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Piazza Affari, i 10 titoli che hanno corso di più nell’ultimo anno. La classifica (piena di sorprese)

Tesmec è il titolo del listino principale di Piazza Affari cresciuto di più nell’ultimo anno

Piazza Affari, i 10 titoli che hanno corso di più nell’ultimo anno. La classifica (piena di sorprese)

Piazza Affari, i 10 titoli che hanno corso di più negli ultimi tre mesi

Tesmec è il titolo del listino principale di Piazza Affari cresciuto di più nell’ultimo anno: +280,63%, secondo la scheda di Borsa Italiana alla chiusura di venerdì 16 ottobre 2026. Seguono Technoprobe (+196,81%) e Banco Desio (+119,08%). Nello stesso periodo il FTSE MIB ha guadagnato il 18,97%, e anche il decimo classificato, LU-VE, ha fatto quasi quattro volte meglio (+73,63%).

Due filoni spiegano gran parte della classifica. Il primo è l’energia: Saipem, Tenaris, Eni e l’armatore d’Amico sono saliti in un anno segnato dalla crisi dello Stretto di Hormuz, con il Brent a 106,8 dollari a fine settimana. Il secondo sono le infrastrutture di intelligenza artificiale ed elettrificazione: chip per l’IA con Technoprobe, raffreddamento dei data center con LU-VE, macchine per le reti elettriche con Tesmec.

Quattro dei dieci titoli sono nel FTSE MIB e tre nel segmento STAR. Tutte le percentuali sono quelle riportate alla voce «Performance 1 anno» nella scheda di ciascun titolo su Borsa Italiana, consultabile da chiunque.

1. Tesmec · +280,63%

Tesmec, segmento STAR, produce macchine e sistemi per le reti elettriche, le ferrovie e lo scavo. Nel primo semestre 2026 ha portato i ricavi a 144,2 milioni (+12,2%) e l’EBITDA a 24,3 milioni (+14,7%), tornando in utile per 4,5 milioni. Il portafoglio ordini è salito a 498,3 milioni, dai 396,1 di metà 2025. A trainare è il settore Energy. Dopo i conti Intermonte ha alzato il target price a 0,54 euro; venerdì il titolo ha chiuso a 0,456 euro.

2. Technoprobe · +196,81%

Technoprobe produce le schede per il collaudo dei chip, e oltre metà delle vendite viene dai chip per l’intelligenza artificiale. Nel primo semestre i ricavi sono saliti a 464,1 milioni (+42,4%) e l’utile netto a 143,1 milioni, da 34,4. La società ha alzato la stima di ricavi 2026 a 1,05-1,10 miliardi.

Il titolo resta lontano dal massimo dell’anno, 38,58 euro a giugno: nell’ultima settimana ha perso il 22,4% con le vendite sui semiconduttori e venerdì ha chiuso a 26,52 euro.

3. Banco Desio · +119,08%

La banca brianzola ha chiuso il primo semestre con utile netto a 76,1 milioni (+8%), commissioni nette in crescita del 17,9% e un CET1 al 17,7%. Il prezzo è salito più degli utili: secondo un’analisi di The Smart Trader il rapporto prezzo/utili è passato da circa 10,8 nel 2025 a circa 17,7. Il massimo dell’anno, 19,30 euro, è del 22 settembre; venerdì il titolo ha chiuso a 16,76 euro.

4. B.F. · +102,86%

Ad aprile Arum di Federico Vecchioni e Dompé Holdings hanno lanciato un’OPA sul gruppo agroindustriale a 5 euro per azione. L’offerta, chiusa a luglio, ha portato i due soci all’88,06% del capitale.

Da allora il titolo è salito ben oltre il prezzo dell’offerta, fino agli 8,52 euro di venerdì, con circa il 12% del capitale rimasto sul mercato. Sabato 17 ottobre la controllata BF International ha annunciato l’acquisto del controllo di Diagram, società di tecnologie per l’agricoltura.

5. d’Amico International Shipping · +98,24%

L’armatore di navi cisterna per prodotti petroliferi, segmento STAR, ha guadagnato dalla crisi di Hormuz. Nel primo semestre l’utile netto è salito a 79,4 milioni di dollari, da 38,5, con noli spot medi a 44.247 dollari al giorno (+95%).

Come ricostruisce Shipping Italy, a marzo il conflitto in Iran ha causato la più grave interruzione dei flussi di petrolio mai registrata nello Stretto di Hormuz. Venerdì il titolo ha chiuso a 8,33 euro, sotto il massimo dell’anno di 9,45 euro del 14 ottobre.

6. Saipem · +93,31%

Saipem ha chiuso il 2025 con un EBITDA oltre 1,7 miliardi, circa 400 milioni più del 2024, dopo aver tagliato i costi e spostato il portafoglio verso le costruzioni offshore più redditizie. Secondo un’analisi di Websim di luglio, il titolo si è così in parte svincolato dal prezzo del greggio. Sullo sfondo c’è la fusione con Subsea7 in Saipem7, annunciata a luglio 2025. Venerdì il titolo ha guadagnato il 4,13%, a 4,591 euro.

7. Tenaris · +77,10%

Il produttore di tubi per l’industria petrolifera ha raddoppiato ad agosto l’acconto sul dividendo, a 0,59 dollari per azione. Barclays segnala che le perforazioni negli Stati Uniti sono salite di quasi il 10% dall’inizio del conflitto con l’Iran. I ritardi nelle spedizioni verso Iraq, Kuwait e Qatar, legati a Hormuz, hanno però pesato sui conti. Venerdì il titolo ha chiuso a 26,30 euro (+2,49%).

8. Eni · +76,30%

Eni ha corso con il petrolio: il Brent ha chiuso la settimana a 106,8 dollari, contro gli 85 dollari su cui il gruppo ha costruito la guidance 2026. Venerdì il titolo ha chiuso a 25,955 euro, la chiusura più alta dell’anno, contro un minimo di 15,664 euro a gennaio. I conti del terzo trimestre arrivano il 22 ottobre.

9. Italian Exhibition Group · +76,18%

Il gruppo fieristico di Rimini e Vicenza ha chiuso il primo semestre con ricavi a 162,8 milioni (+9%) ed EBITDA adjusted a 47,8 milioni (+22%). Ha alzato la guidance 2026 a 293-298 milioni di ricavi, pur rinviando al 2027 la seconda edizione di My Plant & Garden Middle East per le tensioni nel Golfo. Il titolo ha toccato il massimo dell’anno, 18,15 euro, il 29 luglio e nell’ultimo mese ha perso il 13,68%; venerdì ha chiuso a 14,20 euro.

10. LU-VE · +73,63%

LU-VE, segmento STAR, produce scambiatori di calore e sistemi di raffreddamento, e punta sui data center. Nel primo semestre ha portato i ricavi a 321 milioni (+10,3%) e l’utile netto a 27,2 milioni, circa il 60% in più; il portafoglio ordini è al record di 333,3 milioni.

L’amministratore delegato Matteo Liberali attende un’accelerazione nella seconda metà dell’anno con l’avvio del contratto con un hyperscaler. Venerdì il titolo ha chiuso a 63,20 euro, sotto il massimo di 72,50 euro del 6 ottobre.

Fuori classifica

Appena sotto la soglia ci sono Cy4gate (+67,83%), STMicroelectronics (+66,35%), Mediobanca (+60,82%) e Banca MPS (+57,60%).

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