o tornerà a salire, il rischio di nuovi rincari alla pompa aumenterà. Un calo duraturo del greggio e dei prodotti raffinati potrebbe invece attenuare la pressione sui listini.
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